Italia, paese di inestricabili labirinti giuridici, lungaggini burocratiche e Ponzio Pilato. Pilato sì, come la Procura Generale di Milano che tramite il pg Gianfranco Montera dichiara che “la decisione da prendere si è rivelata di una complessità tale da richiedere tutto il tempo che legge prevede”… ma il tempo che la legge prevede è un anno! Dodici lunghi, interminabili mesi per prolungare l’agonia di un essere umano che da sedici anni è ridotto a uno stato di coma vegetativo.
Ma come si è arrivati a tanto? Dopo la sentenza d’Appello che decretava il distacco di Eluana Englaro dall’alimentazione forzata che la teneva in vita, non restavano che due possibilità: rinunciare ad impugnare la sentenza e porre termine all’agonia giuridica, oppure proporre un ultimo straziante ricorso in Cassazione. Molto probabilmente verrà scelta la seconda ipotesi. Qui tuttavia non vogliamo contestare una decisione che è della Procura soltanto, bensì l’aggravio d’accanimento dovuto ai tempi decisionali, sfruttando ogni falla del nostro diritto.
Ancora Montera: “Vogliamo sottrarci al corto respiro delle passioni politiche che attorno a questo caso si stanno muovendo e decidere con calma”. Passioni politiche? Calma? Voi state decidendo della vita di un essere umano, costretto in un limbo di non-vita da tempo immemore, e del quale è stata incontrovertibilmente dimostrata la volontà di morire. Come vi permettete di prendervi un anno per questioni politiche? Di cosa avete paura? E’ diritto inalienabile di una persona decidere del proprio destino; chi siete voi per sostituire questo diritto con le vostre convenienze politiche?
Beppino, il padre di Eluana, ha reagito come sempre con misura, rifiutando di lasciarsi coinvolgere nella polemica e affidando la risposta al suo avvocato, Vittorio Angiolini: “Il Procuratore generale di Milano può fare le valutazioni che crede, se vuole un anno per decidere se impugnare la decisione della Corte d’appello ce l’ha, ma per noi non cambia niente. La sentenza resta esecutiva e come tale viene valutata dal tutore.”
Ma non è finita qui. Montera aveva chiosato le sue dichiarazioni affermando di essere “fermamente convinto” che il padre di Eluana “non farà gesti irreparabili”, poiché ciò gli causerebbe “qualche problema”. O per meglio dire un’accusa di omicidio, visto che a noi piace parlare chiaro, a differenza di altri. In altre parole dopo nove gradi di giudizio e due sentenze definitive per non sapere che pesci pigliare ci si prende un altro anno di tempo paventando lo spettro dell’omicidio a chi vi si opponga (in ossequio all’ultima sentenza, peraltro).
Non si gioca così con la vita delle persone, cari signori. Qui non è questione di essere a favore o contro l’eutanasia o il testamento biologico (io sono a favore di entrambe e lo dico chiaro) ma di avere rispetto per la vita; quello stesso concetto di cui si riempiono la bocca molti ultrà dell’anti-eutanasia salvo poi infischiarsene di quello che sta passando Eluana, o meglio sacrificando la sofferenza di un singolo sull’altare di un discutibile principio.
Ponzio Pilato se ne lavò le mani, e quando Erode gli rispedì quello scomodo messia cercò in tutti i modi un compromesso che non poteva trovare. Ecco, anche in questo caso non ci sono compromessi. Decidete, e subito, senza curarvi della politica che non è affar vostro. Esiste invece una coscienza individuale che non ha colore nè schieramento. Usate quella.
Fonte dichiarazioni: Il Giornale
ice
23 lug 2008 - 08:58 - #1il tribunale applica la legge, cercando di aggiungerci un po di buon senso…che spesso manca al legislatore….
Se in Itlia abbiamo parlamentari che per attirare il voto di catotlici bigotti si oppongono all’eutanasia (anche se in realtà non gliene frega nulla, come del dito di Bossi……) non possiamo dare la colpa ai giudici
E quei cattolici bigotti siedono tanto tra i banchi di Destra come quelli di Sinistra…..
