Secondo gli ultimi sviluppi del braccio di ferro tra Lega e Pdl, Berlusconi avrebbe promesso che la riforma del federalismo fiscale andrà di pari passo con quella della giustizia. Vediamo allora quali sono i principi ispiratori del cosiddetto Modello Calderoli.
Il progetto si articola essenzialmente su due piani, autonomia regionale e federalismo solidale. Quest’ultimo prevede che su alcune materie come istruzione, sanità e assistenza sociale (ma in parte anche i trasporti pubblici) le esigenze delle regioni con minor capacità impositiva siano sostenute dal cosiddetto fondo perequativo, che sarebbe una sorta di cassa comune delle regioni, dei cui criteri di accumulo (ancora non del tutto chiari) parleremo più avanti. Il fondo servirà a non far mancare i servizi fondamentali alle regioni più “povere” ma sarà ben diverso dalla famigerata Cassa del Mezzogiorno, uno dei più micidiali sistemi corrotti e mangiasoldi inventati nella Prima Repubblica. Saranno infatti istituiti criteri di valutazione dell’efficienza della spesa. In pratica l’ente amministrativo dovrà dimostrare di essere virtuoso nell’utilizzo dei fondi per avervi accesso anche successivamente.
Il piano dell’autonomia prevede invece la definizione di tributi di esclusiva pertinenza regionale, che andranno ad affiancarsi alle usuali forme di finanziamento regionale, vale a dire Irap, Irpef e Iva. Una volta definite le materie oggetto di tributo, gli enti locali saranno liberi di decidere quanto chiedere e come utilizzarne le entrate.
Tornando dunque al fondo perequativo, è qui che si gioca la partita principale. Martedì Calderoli riferirà alla commissione Bicamerale, ma la discussione in Parlamento è prevista per settembre. Per ora si sa che si vuole creare una sorta di conflitto costruttivo tra le regioni che contribuiscono al fondo e quelle che tendono ad attingervi. In altre parole, gli enti che pagano avranno interesse che si dimostri come siano stati utilizzati i loro soldi; un sistema che appare scontato e che invece sarebbe totalmente innovativo, visto il controllo pressoché nullo dello Stato centrale sui fondi erogati. D’altronde si sa quanta gente ci mangia.
Naturalmente sarà possibile attingere al fondo solo una volta esaurite le risorse derivate dalle risorse ordinarie. Riguardo a queste ultime l’Iva dovrebbe essere trasferita alle regioni nell’ordine dell’80%, l’Irap circa del 15%; questo stando al modello lombardo che rappresenta per ammissione dello stesso Calderoli, la sua “stella polare”. Come detto, la partita si giocherà sulle percentuali in cui le regioni dovranno contribuire al fondo perequativo, ed è proprio su questo punto che a settembre si prevede una battaglia feroce.
ice
21 lug 2008 - 09:52 - #1eppure il caso della clinica degli orrori viene proprio dalla Lombardia in cui la sanità è fiore all’occhiello del governatore Formigoni……
il FEDERALISMO è solo fumo negli occhi!!!
Se le amministrazioni regionali e provinciali funzionano meglio di quele nazionali e se i cittadini hanno maggior controllo lo dobbiamo solo ed esclusivvmente al sistema elettorale maggioritario
Sono le persone che fanno funzionere o meno le cose
Sono le persone che creano il sistema
E il controllo dei cittadini si puo dare solo con un ssitema di voto diretto (contro il voto al partito….)
A livello locale poi le sigle dei partiti fioriscono con liste civiche su liste civiche capaci di riciclare, nascosto tra i ranghi qualunque delinqunte
Se togliessimo il voto diretto alle amministrative che potere avrebbe il cittadino di controllare sull’operato dei politici
Quinadi a mio avviso il federalismo da solo non vale nulla
Molto meglio un sistema elettorale maggioritario
Ma soprattutto l’automatica esclusione dalle liste elettorale dei pregiudicati condannati anche solo in primo grado
E vedrai che tempo un paio di legislature ci saranno meno delinquenti ad amministrare il paese
Andrea P
21 lug 2008 - 10:02 - #2diamo 1€ simbolico l’anno come stipendio ai parlamentari, il resto se lo devono guadagnare come premi per il raggiungimento degli obiettivi.
Ricordiamoci che sono LORO che devono servire noi, non viceversa!!!
