Fabrizio Saccomanni a Cernobbio: "Manteniamo gli impegni, ripresa nel 2014"

Il ministro dell'Economia Saccomanni al forum di Cernobbio: "Spending review, riforma fiscale e uso migliore dei fondi UE sono i pilastri dell'azione del governo"

Intervenendo al Workshop di Cernobbio organizzato da Ambrosetti il ministro dell'Economia Fabrizio Saccomanni ha illustrato un bilancio delle cose fatte, di quelle da fare e dello stato dell'economia pubblica italiana, tracciando un quadro a suo dire positivo.

Stabilità economica entro il quarto trimestre del 2013 e ripresa nel 2014, il ministro dell'Economia appare fiducioso e determinato nel suo lavoro a via XX settembre, un lavoro cominciato sulla base di un preciso impegno di Enrico Letta: il mantenimento del deficit entro il 3% del PIL, come chiesto dall'Europa.

Cosa è stato fatto

"Io, da tecnico, ho assunto così un mandato politico preciso: il rispetto degli impegni internazionali dell'Italia sui bilanci e sul deficit"

ha esordito Saccomanni nel suo breve intervento. Condizione necessaria per cominciare a lavorare è dunque il risanamento della finanza pubblica, un processo già avviato secondo Saccomanni dal governo Monti e perseguito anche dall'esecutivo guidato da Letta.

Un impegno, quello del governo, cominciato subito con interventi urgenti per il rilancio dell'economia e per risolvere alcune emergenze impellenti, sociali ed ambientali: i 6 decreti emanati nelle prime settimane di governo (riguardanti il rinvio dell'Imu e dell'aumento dell'Iva, l'occupazione, gli incentivi per l'edilizia, la semplificazione burocratica, il rilancio delle infrastrutture e gli incentivi alle attività culturali) hanno impegnato il Paese per 7 miliardi di euro, 4 provenienti da nuove entrate e 3 da tagli e rimodulazioni della spesa pubblica.

Il rimborso dei debiti della pubblica amministrazione è stato un altro capitolo di successo, nelle parole di Saccomanni: entro settembre infatti verranno erogati 18miliardi agli enti locali (7 sono già stati erogati ai creditori) ed altri 10 verranno erogati entro fine anno, sempre nel rispetto del tetto del 3% deficit/PIL.

Un'operazione costata due punti di prodotto interno lordo, secondo il ministro. Questi provvedimenti, contestualizzati nel rispetto degli accordi internazionali, ha permesso all'Italia di uscire dalla procedura di infrazione europea nella quale era incappata a causa dei conti pubblici fortemente compromessi.

Il terzo ed il quarto trimestre del 2013 saranno, spiega Saccomanni, di stabilizzazione e leggera ripresa, una ripresa che sarà netta durante l'anno 2014.

Cosa c'è da fare

Il futuro del governo, in materia economica, si basa su tre pilastri strategici: la spending review, la riforma fiscale ed un uso migliore dei fondi europei.

Entro la fine del 2013 il governo scioglierà i nodi Imu ed Iva e lunedì il consiglio dei ministri discuterà di un provvedimento di riforma del sistema economico nel mondo della scuola, realizzato dal ministro dell'Istruzione Maria Chiara Carrozza.

Riforme per il rafforzamento della competitività dell'Italia nel panorama globale dovranno portare, secondo Saccomanni, a risolvere i problemi di carenza di investimenti nel campo della digitalizzazione della pubblica amministrazione (che costa al Paese 2 punti di Pil ogni anno), ma anche la carenza di investimenti nel capitale umano: gli obiettivi strategici del governo, spiega Saccomanni, vanno proprio in questa direzione.

Sulla spending review il ministro dell'Economia ha annunciato la nomina di un commissario straordinario permanente per la creazione di un meccanismo di controllo della spesa e dei finanziamenti della pubblica amministrazione.

Relativamente alla riforma fiscale Saccomanni ha spiegato di avere ripreso il progetto di delega fiscale stilato dal precedente governo Monti, ora in discussione in Parlamento, la cui approvazione è auspicata dal titolare del ministero dell'Economia e Finanze entro il mese di settembre. Gli obiettivi sono di rendere il fisco prevedibile e leggero, ridurre la tassazione sul lavoro e le imprese, la lotta all'evasione e la riforma delle agevolazioni fiscali (che vanno riviste).

Fabrizio Saccomanni auspica inoltre un miglior uso, in futuro, dei fondi strutturali europei: attualmente l'Italia è tra i paesi meno attivi nell'uso di tali fondi ed ha margini di miglioramento enormi.

Il lavoro, la disoccupazione, la riforma della giustizia, il debito pubblico (per risolvere il quale si pensa ad un'operazione di dismissione del patrimonio pubblico su vasta scala), nuove iniziative per attrarre investimenti, tutte priorità che il governo dovrà affrontare nei prossimi mesi.

Priorità per le quali è impensabile chiudere l'esperienza del governo Letta in breve, siano questi mesi o addirittura settimane.

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