Pussy Riot: sciopero della fame, Nadezhda Tolokonnikova in isolamento

Dal penitenziario russo fanno sapere che non è una misura punitiva, ma un modo per tutelare la detenuta che aveva ricevuto minacce di morte

E' in isolamento

Nadezhda Tolokonnikova, una delle Pussy Riot, è stata trasferita in una cella di isolamento. Lo ha fatto sapere il servizio penitenziario russo dopo che la ragazza ha cominciato uno sciopero della fame per protestare contro quelle che ha definito condizioni di lavoro da schiavi. "Nadezhda Tolokonnikova è stata posta in una cosiddetta cella sicura nella colonia penale. Non è una cella di punizione" ha detto all'agenzia Interfax un portavoce del servizio penitenziario.

Tolokonnikova, 23 anni, madre di una bambina piccola, sta scontando una pena di due anni di carcere in una colonia penale in Mordovia, nella Russia centrale, per aver cantato con la sua band una "preghiera punk" contro il presidente Vladimir Putin nella più grande cattedrale di Mosca. Il portavoce ha fatto sapere che Tolokonnikova è ospitata in una "cella singola, in condizioni confortevoli, un'area di sette metri quadrati con un letto, un frigorifero e un gabinetto".

Il capo dell'amministrazione delle prigioni regionali, Gennady Morozov, ha detto invece a Ria Novosti che Tolokonnikova è stata messa in una "cella di punizione in isolamento". La sua legale Irina Khrunova ha detto che Tolokonnikova ha confermato "di essere stata messa in una cella sicura. Non mi ha detto nulla a proposito di celle di punizione".

La situazione è confusa. Secondo Ghennadi Morozov, infatti, la leader della band è stata trasferita per tutelarla dopo che lei stessa aveva detto di aver ricevuto minacce di morte in carcere. Tolokonnikova è stata esentata anche dal lavoro.

© Foto Getty Images - Tutti i diritti riservati

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