Albert1
23 lug 2008 - 09:10 - #2A mio modesto avviso, di questa faccenda si è parlato (e sparlato) anche troppo.
E’ chiaro che si cerchi la strumentalizzazione, e a me gli strumentalizzatori fanno schifo da tutte e due le parti: chi contro, chi a favore, si sta utilizzando la storia come pretesto per avere visibilità e consenso.
Non riesco a capire (anzi ci riesco, ma preferisco non pensarci) come si possa essere arrivati a questo punto.
Politici, giudici, avvocati, preti, giornalisti, opinionisti, ognuno a dire la sua per risolvere cosa, poi ?
E resta così, col punto interrogativo.
Saratogo
23 lug 2008 - 09:37 - #3Sono sostanzialmente d’accordo con l’articolo. L’eutanasia è una scelta difficile ma che spesso rappresenta il minore dei 2 mali soprattutto quando non c’è più speranza di guarigione e la persona è tenuta in vita solo grazie alle macchine. Ovviamente non è solo una questione di razionalità perchè etrano in gioco molti fattori affettivi e non, però io non griderei allo scandolo al sentir pronunciare eutanasia.
panoramix
23 lug 2008 - 11:28 - #4MA ANDIAMO , L’EUTANASIA E’ DOVEROSA IN QUESTI CASI !! 16 ANNI DI AGONIA.. MA NON PER LA POVERA RAGAZZA, PER I GENITORI !! E STI STRONNNNN.ZI CHE FANNO , PROLUNGANO LA DISTANZA DEL MOMENTO IN CUI POTREBBERO “INIZIARE” UN NUOVO CAPITOLO DELLA LORO VITA. CAPITOLO CHE PER ALTRO GLI E’ STATO NEGATO PER 16 LUNGHISSIMI ANNI.
I BIGOTTI E I PRETI DOVREBBERO FARSI I CA22I LORO.. DATO CHE PREDICANO SEMPRE BENE E RAZZOLANO MALISSIMO ..
William Wallace
23 lug 2008 - 12:13 - #5Però c’è sempre il dubbio… Voglio dire: non c’è il malato che chiede l’eutanasia, è la famiglia a farlo per lei quindi la situazione è leggermente più complicata…
Liberty Valance
23 lug 2008 - 12:20 - #6sinceramente, non biasimo nè una parte, nè l’altra, ci sono validissime ragione da ambo le fazioni.
Si decide sulla vita, nessuno è arbitro competente di un simile dramma, purtroppo.
Tesqua
23 lug 2008 - 13:06 - #7@5 se non ricordo male esiste una dichiarazione scritta della Englaro, dove afferma che non avrebbe voluto essere mantenuta in vita artificialmente in vita se le fosse capitato un incidente grave (una specie di testamento biologico, per capirsi). Il problema sta nel fatto che la legge italiana non riconosce la validita di questo documento.
@4 l’atrocità è che in ogni caso sarà impossibile eseguire un’eutanasia attiva: se ad Eluana sarà concesso di morire, il decesso dovrà avvenire in maniera naturale una volta staccata l’alimentazione. In sostanza sarà una morte lunga e per fame: quello che mi preoccupa è l’impatto psicologico che avra sui suoi famigliari…
n00dles
23 lug 2008 - 13:39 - #8credo (e me ne rallegro) che questa decisione della corte non intaccherà minimamente l’impegno dimostrato dalla famiglia englaro in questa battaglia, portata avanti con ammirevole sobrietà e dignità…
temo però che tradotta in soldoni la decisione dei giudici sia semplicemente uno scaricabarile, che tra l’altro non cambierà nulla visto che fra un anno la chiesa cattolica sarà ancora al suo posto e prevedo che anche il dibattito sul tema dell’accanimento terapeutico non si sarà mosso di un millimetro
tornando al quadro più generale è abominevole che la legge conceda UN ANNO allo procura per decidere SE impugnare o meno una sentenza