L’equazione “dipendente pubblico = fannullone” è ormai diventata il cavallo di battaglia del nuovo Governo e del vulcanico ministro Renato Brunetta, manager ed economista, che solo pochi giorni fa sul Corriere si autodefiniva “fantasioso e geniale”.
E allora come si spiega che in un recente sondaggio Istud (su un campione di manager), in cui si chiedeva: “Riuscirà il governo a rendere veramente efficiente il lavoro degli Statali?”, il 72% degli intervistati abbia risposto: “No, non ci riuscirà”?
Credo di poter mettere la mano sul fuoco dicendo che sui risultati non abbiano avuto un ruolo determinante le colorite dichiarazioni del ministro. La ragione del pessimismo dei manager è molto più facile da comprendere e naturalmente va cercata altrove: l’Italia è il paese del Gattopardo e gli Italiani… lo sanno bene.
La maggioranza dei manager (ma anche dei cittadini) è convinta che la P.A. sia inefficiente. Probabilmente, però, conosce così bene la macchina amministrativa da sapere che ogni sforzo per cercare di ammodernarla, migliorarla o anche solo limarla o migliorarla, rischia di essere vano.
Il Gattopardo insegna: si cambia tutto per non cambiare nulla. Non è pessimismo ma pura analisi della storia recente e meno recente: le riforme della P.A. (o tentate tali) si sono susseguite negli anni fin da prima che venisse varata la Costituzione Repubblicana! Qualche volta sono state anche portate a termine (nel 1990 ad esempio) ma le inefficienze sono puntualmente rimaste. I risultati sono sotto gli occhi di tutti.
C’è quindi da chiedersi se la strada intrapresa da Brunetta sia quella che veramente può portare il risultato di svecchiare la nostra burocrazia. La “caccia al fannullone” di questi primi atti del Governo è veramente quello che ci serve? Forse sarebbe meglio cercare di capire le vere ragioni dell’inefficienza, che con ogni probabilità sono molto differenti dalla semplice equazione “dipendente pubblico = fannullone” (di certo qualcuno esiste, ma non si può fare di tutta l’erba un fascio)
E allora? La soluzione è semplice! Bisognerebbe investire sulla competenza e sulle capacità dei singoli, sui giovani e su chi a voglia di innovare, abbandonando definitivamente nepotismi, favoritismi o semplici favori agli “amici degli amici”.
Concetti condivisi e risaputi: in sostanza si tratterebbe di rivoltare come un calzino il paese del Gattopardo. Visti i larghi numeri in parlamento della maggioranza, se si abbandona l’idea che il problema sta (solo) nei “lavativi” potrebbe anche essere la volta buona.
Un bel articolo di Economy di questa settimana riporta una illuminante citazione di Edwards William Deming, uno dei più grandi specialisti della qualità: “Se la produttività è bassa e la qualità scadente” bisogne guardare “al sistema e non ai singoli” e ancora “Prima di raccomandare a qualcuno di lavorare di più, accertati che cosa sta facendo; può darsi che il fatto che lavori poco sia un vantaggio se sta facendo cose non utili o dannose”. Come dargli torto?
Foto: Peet van Schalkwyk | flickr
ice
09 lug 2008 - 09:13 - #1solo demagogia!!
nella provincia di Mondena in motorizzazione ci sono 14 dipendenti, una provincia “ricca” da 250.000 abitanti dove a fatica si vede un X5 1a serie o una punto che non sia GrandePunto…..(per dare un idea del turnover di auto = lavoro per le motorizzazioni)
invece a Enna con 50.000 abitnati e una tra le provincie piu povera d’Itlia ne hanno 150 di dipendenti
Dove ha preso piu voti il PdL……al sud
Secondo voi un governo populista come questo taglierà davvero il personale dove non serve o forse lo talgierà dove la gente ha cosi tanto da lavorare da non aver nemmeno il tempo di protestare…….
Senza contare che la Sicilia oltre all’amministrazione regionale (adesso li chiamano Governatori…) ha pure un parlamento (essendo regione a statuto speciale) i cui menbri hanno gli stipendi allineati a quelli dei parlamentari romani
Senza contare che con l’aumento di poteri dati alle regioni lo statuto speciale davvero non ha piu senso di esistere
Poi in Sicilia in quanto regione a statuto speciale hanno già il federalesmo fiscale solo che con quel baracocne di dipendenti e strutture di amministrazione che ahno non arrivano al mese di marzo con le spese annuali della sanità…e tocca chiedere a Roma, senza contare che nonostante i soldi extra i malati sono spesso costretti ad emigrare in strutture pubbliche del nord per essere operate senza morire sotto i ferri…….
Se Brunetta ha davvero voglia di mostrarci che vuole togliere i fannulloni allora elimini tutte le strutture delle regioni a statuto speciale, elimini la figura del notatio che per una firma si prende l’1-3% del valore della transazione…….ca.z.zo le banche ti inculano, ma almeno ti prestano i soldi…il noataio!?!?!?!?!
Luca Ba
09 lug 2008 - 10:50 - #2Purtroppo credo proprio che ice abbia ragione questo governo ha come serbatoio di voti proprio regioni in cui l’inefficienza della pubblica amministrazione è notoria e quindi difficilmente farà qualcosa di concreto.
Steffa
09 lug 2008 - 10:54 - #3QUOTO, ma secondo te Silvio ha intenzione di prenderli o no i voti in Sicilia? Poi se eliminassero il personale inutile lì… ci sarebbe un tasso di disoccupaziane da far impallidire il 29
roberto celani
07 ago 2008 - 22:41 - #4Tutta la campagna in atto serve solo a far cassa sulla pelle dei lavoratori del pubblico impiego che gravando sul bilancio dello stato direttamente o indirettamente, sono visti come una spesa.
Ecco i tagli del decreto legge finanziaria.
Un dipendente dell’Agenzia delle Entrate o dell’INPS avrà nel 2009 la decurtazione del 20% del proprio salario per l’abolizione dei finanziamenti per la contrattazione integrativa , quella con la quale si fisano annualmente gli obiettivi di produttività e di piano speciale da raggiungere!!!
Soldi che guarda caso venivano in gran parte spesi per piani di recupero di evasione contributiva e fiscale…
E quando tutto sarà andato ben bene allo sfascio…verrà presentato il conto della privatizzazione!!!
” a partire dagli enti previdenziali…(recita così il piano industriale di Brunetta…
E’ sul sito del ministero…leggetelo…