La differenza tra amnistia e indulto

Come si applicano i due provvedimenti di clemenza e in che cosa si differenziano.

Quali sono le differenze tra amnistia e indulto? Delle due tipologie di provvedimenti di clemenza (un terzo, la grazia, è di carattere individuale) si fa un gran parlare dopo la richiesta di Napolitano e ancor di più per il timore che Berlusconi riesca a trovare un modo per sfruttare l'amnistia e l'indulto a suo vantaggio (per esempio attraverso "la norma Barani"). E insomma che due provvedimenti di questo tipo vengano portati nel tugurio della bassa politica è veramente un peccato, visto che si tratta di provvedimenti che dovrebbero essere utilizzati per nobili scopi, come può essere un porre fine a tensioni sociali o alleviare le sofferenze dei carcerati (soprattutto quelli dentro per reati minori).

La differenza tra amnistia e indulto. La principale differenze tra le due è che l'amnistia "estingue il reato e, se vi è stata condanna, fa cessare l’esecuzione della condanna". Insomma cancella condanna, reato e anche eventuali pene accessorie. L'indulto causa invece solo l'estinzione della pena: si rinuncia quindi a rendere eseguibile la pena a cui si è stati condannati, ma il reato rimane. Con la conseguenza un po' paradossale, avvenuta per esempio nel 2006, che i processi vadano comunque portati a termine anche se si sa che il condannato non sconterà la pena. Un'altra differenza importante è quindi questa: l'amnistia non solo allevia il sovraffollamento delle carceri, ma anche l'intasamento dei tribunali. L'indulto è utile solamente nel primo caso.

Le pene massime e le condanne. Seconda differenza non di poco conto riguarda il modo in cui si applicano. L'amnistia viene calcolata in base alla condanna massima che si può infliggere per un determinato reato. Poniamo che venga varata un'amnistia che si applica per reati punibili fino ai quattro anni. Se il reato per il quale sono stato condannato prevede una pena massima di sei anni, ma io per varie ragioni sono stato condannato a tre, sono comunque escluso dall'amnistia. L'indulto varia molto a seconda del disegno di legge che regola il provvedimento, ma di norma viene calcolato sulla base della condanna e non della pena massima, quindi al contrario rispetto all'amnistia.

Per quali reati si applica. I reati per cui si applicano amnistia e indulto variano di volta in volta. Anche perché l'amnistia di solito si applica per un certo tipo di reati (quando lo scopo è di pacificazione, come può essere stata quella che nel 1946 chiuse la guerra civile e nel 1978 fu utilizzata per liberare chi era finito in carcere durante le rivolte studentesche) o comunque al di sotto di una certa pena massima (quando lo scopo è liberare le carceri). Di norma sono esclusi i reati gravissimi (quelli che si possono immaginare: omicidio volontario, mafia, terrorismo) e quelli fiscali (che hanno pene molto inferiori ma lo stato considera comunque molto gravi). Possono chiarire le idee le parole iniziali del testo con cui fu varata l'ultima amnistia, del 1990: "È concessa amnistia per ogni reato non finanziario per il quale è stabilita una pena detentiva non superiore nel massimo a quattro anni". Solitamente per l'indulto la logica è abbastanza simile, anche se nel testo dell'indulto del 2006 (se non vado errato) erano inclusi anche i reati finanziari.

Rimane solo da dire che la legge che regola l'amnistia è cambiata nel 1992, prima veniva "concessa dal capo dello Stato su delega del Parlamento". Per evitare che divenisse un'abitudine consolidata per svuotare le carceri senza arrivare a soluzioni organiche, si decise di cambiarla e prevedere che si possa varare (così come l'indulto) solo con una maggioranza di due terzi in Parlamento. Da allora, non si è più vista nemmeno un'amnistia e nemmeno una soluzione organica.

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