Papa Francesco e le nuove nomine in Vaticano

Viste le nuove nomine fatte da papa Francesco in Vaticano è probabile che si stia muovendo qualcosa di importante all’interno del colonnato del Bernini.

Papa Francesco e le nuove nomine in Vaticano

Se da un lato c’è chi si lamenta del fatto che papa Francesco non guidi la chiesa con la forza rinnovatrice che si era auspicata, dall’altro lato si può notare come papa Bergoglio si muova per sentieri del tutto nuovi al modo di ragionare vaticano. Si prenda, per esempio, la seguente laconica comunicazione che ha fornito la Sala Stampa vaticana:

Il Santo Padre Francesco ha nominato Segretario aggiunto del Supremo Tribunale della Segnatura Apostolica S.E. Mons. Giuseppe Sciacca, Vescovo titolare di Fondi, finora Segretario Generale del Governatorato dello Stato della Città del Vaticano.

Ordinaria amministrazione, si dirà, soprattutto se si considera che monsignor Giuseppe Sciacca è un finissimo giurista e quindi un incarico nel Supremo Tribunale ci sta tutto. Però a ben guardare si nota che l’incarico che andrà a ricoprire monsignor Sciacca non esisteva fino a ora: Segretario aggiunto del Supremo Tribunale della Segnatura Apostolica. La Segnatura Apostolica ha già il suo prefetto, cioè il cardinale americano Raymond Leo Burke e ha il suo segretario, vale a dire l'arcivescovo belga Frans Daneels. Come mai un segretario aggiunto? È un modo elegante per “parcheggiare” un uomo di Bertone e, in un certo senso, far capire che altre nomine o spostamenti stanno per avvenire? Sarà giunto il momento di nominare un nuovo Segretario di Stato? A proposito, non tutti i papi hanno avuto un Segretario di Stato, quindi non è da escludere nemmeno questa ipotesi.

Monsignor Sciacca finora era Segretario Generale del Governatorato dello Stato della Città del Vaticano, cioè occupava la poltrona che era di monsignor Carlo Maria Viganò. Vi dice nulla questo nome? Viganò è colui che ha denunciato casi di corruzione negli appalti in Vaticano e per questo è stato inviato come nunzio a Washington. Promoveatur ut amoveatur. Anzi, a dirla tutta, lo zampino di Viganò nello spinoso caso Vatileaks è stato ventilato da più parti.

Presidente del Governatorato è il cardinal Giuseppe Bertello. Nemmeno questo nome vi dice nulla? Bertello è uno degli “otto saggi” che papa Francesco ha nominato per riformare la Curia vaticana. A proposito dell’incontro degli otto cardinali, Bertello in un’intervista ha detto:

Il Santo Padre ci ha nominati e abbiamo la prima riunione a ottobre prossimo. Ora c'è un contatto regolare tra noi otto e così ci conosciamo meglio. Attualmente cerchiamo di raccogliere le attese, ciò che la gente domanda, ciò che domandano le Chiese locali e le conferenze episcopali. Dobbiamo capire cosa pensa la Curia romana al proposito. Bisogna ascoltare il Santo padre perché bisogna sapere cosa egli vuole. Perché bisogna comprendere che tipo di riforma fare per rendere la curia romana al servizio delle conferenze episcopali, delle Chiese locali e condividere anche i beni delle Chiese locali e universali. È questo spirito di servizio che dobbiamo mettere bene in rilievo.

Tornando alla nomina del Segretario aggiunto del Supremo Tribunale della Segnatura c’è da notare anche un’altra cosa: solitamente quando ci sono degli avvicendamenti si nomina anche il successore, com’è naturale che sia. E invece l’incarico di monsignor Sciacca presso il Governatorato è vacante.

Intanto, si avvicina la data in cui gli otto cardinali che devono studiare la riforma della Curia romana si incontreranno con papa Francesco: dall’1 al 3 ottobre ne vedremo delle belle in Vaticano (forse). Quel che è certo è che Bergoglio ha sempre avuto il pallino di portare avanti una lotta alla corruzione in senso ampio e non sono escluse azioni in questo senso anche nelle sacre mura vaticane.

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