Sabato il post del sempre ottimo fc raccontava della reazione di Veronica Berlusconi alle intercettazioni hot in cui si direbbero l’irriferibile Mara Carfagna e il consorte, nostro attuale premier. Lidia Ravera su l’Unità di ieri suggerisce alla first lady di licenziare il marito.
Ottima idea. Solo che come sempre ci si attacca a immani facezie, piccolezze, inutilità, come i problemi coniugali del capo del governo e della sua compagna. Beghe condominiali in formato extralarge, allargato, mediatizzato ad usum cretini per avere qualcosa di cui parlare in una giornata d’estate.
Se si trattasse di ministeri, e questi, come scritto in alcuni commenti, venissero assegnati tramite fellatio, sarebbe molto grave. Può essere: ma non lo sappiamo, almeno non di sicuro. Ma c’è altro: già la lettera a Repubblica di Veronica mi aveva lasciato un pò, diciamo “perplesso” ai tempi, adesso lo sbadiglio è inevitabile.
Lidia Ravera spinge l’acceleratore affinchè Veronica molli il premier dal cospicuo ego con cui ha diviso gli ultimi decenni di vita, sopportando, sopportando, sopportando. Che messo così, ricorda un pò resistere, resistere, resistere, e quello lo diceva qualcun altro, se vi ricordate, ovvero Borrelli.
DoMeNicO
07 lug 2008 - 10:38 - #1io dico na cosa AVVELENALO AVVELENALO AVVELENALO
_emy
07 lug 2008 - 11:45 - #2sarebbe troppo da figa…
thesis
07 lug 2008 - 12:58 - #3veronuica farebbe bene a lasciarlo. Inoltre è sbagliato dire che questi sono solo pettegolezzi privati, perchè la Carfagna occupa un ministero che noi tutti gli paghiamo
andreami
07 lug 2008 - 13:46 - #4E la cosa piu’ triste e’ che e’ il ministero delle pari opportunita’. Se una donna subisce pressioni indebite sul posto del lavoro dovrebbe essere tutelata dalla Carfagna, il che e’ abbastanza squallido.
darioL
07 lug 2008 - 13:58 - #5esatto andreami: se per stare al ministero delle pari opportunità devi PIEGARTI al maschilismo allora è DAVVERO SQUALLIDISSIMO.
freddie freeloader
08 lug 2008 - 22:59 - #6Se la lettera di Veronica a La Repubblica non era una finta per dimostrare la vigoria sessuale dello gnomo e promuoverlo nei confronti del suo elettorato, in un’epoca in cui si diceva che era “finito” questo è il momento di verificarlo.