Mentre in Italia è mezzogiorno, in Tibet è già notte e si avvicina l’ora (le 17 da noi) della scadenza dell’ultimatum del governo cinese ai “rivoltosi”: “consegnatevi entro mezzanotte o c’è la corte marziale”. Il tutto in un quadro sempre più incandescente in cui crescono la protesta e la rivolta dei tibetani (non solo dei monaci buddisti) e crescono le minacce e la repressione dei cinesi.
Intanto il sangue scorre nelle città e nei villaggi e non c’è nessuno in grado di contare i morti (si parla di centinaia di morti) e i feriti, figurarsi se c’è qualcuno in grado di dire “basta!”. Dopo la mezzanotte di oggi scatterà una spietata caccia all’uomo. Anzi, se non ci saranno novità in queste poche ore rimaste, il rischio di una terribile strage è reale.
Solo l’Occidente può fermare il pugno d’acciaio del governo cinese. Lo farà? No. L’Europa e gli Stati Uniti si limiteranno ad “auspicare” che le violenze cessino. Senza neppure dire con chiarezza chi è davvero in Tibet l’oppresso e chi l’oppressore. A questo siamo.
Di fronte alla tragedia tibetana (e non solo) l’occidente non può non prendere atto del fallimento della propria strategia politica basata sul coinvolgimento (l’engage) internazionale della Cina piuttosto che sul’aperto confronto (confront), mettere cioè sul tappeto i grandi nodi irrisolti (violazione dei diritti umani, violazione degli standard minimi ambientali, contraffazione commerciale, violazione dei diritti d’autore, il lavoro infantile al limite della schiavitù, sopraffazione delle minoranze ecc.).
L’Occidente, Usa in primo luogo, stanno trattando la Cina con il guanto di velluto, una benevolenza che il governo cinese ha saputo e sa utilizzare a proprio uso e consumo, dentro e fuori la Cina dove il nuovo capitalismo è totalmente subordinato al potere politico e convive tranquillamente con il vecchio potere comunista che domina in modo assoluto e indisturbato.
Non è vero che l’apertura internazionale e lo sviluppo economico interno hanno indebolito o creato problemi al Partito comunista. La Cina è così diventata una grande potenza economica e una grande potenza militare, fattori determinanti per pesare sugli attuali assetti internazionali. Un’ombra, se non proprio una minaccia, che si sta allargando e non può non destare preoccupazione alle democrazie occidentali.
La Cina non può continuare a fare e disfare ciò che vuole. E l’Occidente, Italia compresa, non può sacrificare sull’altare del business, i propri ideali, i propri valori, la propria democrazia. Tanto meno può mettere a rischio la pace. Le Olimpiadi di Pechino sono dietro l’angolo. Siamo contrari al boicottaggio. Ma non si può gareggiare e gioire a Pechino se nella stessa nazione milioni di cinesi sono costretti a subire e a perdere tutto.
Compresi i diritti di base e addirittura la vita stessa. Non è giunta l’ora di mettere le carte in tavola e dire al governo cinese come la pensiamo? Debole il governo Usa che con Condoleezza Rice, pochi minuti fa, ha invitato Pechino affinchè dialoghi con il Dalai Lama. Tutto qui? Ma l’Onu dov’è?
Post scriptum: dopo i radicali piemontesi da Veltroni con bandiere tibetane finalmente stasera a Roma, organizzata da Cgil-Cisl-Uil ci sarà una fiaccolata di protesta davanti all’ambasciata cinese. Poco. Ma meglio di niente.
Proust
17 mar 2008 - 13:33 - #1quoto tutto fino in fondo.
Bravo, meno male che qualcuno dice le cose come stanno.
MaxCC
17 mar 2008 - 13:56 - #2Complimenti per l’articolo. Condivido tutto.
sterosati
17 mar 2008 - 13:59 - #31. LA Cina è uno dei maggiori creditori degli USA, 2. Esempio: Saviano riporta che il porto di Napoli, uno dei maggiori del mediterraneo è gestito da una società cinese.
3. Il Dalai Lama viene in Italia e non lo riceve nessun soggetto istituzionale. 4. Il Papa, sempre giustamente solerte a difendere la vita, ieri non ha speso una parola che sia una all’Angelus, ufficialmente per mancanza di notizie di prima mano (potrebbe sempre preparare air-vatican-one e andare a controllare).
Moriranno in un numero accettabile e tutti zitti … avanti il prossimo
bimmer
17 mar 2008 - 14:08 - #4“La Cina non può continuare a fare e disfare ciò che vuole. E l’Occidente, Italia compresa, non può sacrificare sull’altare del business, i propri ideali, i propri valori, la propria democrazia. Tanto meno può mettere a rischio la pace.”
beata innocenza…
xxblaxx
17 mar 2008 - 14:18 - #5mi sembrano luoghi comuni
se ci fosse ancora la teocrazia buddista in tibet, quella sì che sarebbe da combattere
la cina è cattiva…anche questo è un luogo comune…
il dalai lama fomenta odio ed è un ipocrita con amici famosi…
la religione al governo di uno stato: se fosse così da noi rabbrividiremmo, ma per gli altri, i tibetani, ci va bene!!
