Droni Usa: il governo del Pakistan sapeva degli attacchi

376 attacchi accertati negli ultimi nove anni in Pakistan. Secondo il Washington Post il governo pakistano veniva informato sugli attacchi e sui bilanci delle vittime

Il governo pakistano ha appoggiato l’Esercito statunitense negli attacchi portati dai droni Usa sul suo territorio. A rivelarlo è il Washington Post citando documenti segreti della Cia e dossier diplomatici pakistani.

Per anni alcuni membri del governo di Islamabad hanno sostenuto in segreto gli attacchi Usa in Pakistan ricevendo informazioni riservate sugli attacchi e sui relativi bilanci delle vittime.

Molti dossier erano preparati dal Centro anti terrorismo della Cia, in maniera specifica per essere condivisi con il governo pakistano: nei documenti 65 attacchi dichiarati “top secret” ma condivisi con l’intelligence di Islamabad.

Proprio ieri il premier pakistano Nawaz Sharif ha incontrato per la prima volta Barack Obama e ha chiesto che gli usa mettano fine al programma che Amnesty International, negli scorsi giorni, ha bollato come “crimine di guerra”.

Nel rapporto di Amnesty International viene sottolineata l’arbitrarietà delle uccisioni fra le quali, a titolo esemplificativo, si citano quelle di 18 braccianti uccisi nel luglio 2012 in un villaggio al confine con l’Afghanistan e quella di Mamana Bibi, una donna 68 colpita mentre raccoglieva ortaggi nel suo campo, circondata dai nipoti.

Secondo i rapporti Usa si trattava di “terroristi”, così come le oltre 2500 vittime (fino a un massimo di 3613) dei droni Usa (fonte: Bureau of Investigative Journalism) nei 376 attacchi portati a termine dai droni Usa negli ultimi nove anni (325 sotto l'amministrazione Obama), soprattutto nella regione settentrionale del Waziristan. Fra gennaio 2012 e agosto 2013 i droni hanno colpito 45 volte in questa regione con una sorta di “licenza di uccidere” garantita dalla segretezza che avvolge il programma sui droni.

Il premio Nobel per la pace 2009, Barack Obama, in un discorso sul futuro della lotta al terrorismo, pronunciato nel maggio scorso alla National Defense University, aveva promesso una maggiore trasparenza sui droni. Ma appare evidente che l’unica forma di trasparenza dell’amministrazione Obama sia quella che viene imposta dalle fughe di notizie: facile essere “trasparenti” dopo essere stati smascherati per ciò che si teneva segreto. La trasparenza sui programmi relativi all’utilizzo dei droni rischia di rivelarsi una delle tante (troppe) promesse non mantenuta dal presidente nei quasi cinque anni alla Casa Bianca.

Via | Washington Post

Foto © Getty Images

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