Famiglia Cristiana contro il Governo per le impronte digitali ai bambini rom


Quelli dell'Udc lo avevano denunciato in tempi non sospetti: ci sono pochi cattolici nel Governo Berlusconi e questo creerà dei problemi. Ora il testimone è passato a Famiglia Cristiana, che ogni martedì lancia delle feroci bordate contro l'Esecutivo di centrodestra:

Alla prima prova d'esame i ministri cattolici del governo del Cavaliere escono bocciati, senza appello. Per loro la dignità dell'uomo vale zero. Nessuno che abbia alzato il dito a contrastare Maroni e l'indecente proposta razzista di prendere le impronte digitali ai bambini rom. Avremmo dato credito al ministro se, assieme alla schedatura, avesse detto come portare i bimbi rom a scuola, togliendoli dagli spazi condivisi coi topi. Che aiuti ha previsto? Nulla.
Non stupisce, invece il silenzio della nuova presidente della Commissione per l'infanzia, Alessandra Mussolini perché le schedature etniche e religiose fanno parte del Dna familiare e, finalmente, tornano a essere patrimonio di governo. Non sappiamo cosa ne pensi Berlusconi: permetterebbe che agenti di polizia prendessero le impronte dei suoi figli o dei suoi nipotini?.
Oggi, con le impronte digitali uno Stato di polizia mostra il volto più feroce a piccoli rom, che pur sono cittadini italiani. Perché non c'è la stessa ostinazione nel combattere la criminalità vera in vaste aree del Paese? La Convenzione Onu sui diritti dell'infanzia (firmata anche dall'Italia, che tutela i minori da qualsiasi discriminazione) non conta più niente. La schedatura di un bambino rom, che non ha commesso reato, viola la dignità umana”.

La domanda sorge spontanea: ma perché gli uomini del Pdl fanno la fila per andare in udienza dal Papa e poi quando c'è da scrivere le leggi si dimenticano i valori che sbandierano in Piazza San Pietro?

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