Frantz
17 mar 2008 - 14:42 - #6@ xxblaxx
La strage di centinaia di innocenti non mi sembra un luogo comune.
Il dalai lama fomenta odio ed è un ipocrita?
Se si conosce un minimo il buddismo è che incita alla non violenza ma a una vita di riflessione.
Il Tibet non vuole essere governato da una religione ma comunque merita di essere libero com’era prima dell’invasione della Cina
bimmer
17 mar 2008 - 15:15 - #7“il dalai lama fomenta odio ed è un ipocrita con amici famosi…”
OMMIODDIO
xxblaxx
17 mar 2008 - 17:34 - #8io credo che il popolo tibetano ci abbia guadagnato, parlo del popolo, dall’abbattimento del millenario regime teocratico…
indubbiamente ogni popolo deve ambire alla propria indipendenza, non c’è dubbio…
ma in realtà si è visto in questi giorni solo al pestaggio delle minoranze cinesi…
e la cina ha reagito come tutti gli invasori…russi, americani, europei ecc… quindi male… ma era logico che cadesse in questa trappola mediatica..
il dalai lama non è un dio né un santo è un uomo..vuole solo riavere il potere millenario che apparteneva alla sua casta..
il buddismo predica amore e pace, come il cristianesimo, l’islam e tutte le religioni, non vuol dire che dobbiamo mitizzare questa religione e scordarci la natura insita negli uomini e nel potere…
simo80
17 mar 2008 - 18:22 - #9xxblaxx: “ma in realtà si è visto in questi giorni solo al pestaggio delle minoranze cinesi…”
Che significa? Sono i tibetani ad attuare la repressione contro i cinesi? Questa sarebbe una deformazione staliniana della realtà. Sei pagato dal governo cinese?
simo80
17 mar 2008 - 18:26 - #10Comunque dalla teocrazia alla dittatura del proletariato non mi sembra ci sia questa grande evoluzione…
xxblaxx
17 mar 2008 - 20:41 - #11@simo80 “sei pagato dal governo cinese?”
???????????????
per pensare rettamente bisogna abbattere i pregiudizi:
cinese=comunisti= cattivi
dalai lama=asceta=buono
PREMESSA:
tu in tutta fede nella ragione cosa pensi di un uomo che dice di essere la reincarnazione del buddha…
cosa diresti se il papa dicesse di essere la reincarnazione di gesù o qualche assurdità del genere?
lo accetti solo perché è lontano da noi, ma altrimenti non lo combatteresti…?
reincarnazione di un dio?
e dovremmo tifare perché una tale idea si riaffermi in questo mondo?
se fossi in te ci penserei bene?
fermo restando che il tibet era fermo al medioevo, certamente romantico nei film, ma disgustoso nella civiltà, paragonabile solo ai talebani in questo secolo,
e il tibet fu d’ispirazione e di culto per il nazismo…
io non credo che la protesta tibetana di oggi sia una protesta per i valori che secondo me tu difendi parlando come parli, cioè libertà, democrazia ecc.
il comunismo cinese se sul piano dei diritti civili è indietro al mondo dove viviamo noi, è avanti mille miglia a quello che c’era in cina prima.. del comunismo, dove i signori feudali avevano diritto di vita e di morte sugli emaciati contadini e le donne andavano in giro con i piedi deformati dalle calzature della tradizione.. avanti mille miglia allo stato di sudditanza che la teocrazia buddista da secoli imponeva al popolo tibetano per onorare il loro dio umano…
perché una cosa è buddha con le sue massime e la sua filosofia e un’altra cosa è la religione che per secoli ha lasciato un mondo immutato pietrificato…
una cosa è gesù e un’altra è l’inquisizione del medioevo…
sennò ragioniamo sui luoghi comuni della tv e dei media…
xxblaxx
17 mar 2008 - 20:47 - #12reincarnazione del dalai lama precedente non del buddha chiedo scusa…
simo80
18 mar 2008 - 01:05 - #13Allora mandiamo via i masai dalle pianure africane o gli indios dall’amazzonia, visto che sono rimasti all’età della pietra.
Se noi crediamo che il corpo e sangue di Gesù si incarni ogni domenica nell’ostia consacrata, i buddisti potranno ben credere ciò che vogliono sulle reincarnazioni del Buddha? Si chiama relativismo, ed è proprio ciò che il nostro evoluto capo spirituale vuole negare.