Spending Review 2012: cosa cambia nella pubblica amministrazione

Dopo centinaia di annunci è successo per davvero, ed è scritto nero su bianco: la colossale macchina della pubblica amministrazione dovrà tirare un po' la cinghia. Da sempre simbolo degli sprechi delle amministrazioni, è giusto che il primo punto nella parte della spending review del supersforbiciatore Enrico Bondi dedicata alle "riduzioni di spese in materia di pubblico impiego" riguardi le auto blu.

Le amministrazioni pubbliche non possono effettuare spese superiori al 50% della spesa sostenuta nell'anno 2011 per l'acquisto, manutenzione, il noleggio e l'esercizio di autovetture, nonché per l'acquisto di buoni taxi.

In poche parole, le spese per auto blu e compagnia rombante sono dimezzate. E per evitare che l'esercito di autisti vada a ingrossare le fila degli esodati, il "personale è assegnato a mansioni differenti ferma restando l'area professionale di appartenenza". A leggere il provvedimento nella sua semplicità viene da pensare: "Ci voleva così tanto?". Ma pazienza, l'importante è che il grande passo sia stato fatto.

I tagli per le amministrazioni pubbliche non si limitano alle auto blu, ovviamente.

Nella Pubblica amministrazione è previsto un taglio degli uffici dirigenziali di almeno il 20% e delle risorse destinate al personale non dirigenziali di almeno il 10%.
Il valore dei buoni pasto attribuiti al personale, anche di qualifica dirigenziale, delle amministrazioni pubbliche inserite nel conto economico consolidato della pubblica amministrazione non può superare il valore nominale di 7 euro
Le ferie e i riposi spettanti al personale, anche dirigenti, sono obbligatoriamente fruiti e in nessun caso "danno diritto alla corresponsione di trattamenti economici sostitutivi".

Stop anche alle mille forme di consulenza che hanno costituito una voce di bilancio sempre crescente e che spesso erano solo un modo per far arrivare un po' di soldi dove si riteneva utile e/o comodo:

E' fatto divieto alle pubbliche amministrazioni di attribuire incarichi di studio e consulenza a soggetti collocati in quiescenza che abbiano svolto, nel corso dell'ultimo anno di servizio, funzioni e attività corrispondenti a quelle oggetto dello stesso incarico di studio e di consulenza.

Tradotto dal burocratese, il provvedimento è semplice: stop alle consulenze per i dipendenti pubblici che andranno in pensione.

Foto © TM News

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