Manifestazione Lega Nord. Il Senatùr: “Bossi-Fini è una buona legge”

A Torino manifestazione a sostegno della legge contro l’immigrazione clandestina: in centro anche due contro-manifestazioni pro-migranti

Per Umberto Bossi, la legge che porta il suo nome e quello di Gianfranco Fini “è una legge abbastanza equilibrata”. Nella giornata di piazza organizzata dalla Lega Nord a Torino, il Senatùr ha riproposto il personaggio che, da vent’anni a questa parte, ha consentito alla sua rivoluzione di cartapesta di far breccia nel cuore dell’Italia più refrattaria all’irreversibile sviluppo di un’Italia e di un Europa multietniche.

Sfruttando maldestramente i recenti drammi del mare della Sicilia, la Lega Nord ha organizzato nel capoluogo torinese una manifestazione nella quale riproporre il leit motiv cavalcato una ventina d’anni fa, nella sua ascesa politica, in un contesto economico di crisi economica, anche se decisamente meno grave dell’attuale. L’assioma, oggi come allora, è che i migranti vengono nel nostro Paese per rubare il lavoro agli italiani. È incredibile ma vero, il Senatùr e il suo cerchio magico provano ancora una volta a far leva sullo stesso repertorio:

Se un Paese non ha posti di lavoro non può certo darli agli immigrati. Tutti gli Stati hanno le frontiere se no non sono Stati. Soprattutto in un momento di crisi come questo bisogna dire “fermatevi che qui non c'è posto”.

Bossi cita le frontiere blindate d’Australia, così come dalla prima pagina de La Padania di quest’oggi.

Nelle vie di Torino si presentano diverse migliaia di attivisti, arrivati in città con 150 pullman. I torinesi della Lega Nord sono circa 400-500, un po’ pochini, ma d’altronde la città non ha mai avuto grande feeling con i fazzoletti verdi. Due le contro-manifestazioni: una “antirazzista” degli anarchici, l’altra – “Siamo tutti migranti” – organizzata da Acmos, Benvenuti in Italia e Arci. Le forze dell’ordine sono riuscite a fare in modo, non senza difficoltà, che i cortei ideologicamente opposti non venissero in contatto. Ci sono stati alcuni scontri fra forze dell'ordine e manifestanti del corte anti-razzista.

Bossi: La legge è mia, Fini mi ha solo mandato un giurista”


Intervistato da Paolo Griseri di Repubblica

, Bossi spiega che la legge Bossi-Fini l’ha fatta lui, da solo e che l’altro co-intestatario gli “ha solo mandato un giurista”. Secondo Bossi si tratta di una legge equilibrata:

L'ho fatta prevedendo che la crisi avrebbe fatto diminuire i posti di lavoro agli italiani. E con quella legge ho cercato di evitare che arrivassero da fuori a farci concorrenza. Sospendere la manifestazione per i morti di Lampedusa? Non servirebbe. Ne moriranno tutti i giorni se non li blocchiamo alla partenza.

Manifestazione Lega Nord: cartelli contro Kyenge e Boldrini


Umberto Bossi

, Roberto Calderoli e il governatore piemontese Roberto Cota sfilano dietro lo striscione Stop immigrazione clandestina. Nella manifestazione non mancano cartelli contro il ministro Cecile Kyenge e contro la presidente della Camera, Laura Boldrini.

Il centro città è stati blindato, con l’itinerario strategicamente transennato come in piazzetta Lagrange e in piazza Paleocapa. L’accesso alle bici viene interdetto e in alcuni punti, in prossimità di piazza Castello, ci sono addirittura dei check point.

In piazza c’è anche Mario Borghezio che sfodera addirittura slogan proto-leghisti come “Piemunt liber”. La gente della Lega lo ringrazia e fa sentire, ad alta voce, il suo pensiero:

Non devono chiamarsi migranti, ma ignoranti briganti.

Ieri alcune personalità torinesi come l’ex sindaco Diego Novelli ed Ernesto Olivero del Sermig avevano lanciato un appello agli organizzatori della manifestazione affinché rinunciassero all’iniziativa, specialmente, una richiesta ancor più legittima dopo quanto accaduto ieri. Ma proprio ciò che gli organizzatori contestavano è il principale movente che ha spinto i leader leghisti a ritrovarsi a Torino.

Foto © Getty Images

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