
Ci voleva la penna, affilata e sapiente, del giornalista de La Stampa Federico Geremicca per chiarire definitivamente la pantomima di questi giorni sull’Inno nazionale e sull’importanza del concetto di Patria (schiava di Roma e della Vittoria oppure vittoriosa su Roma che era schiava della Padania… boh!). Il titolo della sua analisi è La fiera degli opportunismi:
Magari non è politicamente corretto. E certamente non aiuta «ad avvicinare i cittadini alle loro istituzioni», come si invoca da un po’ di tempo in qua. Però, per onestà, va detto: della questione in sé, della Grande Polemica - cioè del dito alzato di Umberto Bossi e di quel che è stato pomposamente definito «insulto alla Patria e alla bandiera» - del merito della faccenda, insomma, ieri nelle aule di Camera e Senato non fregava niente quasi a nessuno.
A cominciare da Bossi, naturalmente, che a pomeriggio inoltrato, in violazione di tutti i divieti, se ne stava su un divanetto del Transatlantico a mangiare pane e formaggio (o prosciutto, secondo altri) facendo briciole dappertutto. Il presidente Fini aveva appena finito di fargli una mezza ramanzina in aula - spiegando che insomma un ministro non può dire quelle cose e fare quei gestacci - e qualcuno magari s’aspettava la reazione furiosa del senatùr. Macchè. Lui si limita a borbottare: «Ma va là… Poteva non intervenire, che era meglio». E giù un altro morso al pane col formaggio…
Iacopo P
22 lug 2008 - 14:20 - #1Sei tu questo? http://www.marcopaganini.it/Benvenuto.html
XD
_emy
23 lug 2008 - 02:26 - #2mitico bossi