La bufera giudiziaria con al centro Ottaviano del Turco impone una riflessione, oltre che sul rapporto fra politica e giustizia, sulla politica e sui politici. Specie a sinistra e nel Pd.
Sbaglia Berlusconi a incolpare sempre i magistrati. Sbaglia Di Pietro a dar sempre ragione alle toghe. Sbaglia Veltroni a dire che il Pd sta coi magistrati e giura sull’onestà e la correttezza di Del Turco.
L’inquietante e sconcertante vicenda abruzzese mette in luce, se ce ne fosse ancora bisogno, il limite e il degrado della politica e dei partiti in Italia. Tutti. Quel che sta accadendo in molte realtà (non solo al Sud) è il frutto della malapolitica. Si paga il calo di tensione morale e della qualità della politica e dei suoi gruppi dirigenti.
I parlamentari sono “imposti” dai capi nazionali, per essere poi manipolati e dominati. Ovunque sono le segreterie dei partiti (le primarie sono più o meno “pilotate”) a “imporre” i nomi di sindaci e governatori i quali hanno fatto nascere una pletora di assessori “esterni” (non votati da nessuno), consulenti, esperti, dirigenti a contratto. Ovunque una marea di portaborse, “raccomandati” o “trombati” ha occupato e occupa posti di grande responsabilità nelle miriadi di società pubbliche o partecipate senza averne, per lo più, capacità, preparazione, onestà.
Una oligarchia nella casta, dirigenti mediocri e improvvisati nominati da governatori e sindaci, portati sulla tolda di comando e dintorni solo perché della stessa cordata correntizia, o amici degli amici, raccatta tessere voluti da partiti sempre più personalistici, sempre più deboli, sempre più lontani dalla realtà e dalle esigenze dei cittadini.
Da lì, da questa impostazione e da questi gruppi, nasce e si sviluppa un coacervo più invasivo e puzzolente della monnezza napoletana. Una piovra parassitaria, prepotente, ingorda di trasformisti, qualunquisti, ingordi, finti innovatori, che sguazza nei ricatti, nelle prebende, nei profitti illeciti derivati dal pubblico denaro sperperato solo per uno scambio atto a sostenere profitti personali, rendite economiche e costruire il consenso politico ed elettorale.
E’ questa la ragnatela in molte parti d’Italia. In questa ragnatela si inserisce una parte dell’imprenditoria (stimolatrice o costretta?) senza scrupoli a cui s’aggancia con i suoi tentacoli velenosi la malavita organizzata.
Il dato di fondo è che i gruppi dirigenti (specie del Pd) nascono, crescono, si dissolvono e rinascono attorno alla gestione dei poteri locali: Comuni, Province, Regioni. Fra etica e politica c’è un baratro.
Il saggio Emanuele Macaluso interroga Veltroni su cos’è il Pd. Un’idea? Un progetto? Uno strumento di potere? Scrive Macaluso su La Stampa: “Richiamare la necessità dell’etica come fa ora Veltroni senza una politica è solo un gesto velleitario. Così come richiamare le dure regole della politica senza l’etica significa scadere nel cinismo della gestione intrecciando affari privati e iniziativa pubblica prescindendo dagli interessi generali”.
Qui siamo. I giudici facciano i giudici. Gli italiani, se vogliono un’altra musica, cambino i suonatori.
ice
17 lug 2008 - 11:47 - #1ma che dici Massimo…
“..sono solo teoremi accusatori che non troveranno riscontor in giudizio…”come dice Silvio…
la solita Magistratura che vuole fare politica…..
Del resto se i politici fanno i delinquenti…..chi ci rimane a fare politica!?!?!?!!?
sandokan71
17 lug 2008 - 12:21 - #2Spero che il Governo porti all’esasperazione le forze dell’ordine tutte, esercito compreso così il terreno fertile per un colpo di stato che ripristini la legalità, cacciando a calci nel kulo tutti i parlamentari e indicendo nuove elezioni dirette con il voto per il candidato e non per la lista… sarà pronto.
Lo stato deve tornare al popolo.
Chico Mendez
17 lug 2008 - 12:24 - #3Non comprendo una cosa, se in Italiavi e’ l’obbligatorieta’ di intervento daparte dei PM, nel senso se vi e’ una qualsiasi possibile o remota ipotesi di reato il PM e’ TENUTO a procedere……come cappero si fa a dire che e’ colpa dei magistrati? Se uno da l’autorizzazione a procedere significa che vi sono elementi per processare, e il processo serve solo a dimostrare la colpa, perche’ in Italia vige la filosofia che chiuque e’ innocente sino a prova contraria…………….a si capito se unoindaga su di una cosa poi ne scopre altre seimila (do you remember tangetopoli) ilcastello di potere casca ehehee
sandokan71
17 lug 2008 - 12:26 - #4#3 “in Italia vige la filosofia che chiuque e’ innocente sino a prova contraria”
Appunto, è pura filosofia, come quell’altra della legge uguale per tutti.
Drogba^
17 lug 2008 - 13:09 - #5La situazione è molto semplice
i giornali stanno dalla parte di Del Turco come tutti i politici e questo perchè dietro una banale tangente di appena 16 milioni di euro ci sta una lunga catena di malaffare che arriva dritto dritto fino ai banchieri ossia coloro che foraggiano sia a destra che a sinistra con i soldi rubati alla povera gente.
Vi pare possibile nel 2008 fare prelievi di 200.000 euro in contanti senza che scatti un’allarme una segnalazione alla finanza e tutti i controlli che ci stanno ?
Ma andiamo questa gente viene usata senza saperlo se da una parte ti presta i soldi dall’altra con le cartolarizzazioni ti fa un bel debito e lo rivende a banche straniere tutte contente.