Chi è Vittorio Grilli, il nuovo ministro dell'Economia


L'avvicendamento era nell'aria da settimane, e che i tempi fossero ormai maturi si era capito qualche giorno fa a Bruxelles quando, alla conferenza stampa dopo l'Ecofin, a una domanda particolarmente tecnica di un giornalista Monti ha preferito cedere la parola a Vittorio Grilli. Ieri sera è arrivato l'annuncio ufficiale mentre Monti partecipava a un convegno dell'ABI e metteva in guardia sulle difficoltà che l'Italia deve ancora affrontare ("sarà un percorso di guerra"). Se ha deciso di lasciare il superdicastero che occupava sin dal suo insediamento a novembre vuol dire che Monti si fida molto di Grilli, e pensa che in questo momento serva una persona che si occupi solo di quello.

E d'altronde Vittorio Grilli, nonostante abbia "appena" 55 anni, da quasi venti occupa posizioni di rilievo nell'amministrazione statale. Laureato alla Bocconi e specializzatosi a New York, ha insegnato come assistant professor a Yale e a Londra fino al 1994, quando è rientrato in Italia al ministero del Tesoro dove è rimasto ininterrottamente, eccezion fatta per una breve esperienza al Credit Suisse. Nel 2002 è diventato Ragioniere generale dello Stato, e dal 2005, sempre nominato dal governo Berlusconi (e confermato da Prodi), Direttore generale del Tesoro. È con questa carica che è diventato noto al grande pubblico, quando è entrato in corsa per la successione a Mario Draghi a capo della Banca d'Italia.

Quando, poco meno di un anno fa, è stata annunciata la nomina di Draghi alla Bce, il governo Berlusconi si è spaccato sulla nomina del nuovo Governatore. Mentre Berlusconi, seguendo gli umori internazionali e istituzionali, premeva per Fabrizio Saccomanni, il più stretto collaboratore di Draghi, Giulio Tremonti (spalleggiato da Bossi) voleva a tutti i costi Grilli al timone di Via Nazionale. Alla fine, per evitare una impasse, la scelta è caduta su un terzo nome, quello di Ignazio Visco.

Ma perché in pochi volevano Grilli a Bankitalia? Intanto per l'eccessiva vicinanza con Tremonti, lo stesso che lo aveva nominato Ragioniere generale, e poi perché in quel periodo il ministero dell'Economia era in subbuglio per l'inchiesta che riguardava Marco Milanese, braccio destro dell'ex ministro. Milanese era accusato di corruzione e di gestire con modalità discutibili le nomine pubbliche. Ma Grilli - e questo sicuramente ha contato nella scelta di Monti - l'opinione internazionale su Grilli era ed è piuttosto buona. Grilli ha partecipato alla costituzione del fondo Salvastati e ha legami stretti anche con l'Oriente, il che di questi tempi non guasta.

Foto | © TM News

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