Decadenza Berlusconi, Alfano: "Vogliono usare la legge Severino contro Berlusconi". Brunetta: "Se decade fine della maggioranza"

Il vicepremier Angelino Alfano a "La telefonata di Belpietro": "Abbiamo le idee chiare: qualcuno vuole usare la legge Severino contro Berlusconi"

Aggiornamento 9 settembre, ore 14:40 - In un'intervista rilasciata alla Rai il capogruppo Pdl alla Camera Renato Brunetta lancia un vero e proprio avvertimento alla Giunta, in particolare ai membri Pd della Giunta del Senato che deciderà il destino di Berlusconi senatore:

"Se il Pd pensa oggi di far decadere Berlusconi per toglierselo dai piedi si dimostra veramente irresponsabile, perché verrà meno immediatamente la maggioranza con quel che segue. [...] Se il Pd pensa ad un uso retroattivo della legge Severino per far fuori Berlusconi si sbaglia di grosso. Non farà fuori Berlusconi ma farà fuori il governo Letta."

Intervenendo questa mattina su Canale5 a "La telefonata di Belpietro" il vicepremier e ministro degli Interni Angelino Alfano ha rilasciato alcune dichiarazioni sulla discussione, che si aprirà oggi, presso la Giunta elezioni e immunità del Senato sulla decadenza di Silvio Berlusconi dopo la condanna in Cassazione.

Alfano, che sulla tenuta del governo nel caso in cui decadesse la carica di senatore di Berlusconi si è riservato un certo margine di silenzio e prudenza; nonostante una dichiarata prudenza però la posizione di Alfano emerge piuttosto chiaramente nelle sue dichiarazioni:

"Dirlo questa mattina sarebbe letto da chi vuol far precipitare le cose in Giunta come una provocazione, preferisco non rispondere anche se noi abbiamo le idee molto chiare. [...] Chiediamo alla commissione di sfuggire alla logica centro destra-centrosinistra per evitare che la decisione sia politica. Se questo non dovesse succedere, è evidente che i numeri sono a favore della sinistra che vuole la decadenza immediata di Berlusconi."

Il vicepremier sostiene, nemmeno troppo velatamente, la tesi di un vero e proprio complotto contro Berlusconi, atto ad utilizzare la legge Severino a suo danno:

"Qui stiamo parlando dell'applicabilità al passato della legge non della sua applicabilità al futuro. Il tema della costituzionalità o meno della Severino riguarda specificamente il tema della sua applicabilità al passato."

Alfano ha spiegato come il voto della Giunta sia in ogni modo un atto di deliberazione, che lascerebbe pertanto un certo margine di manovra per i singoli componenti della Giunta, "liberi" di votare secondo coscienza: questa tesi però stride con il ricorso presentato a Strasburgo dagli avvocati dell'ex premier, che battono sul tasto dell'inapplicabilità retroattiva della legge Severino nonostante la Giunta non si sia ancora pronunciata in materia.

"Chiediamo un giudizio sulla base del diritto e non della politica di questi anni. Speriamo che la valutazione degli elementi di sinistra all'interno della commissione sara in base al diritto e non alla politica."

Palla al centro. Oggi pomeriggio tocca alla Giunta giocare i tempi supplementari.

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