Chico Mendez
21 lug 2008 - 10:12 - #3Landoni non vivi in Lombardia vero? Non sai cosa sia davvero il modello Lombardo, quindi di Santa Rita, Galeazzi, San Raffaele, Clinica Ambrosiana ecc. ecc. non sai nulla vero?
alexandros84
21 lug 2008 - 10:18 - #4Favorevole pur non essendo settentrionale.
sensualità a corte
21 lug 2008 - 10:25 - #5#1
ahahahah
sì così didietro prende il 99% e staremo tutti meglio
Chico Mendez
21 lug 2008 - 10:41 - #6SEC lo so che tu sei favorevole alla presenza di delinquenti in parlamento….lo dimostri ogni giorno che e’ il tuo fine ultimo ehehe vecchio birbantello
sensualità a corte
21 lug 2008 - 10:51 - #7Ma Prodi, Visco e Padoa Scioppà non erano pregiudicati, vero?
Se fossi in te spererei il contrario
Chico Mendez
21 lug 2008 - 11:05 - #8SEC non puoi saperlo perche’ sei padano e quindi sei gorgonzolacentrico, Visco era l’unico pregiudicato del gruppo, un po anche Prodi che da buon democristiano (quindi qualche 20 anni fa definirlo di sinistra era impossibile) gestendo l’IRI ne ha combinate di cotte e di crude, Padoa Schioppa porello era un tecnico (significa che capiva di finanze e quindi a diferenza tua per lui 2+2 faceva 4), non era un politico.
Quindi torniamo al tema, i politici non possono avere problemi con la giustizia, ovvio vi sono stati politici con problemi alla giustizia per le loro idee (caso strano in Italia e’ sempre uno di destra che cacciava in galera uno di sinistra per le idee), nella prima repubblica esisteva l’impunita’ parlamentare proprio per evitare che i politici scomodi cioe’ quelli d’opposizione (quindi per 60 anni quelli comunisti o veri socialisti o cmq di sinistra) venissero incarcerati con scuse qualsiasi (incarcerati mio caro perche’ i tuoi amichetti di destra questo facevano). Poi vi fu Tangentopoli, dove fu spazzato via (o almeno pareva si potesse) un sistema politico fatto dio tangenti, truffe, raccomandazioni ecc. ecc., il tuo capetto che lo ha duro era tra i maggiori fautori della pulizia, famose le foto in aula del parlamento di leghisti con il cappio………..ci fu un referendum, fu cancellata l’impunita’, fu un giudizio popolare, trasversale, destra e sinistra leghisti e sudisti……ed ora il tuo padre padrone accetta che si torni indietro, e tu dormiente fai sicon la testolina come i cagnolini delle auto………cresci dai che forse capirai
sensualità a corte
21 lug 2008 - 11:24 - #9Ti ringrazio per il tuo excursus storico sul vittimismo della sinistra, davvero.
Solo una domanda: Padoa era un tecnico… delle caldaie forse?
Alla fine me lo volete dire un personaggio politico che vorreste a capo dell’ Italia?
Chico Mendez
21 lug 2008 - 11:33 - #10Da Wikipedia:
Figlio di Fabio Padoa-Schioppa, amministratore delegato delle Assicurazioni Generali, ha frequentato il liceo classico a Trieste. Laureato in economia all’Università Bocconi di Milano nel 1966, Master in economia dal MIT di Boston nel 1970, inizia la sua carriera professionale nella Brenninkmeyer per poi passare alla Banca d’Italia (1968), raggiungendo il titolo di responsabile della divisione mercati monetari del dipartimento di ricerca.
Dal 1979 al 1983 è stato Direttore Generale per l’Economia e la Finanza dell’Unione Europea; dal 1984 al 1997 è stato Vice Direttore Generale della Banca d’Italia (di cui nel 2005 fu uno dei presunti “papabili” in sostituzione di Antonio Fazio); nel 1997 assunse l’incarico di presidente della CONSOB, che ha conservato sino al 2001.
Dal 1998 al 2006 ha fatto parte del Consiglio d’Amministrazione della Banca Centrale Europea. In questa veste è stato un sostenitore della moneta unica nonché il primo a definire l’Euro “una moneta senza uno stato”.
Nell’anno accademico 2002/2003 riceve la laurea honoris causa in economia aziendale e direzione delle aziende all’Università degli Studi di Bergamo. Seguirà, nell’anno accademico 2005/2006, quella conferitagli in Banca e Finanza dall’Università degli Studi di Udine.
Nell’anno 2003 riceve inoltre il Premio speciale per la saggistica, nell’ambito del Premio letterario Giuseppe Acerbi per l’opera Europa, forza gentile.
Dal 17 maggio 2006 è diventato Ministro dell’Economia e delle Finanze nel governo Prodi II, come tecnico indipendente: prima di questa nomina è stato il presidente dell’istituto internazionale dei revisori dei conti.
sensualità a corte
21 lug 2008 - 11:37 - #11Allora?
