
Una denuncia di questo calibro non poteva lasciarci insensibili…
È quella che le onorevoli Alessandra Mussolini, presidente della Commissione parlamentare per l’Infanzia, Gabriella Carlucci e Manuela Di Centa (tutte del Popolo della libertà) hanno affidato ad una interpellanza urgente depositata alla Camera, all’attenzione della Commissione cultura.
Il motivo di tanto allarme è la pubblicità della Tim in cui c’è una ragazza che, avendo scoperto di essere incinta, utilizza un esagerato numero di messaggi per comunicare la cosa a tutti i presunti padri.
“Nella pubblicità – secondo le deputate - si evidenza chiaramente come non vi sia la certezza della paternità di un nascituro, che viene ridotto, quindi, al prodotto del gioco di una notte, che peraltro rispolvera un concetto della sessualità tipico degli anni ’70 oramai superato. Mettere al mondo un figlio è un atto di amore e di responsabilità che non può essere svilito e offeso per mere speculazioni commerciali”.
Risvegliatesi da un sonno profondo e decennale, le parlamentari scoprono a luglio 2008 che la pubblicità usa messaggi allusivi e propone modelli spesso piuttosto discutibili e immaginano che la Commissione cultura della Camera possa trasformarsi un Ufficio censura che sanziona gli spot moralmente inadeguati.
La domanda sorge spontanea: ma la presidente della Commissione parlamentare per l’infanzia, non ha proprio niente di meglio da fare?
Foto: giuseppe nicoloro
Kriegor
18 lug 2008 - 01:31 - #51@Gunny: sono d’accordo con te, ma è questo il modo di fare soldi oggigiorno: bombardare di pubblicità, essere onnipresenti. Magari a me e a te queste cose non fanno alcun effetto, ma la Maggior Parte delle persone, a lungo andare, ne viene influenzata (molti non si rendono neanche conto che la pubblicità la pagano i consumatori…). E intanto a noi fracassano i cosiddetti, e consumiamo beni e servizi a prezzi maggiorati dalle spese di marketing…
Kriegor
18 lug 2008 - 01:42 - #52Errata corrige del #50: “Si vocifera molto di favori sessuali in cambio di posti di lavoro: ti rendi conto che anche questa è una questione morale?” Sì, l’avevi ammesso, scusa. Il resto del discorso non cambia. Sembrerò poco chiaro delle volte, non basterebbero 20 commenti come quello per spiegarti al meglio come la penso, e scusami per l’insulto di prima, mi sono lasciato un po’ andare…pace :-) ?
akiro
18 lug 2008 - 13:55 - #53ho trovato particolarmente irritante anch’io questo spot della tim… ma in fin dei conti li trovo tutti particolarmente azzeccati per un pubblico di cerebrolesi (senza offesa per chi ne è affetto realmente e non solo in seguito alla “sindrome di rincretinimento”).
certo che l’uscita della Mussolini sembra un po’ troppo opportunistica, non ricordo altre battaglie morali ben più importanti e famose…
Poi ad esempio oggi su Metro ho letto una sua intervista in cui afferma che “le veline non fanno del male a nessuno”… bhe, fisicamente no, ma da una che definisce immorale lo spot della tim e non vede le porcherie che passano in tv per soldi… anche quello è immorale.
federica rolich
19 dic 2008 - 19:46 - #54CLASS ACTION: FORSE, MA SENZA EFFETTO RETROATTIVO
E’ vergognoso. Dopo vari tira e molla sembra che il Governo attuerà la famosa class action, ma non da gennaio bensì da luglio 2009.
Uno slittamento quindi di altri sei mesi per l’entrata in vigore della disciplina sulle azioni risarcitorie collettive.
La proposta del Governo però prevede che la class action sia attivata soltanto per gli illeciti compiuti a partire dal luglio del 2008. Questo parziale effetto retroattivo perciò esclude che si possano avvalere di essa tutti i risparmiatoti vittime dei default Cirio-Parmalat-Argentina, perché antecedenti al luglio 2008.
Tante le proteste al riguardo: Ugo Martinat sottosegretario allo Sviluppo Economico si dice profondamente insoddisfatto, come del resto lo sono le associazioni dei consumatori che sono state invitate all’incontro tecnico al Ministero dello Sviluppo.
Anche io sono profondamente insoddisfatto in quanto, per l’ennesima volta, A.R.T. Associazione Risparmiatori Tangobond che rappresento, non è stata invitata a partecipare all’incontro nonostante la promessa fattami recentemente dal sottosegretario stesso.
Se prima avevo dei sospetti, da oggi ho una certezza: la class action cozza contro gli interessi del Governo che non perde occasione per schierarsi dalla parte della banche.
Ciò potrebbe anche risultare lecito in tempi normali, se non fosse che i risparmiatori italiani, dopo aver sopportato sulle loro spalle i vari dafault, dovranno accollarsi anche l’onere di salvare le banche, proprio le stesse che hanno riempito le casseforti con titoli spazzatura, che verranno salvate coi finanziamenti dello Stato camuffati da “finanziamenti alle imprese”, e che hanno depredato il risparmio italiano per oltre 50miliardi di euro.
Sono stufo di sentire osannare le banche italiane che risulterebbero meno esposte ai recenti default (Lehman,…) per aver operato con la diligenza delle formiche nell’elargire finanziamenti. Peccato che loro siano ingrassate a dismisura lucrando sui costi di gestione e sui risparmi degli italiani, ai quali restituiscono il maltolto solo se obbligati dalla sentenza di un giudice.
Egidio Rolich presidente A.R.T.
Associazione Risparmiatori Tangobond
RobertaD
16 mar 2009 - 17:13 - #55sicuramente ci sn altre cose +importanti su cui soffermarsi che uno spot, anche se in effetti è diseducativo. Purtroppo gia questa nuova generazione sta crescendo troppo in fretta.. ricordo l’episodio di quella ragazzina di 15 anni e il padre di 13 che hanno avuto un bambino (non mi ricordo dove è successo) percio è meglio evitare di istigare qualsiasi comportamento, percio condivido il dissenzo per lo spot!!