Il 4 novembre pacifista del sindaco Accorinti. E scoppiano le polemiche

Il sindaco di Messina sventola la bandiera della pace durante le celebrazioni, critiche dal governo


Il sindaco di Messina Renato Accorinti non poteva venire meno al suo credo pacifista proprio il 4 novembre, il giorno in cui si festeggiano le Forze Armate. E così, alla celebrazione ufficiale a Messina, ai piedi del Monumento ai caduti, il primo cittadino si è presentato srotolando una bandiera della pace con su scritto: "L'Italia ripudia la guerra", ovvero le parole dell'articolo 11 della Costituzione.

Non da meno è stato il suo discorso, davanti agli sbigottiti rappresentanti delle autorità e delle alte gerarchie militari:

Si svuotino gli arsenali, strumenti di morte e si colmino i granai, fonte di vita. Il monito che lanciava Sandro Pertini sembra ancora ad oggi cadere nel vuoto. Nulla da allora è cambiato. L'Italia, paese che per la Costituzione la guerra, continua a finanziare la corsa agli armamenti ed a sottrarre drasticamente preziose e necessarie risorse per le spese sociali, la scuola, i beni culturali, la sicurezza.

Accorinti ha poi lanciato un appello agli altri sindaci, e ha elencato i dati sulle spese militari – proprio nel giorno in cui il Capo dello Stato invitava a non fare facili polemiche sul tema – ricordando che la Sicilia rischia di diventare "una portaerei del Mediterraneo".

Perplesse le reazioni dei presenti. Chi ha assistito parla di contestazioni da parte di chi ha giudicato "fuori luogo" l'intervento del sindaco nel giorno in cui si celebravano le forze armate. Il generale di Corpo d'Armata Ugo Zottin, Comandante Interregionale Carabinieri “Culqualber”, ha abbandonato le celebrazioni con anticipo perchè offeso dal gesto del sindaco, mentre il prefetto Stefano Trotta non si è proprio presentato.

Dura presa di posizione da parte del ministro per la Pubblica Amministrazione, il siciliano Giampiero D'Alia, che parla di "provocazione demenziale e inopportuna, che offende le Forze Armate e la memoria di quanti, anche nostri concittadini, sono morti per la pace in Italia e nelle missioni internazionali", spingendosi addirittura a definire "una minoranza" quella dei pacifisti rappresentati da Accorinti. Eppure il sindaco non ha fatto altro che ripetere quanto scritto nella Costituzione, che D'Alia dovrebbe conoscere bene avendoci giurato sopra, e citare le parole di Sandro Pertini, che nel 1978 disse proprio "si svuotino gli arsenali di guerra, sorgente di morte, si colmino i granai di vita per milioni di creature umane che lottano contro la fame".

E se, come fa D'Alia, si parla di opportunità date le circostanze, vale la pena di ricordare che Pertini non lo disse in una circostanza qualsiasi, ma nel discorso di insediamento al Quirinale nel 1978.

Foto via Facebook

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