Anch’ io faccio finanza
Andrea P
21 lug 2008 - 11:39 - #12Chico stai perdendo tempo…
Chico Mendez
21 lug 2008 - 11:47 - #13Cmq la differenza e’ che non miinteressa avere UN politico, a me interessa un PROGETTO politico…….non ho bisogno di leader maximi aiquali credere ciecamente..
Chico Mendez
21 lug 2008 - 11:48 - #14Andrea lo so che perdo tempo, non capisce e non sa manco cosa sia una IMPOSTA e cosa sia una TASSA….e soprattutto a cosa dovrebbero servire, infatti lui viaggia su mulattiere, si cura con gli sciamani della val brembana, viene difeso dal battaglione San Colmbano, non ha documenti di indentita’, non e’ mai andato a scuola……
darioL
21 lug 2008 - 11:57 - #15ma quale non capisce, è solo un troll. Ignoratelo. E tu, sac, smamma!
sensualità a corte
21 lug 2008 - 12:57 - #16Non avete idea di quanta paura mi stiate facendo… inorridisco
_emy
21 lug 2008 - 13:49 - #17Sembra molto buona come idea, speriamo che sia la volta buona!
Chico Mendez
21 lug 2008 - 14:47 - #18SEC vedi quello e’ il solo modo che conosci tu per dialogare, far paura, nessuno vuole farti paura o minacciare, ma parecchia gente sta solo facendoti notare le castronerie che scrivi o peggio leggi in giro, sei capace una volta esprimere una tua idea? Sei capace di porre una analisi fatta da te? Vedi sai quello che tu non capisci e’ che io non ho nulla a che spartire con Prodi, Schioppa, manco li ho votati, sei tu che invece hai molto a che spartire con la banda di mariuoli che purtroppo pensi di aver votato (ti ricordo che tu hai votato un simbolo e nonle persone che volevi mandare in parlamento…).
Vercingetorige
21 lug 2008 - 16:37 - #19Prima di sparare a zero..bisognerebbe vedere come funziona… L’italia già così di per se fa schifo… adesso si spara a zero sul federalismo, perchè per molti il sistema attuale va bene, sopratutto sul lato assistenzialismo… Negli altri stati europei, il federalismo ha offerto una sorta di concorrenza tra regione per la miglior efficienza su diversi ambiti, quali la sanità e via dicendo….
X la corruzione, è ovvio che c’è dapertutto…nn è che negli stati federalisti nn esiste…quello è un problema trasversale… anche se in italia ha ormai pervaso dapertutto….però nn confondiamo le cose… e a tirarmi fuori ogni scusa per attaccare il federalismo, anche le più insensate….
Chico Mendez
21 lug 2008 - 17:35 - #20@Verci: Non e’ che si attacchi il federalismo fiscale cosi’ d’amble’, parrebbe anzi che TUTTI i partiti alle scorse elezioni politiche parlassero di federalismo fiscale.
Il federalismo fiscale ha pero’ dei limiti ben precisi nella morfologia italiana, vi sono regioni in cui i servizi si sono sviluppati (strade, ferrovie, aeroporti) grazie alle laute sovvenzioni statali, altri invece che sono rimasti li a guardare, o perche’ non legati a famiglie democristiane, o perche’ non offrivano alcun interesse economico ai truffaldini di allora. Come fare per riequilibrare la condizione? Come, fare visto lo spostamento di intere generazioni dal sud al nord e dal nord est verso il nord ovest, a colmare la mancanza di introiti? Come siapplicherebe poi la Costituzione in chiave di servizi dello Stato garantiti e quindi dovuti?
Assistenzialismo: orbene misono sempre chiesto perch’ mai non si parli del bilancio INPS per quel che riguarda la previdenza (le pensioni in pratica), bilancio sempre in attivo, ma lo si associ sempre a quello consolidato inserendo le perdite dell’assistenza, assistenza data per decenni dallo Stato alle ricche e potenti industrie del nord……con i soldi dati dallo Stato alla Fiat in termini di sovvenzioni, incentivi, detassazioni, defiscalizzazione di oneri sociali, casse integrazioni, mobilita’ ecc. ecc. lo Stato avrebbe potuto acquistare la FIAT almeno 10 volte…………..
Sergio Pacillo
26 lug 2009 - 11:33 - #21Due domande semplici semplici.
1- Se un calabrese, per andare a Milano, compra un biglietto d’aereo dell’ex Alitalia, che ha sede fiscale a Milano, e poi se ne scende a Reggio con un treno delle Ferrovie dello Stato, che hanno sede a Roma, l’Iva dei biglietti che ha comprato va alla Calabria o, rispettivamente, alla Lombardia ed al Lazio?
2- L’IVA che versa la A2A, la ditta che gestisce l’inceneritore di Acerra, che ha sede fiscale a Bergamo, va alla Campania o alla Lombardia?