M5s, il senatore Campanella attacca Casaleggio sulla presenza a Cernobbio

Il senatore del M5s: "A Cernobbio uno di noi non c'entra nulla"

La presenza di Gianroberto Casaleggio al workshop Ambrosetti tenutosi a Cernobbio nei giorni scorsi ha fatto discutere prima, durante e dopo la sua relazione su "I new media e la politica del futuro” (la cui pubblicazione in rete è attesa a giorni).

Dopo aver riscosso un discreto successo al workshop Ambrosetti (spesso definito "il Bilderberg italiano"), ricevendo attestati di interesse e stima piuttosto trasversali per il lavoro prodotto, sembrava che la presenza di Casaleggio a Cernobbio fosse passata sotto silenzio tra le fila degli eletti pentastellati in Parlamento.

Non è stato così: il senatore del M5s Francesco Campanella, sulla sua pagina Facebook, ha postato un commento assai aspro proprio sulla partecipazione si Casaleggio al workshop Ambrosetti:

"Sto in un movimento che non ama i potenti e si tiene lontano dalle loro stanze dorate. A Cernobbio uno di noi non c'entra nulla."

Apriti cielo: i commenti in calce al post di Campanella sono, se possibile, più aspri del commento stesso scritto dal senatore, accusato di avere dato in pasto ai media una sterile ed inutile polemica e, soprattutto, di non avere un comportamento al di sopra di ogni sospetto, tale da poter dire ciò che vuole, ciò che pensa.

In un secondo post, scritto poco dopo, il senatore è ancora più chiaro (sempre senza fare direttamente il nome di Casaleggio):

"Chi va al mulino si infarina. Se poi si dice celiaco..."

Anche qui i suoi seguaci si sono letteralmente scatenati: c'è chi ricorda a Campanella di aver votato Grasso alla Presidenza del Senato, chi gli chiede cosa ci faccia nel Movimento 5 Stelle, chi la butta in vacca e se la prende con tutti, da Grillo allo stesso Campanella.

La verità probabilmente sta nel mezzo: Gianroberto Casaleggio era al workshop Ambrosetti in qualità di imprenditore, come Presidente di Casaleggio&Associati, e non di "ideologo" (termine fastidioso ma piuttosto efficace) del Movimento, seppure in realtà nella sua relazione erano numerosi i punti di contatto con il movimento politico nato dal nulla ed approdato in Parlamento nel giro di pochi anni.

Su Twitter ci ha pensato Paolo Becchi a dar manforte alla polemica:


Certo è che per parlare occorreva essere a Cernobbio o, quantomeno, avere cognizione di causa. Gianni Riotta, invitato tra i delegati del workshop (che quindi ha potuto assistere alla relazione di Casaleggio) ha così commentato il panel sui new media:


Sulla stessa lunghezza d'onda anche altri commenti; la verità è che con il pregiudizio la polemica viene sempre bene, ma senza conoscenza diventa sterile e fine a se stessa. L'impressione data da Casaleggio ai partecipanti di Cernobbio è stata, in larga scala, positiva e questo dovrebbe far piacere al carattere evangelico dei pentastellati.

Non si tratta di difendere l'indifendibile ma semplicemente di dire le cose come stanno: nel suo campo, i new media, Casaleggio è un gigante ed i risultati in termini di business non possono che dargli ragione.

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