Enrico Letta a Cernobbio: "Stabilità è la parola magica"

Intervenendo a Cernobbio Enrico Letta parla di stabilità come "parola magica" per fare bene al governo. E inneggia agli Stati Uniti d'Europa

E' di Enrico Letta il discorso di chiusura dei lavori del Workshop The European House - Ambrosetti a Villa d'Este: tra stabilità e deficit il presidente del Consiglio non ha disdegnato bacchettate al mondo politico.

"Forse c'è chi non ha capito cosa è successo tra febbraio ed aprile nel mondo della politica. [...] ci sono stati due terremoti: il risultato elettorale di febbraio e l'implosione del Parlamento con l'elezione del Presidente della Repubblica, per la quale si è ricorso a qualcosa che sembrava impossibile."

L'esordio del Presidente del Consiglio è duro, determinato, anche sulla falsariga di quello "tsunami" che compare sul blog di Grillo un giorno sì e l'altro pure: proprio sui cinque stelle Letta si è brevemente soffermato, riconoscendo l'importanza di un risultato elettorale definito "eccezionale":

"Non era mai successo che una forza nata dal nulla prendesse 8 milioni di voti. [...] Molto di coloro che hanno votato per loro lo hanno fatto per dare un segnale: la cosa peggiore che possiamo fare è fare finta di niente tappandoci gli occhi."

Enrico Letta ha parlato di "risposte", della necessità di una vera e propria "svolta" che si incarna anche nella rielezione di Napolitano; una svolta che è la mission del governo che presiede.

"Stabilità ed instabilità sono come il sole e la luna: [...] l'instabilità costa, ai contribuenti, agli imprenditori [...] mentre la stabilità paga, permette di ridurre i tassi d'interesse e di fare scelte concrete per attrarre gli investimenti."

Letta ha parlato di un vero e proprio "inno alla stabilità" (parola d'ordine, l'avevamo già detto, qui a Cernobbio) che deve portare con se anche un necessario cambiamento generazionale, in un Paese in cui la gerontocrazia ed il conservatorismo continuano a minarne le riforme ed i cambiamenti necessari.

Guardando i presenti in sala il Presidente del Consiglio ha notato come il gap tra uomini e donne sia ancora troppo presente, giudicato "insopportabile", come "insopportabile" è il racconto macchiettistico dell'attività di governo, che si ingloba in quel "rumore di fondo" della polemica politica che ha l'unico risultato di danneggiare l'attività di governo, la credibilità internazionale.

In questo senso Letta ha spiegato che occorre rompere determinate catene che tengono il Paese fermo al palo:

"Il caos politico permanente, un rumore di fondo che copre tutto, [...] lo spirito iperburocratico e conservatoristico che stiamo combattendo, [...] la catena delle liturgie della politica, della gerontocrazia, del sistema dell'Italia dei "no", [...] la catena della conservazione delle regole della politica, della "costituzione non si tocca" [...]"

Letta ha spiegato come, in linea anche con i principi del M5s (mai nominato direttamente, ma il cui spirito aleggia sulla domenica di Cernobbio come un fantasma, sarà per la presenza eterea di Casaleggio, sarà per quanto sta succedendo a Roma in queste ore), la Costituzione vada necessariamente cambiata: la riduzione dei parlamentari, la riforma della camera unica (con il Senato eletto, nell'ipotesi lettiana, dagli enti locali e non direttamente), una legge elettorale che funzioni, tutti provvedimenti di riforma strutturale che prevedono, necessariamente, cambiamenti sostanziali nella Costituzione.

Sulla legge di stabilità Letta ha ripreso quanto enunciato da Saccomanni questa mattina, battendo sopratutto sul piano di dismissione del patrimonio pubblico e di attrazione degli investimenti, quasi pronto in sede governativa.

La riduzione delle tasse sul lavoro (che si integra con quella "svolta" lettiana per consegnare il Paese in mano ai giovani), la riforma fiscale, la lotta ai paradisi fiscali, ma anche l'accordo di Genova tra sindacati e Confindustria, sono tutti segnali e priorità che spingeranno, a detta di Letta, verso quella pax sociale che porterà alla crescita nel 2014.

Sulla giustizia invece Letta ha enunciato "i successi" del suo governo: la mediazione obbligatoria, i giudici ausiliari, la giustizia civile che è un vero e proprio freno agli investimenti stranieri in Italia, lodando il decreto Severino e il lavoro fatto dai tecnici di via Arenula.

Le Olimpiadi 2014 a Roma?

Nelle prospettive future il primo ministro italiano guarda con favore all'ExPo2015 di Milano ed a una possibile candidatura italiana per le Olimpiadi 2024.

Ignazio Marino, sindaco di Roma, ha già fatto sapere che inontrerà Letta in settimana per valutare l'opportunità, dopo che sotto la guida di Alemanno la città si era vista sfumare la candidatura per l'evvento del 2020 (per il quale tuttavia sono stati spesi diversi milioni di euro, non si sa bene a che finalità).

"Sono stradeterminato a compiere il programma: no ai veti politici."

L'Europa

Tema a parte per Letta è l'Europa: il semestre italiano di presidenza dell'Ue si avvicina e il primo ministro italiano ha parlato di quella che è la sua personale visione di Europa:

"Il mio obiettivo sono gli Stati Uniti d'Europa [...] serve un Europa che, una volta uscita dalla crisi, cambi marcia per instaurare un vero percorso di crescita. Questa sarà la parola d'ordine del semestre italiano, lavorare su un'altro modello di Europa."

Il rischio, spiega Letta, è di trovarsi il prossimo giugno con il Parlamento Europeo più antieuropeista di sempre.

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