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Scarcerato Contrada: la reazione di Salvatore Borsellino

Pubblicato: 24 lug 2008 da Bruno Marino

Commenti dei lettori

E’ di pochi minuti la notizia della scarcerazione di Bruno Contrada. L’ex funzionario del SISDE era stato condannato a dieci anni per concorso esterno in associazione mafiosa. Ci eravamo già occupati della vicenda Contrada, e oggi tale vicenda sembra aver raggiunto una parziale conclusione: Contrada uscirà dal carcere. Ma attenzione. Leggiamo Repubblica.it:

Nella motivazione della scarcerazione i giudici Angelica Di Giovanni e Daniela Della Pietra spiegano di non aver concesso la sospensione della pena a Contrada e di aver disposto gli arresti domiciliari a causa della “pericolosità sociale dello stesso” e dell’”entità della pena sino a oggi sofferta e di quella residua”.

Naturalmente l’avvocato di Contrada contesta le parole dei giudici:

“Non si capisce perché parlare di pericolosità sociale”, ha detto l’avvocato Lipera, che ha sottolineato che l’ex funzionario del Sisde “non è Totò Riina né Bernardo Provenzano” e ha annunciato: “Presenteremo immediato ricorso”.

Credo sia interessante vedere cosa ha scritto Salvatore Borsellino, fratello del giudice Paolo, ucciso dalla mafia il 19 Luglio 1992, a proposito della scarcerazione del “dottore”:

Pochi minuti fa mi è arrivata la notizia della scarcerazione di Contrada, sotto la forma di arresti domiciliari per motivi di salute.
Non posso accettarla, il mio animo si rivolta, il constatare che agli assassini di mio fratello non è bastato ucciderlo ma che stanno anche completando l’opera mi ripugna, mi sconvolge.
Ho voglia di farmi giustizia con le mie mani dato che la Giustizia in questo nostro sciagurato paese non esiste più.
Paolo considerava Contrada un assassino e lo stesso lo considero io e per gli assassini non ci può essere ne perdono ne pietà.
Non è una mia idea, Paolo disse più di una volta ai suoi familiari parlando di Contrada “solo a fare il nome di quell’uomo si può morire”.
Contrada era in carcere, il solo finora a pagare per quei pezzi deviati dello Stato che con la criminalità mafiosa hanno trattato e per portare avanti questa trattativa hanno fatto uccidere Paolo Borsellino e con lui tutta la sua scorta, ragazzi mandati a morire senza nessuna difesa ne possibilità di salvezza da chi sapeva che il carico di tritolo, anzi di Semtex, l’esplosivo usato per le stragi di Stato, era già stato depositato in Via D’Amelio.
Contrada era un simbolo, il simbolo di una Giustizia che qualche volta, solo qualche volta, riesce ad inchiodare i colpevoli.
Adesso quelli che lui ha servito e che sono rimasti fuori dalla galera, che non sono mai stati finora indagati perhè i pochi giudici che hanno tentato di farlo sono stati subito ridotti al silenzio, come ha detto l’altro giorno il giudice Scarpinato al Palazzo Steri di Palermo, sono riusciti a tiralrlo fuori come gli avevano promesso per evitare che potesse parlare e trascinare in galera anche loro.
Avrei potuto accettare che finisse i suoi miseri giorni a casa sua, se anche gli altri avessero pagato, se fossero partite quelle indagini che non andranno mai avanti sui mandanti occulti della strage, su quelli che non si possono chiamare “mandanti esterni” perchè sono “interni” allo Stato ed alla stessa magistratura.
Ma, come disse Sciascia, “lo stato non può processare se stesso” e quello che c’era scritto sull’Agenda Rossa di Paolo consente di tenere in piedi una rete di ricatti che consente di mettere tutte le pedine al posto giusto, di manovrare i pezzi necessari, ed arrivare alla fine della partita.
Se venissero portate avanti le indagini sulle telefonate partite dal centro del Sisde sul Castello Utveggio, Contrada ed tanti altri insieme a lui potrebbero andare in carcere non per concorso esterno in associazione mafiosa ma per concorso in strage e forse sarebbe allora più difficile tirarli fuori dal carcere, sarebbe più difficile concedere anche a loro l’immunità come per le alte cariche dello Stato, se ne potrebbe salvare uno ma non tutti.
Ho eliminato dal mio vocabolario due parole, la speranza ma anche la disillusione, lo scoraggiamento.
Ce ne sono rimaste solo due la parola rabbia e la parola lotta e a gridare la mia rabbia e a lottare continuerò finche avrò voce, finchè avrò vita.

foto: estrelas e limóns da Flickr

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23 commenti

Commenti dei lettori

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  • bdd

    24 lug 2008 - 13:44 - #1
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    francamente, tutta sta rabbia mi pare eccessiva. fra l’altro Contrada viene scarcerato per motivi di salute, mi pare tutt’altro che pretestuosi, quindi dove sarebbe lo scandalo? semmai fanno molta più paura le parole del fratello di Borsellino.

  • Profilo di darioL

    darioL

    24 lug 2008 - 13:44 - #2
    1 punto
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    bdd, fatti fare una tac al cervello.

  • Profilo di Chico Mendez

    Chico Mendez

    24 lug 2008 - 14:30 - #3
    0 punti
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    Appunto, il fratello di Borsellino….

    Dunque Contrada tradisce (di fatto e’ questo) i suoi stessi colleghi, fa affari con i mafiosi, da loro notizie, li aiuta comunicandogli eventualiindagini…….e mandaimo in galera uno perche’ immigrato clandestino…….ahi ahi ahi ahi che ipocriti

  • n00dles

    24 lug 2008 - 14:36 - #4
    -3 punti
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    in effetti salvatore borsellino ci và giù pesante, evidentemente essere consanguinei di un grande uomo non è garanzia di intelligenza

    per quanto riguarda il caso contrada la problematica relativa alle sue condizioni di salute era già stata sollevata al suo ingresso in carcere

  • Profilo di F/A-22 Raptor

    F/A-22 Raptor

    24 lug 2008 - 14:38 - #5
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    Ai tempi di Caselli procuratore generale antimafia queste cose non erano nemmeno pensabili…poi gli hanno impedito di diventare presidente del CSM grazie ad una legge ad hoc fatta dallo scorso governo Berlusconi, ke poneva limiti di età (ooviamente esattamente quella di Caselli, ke aveva già vinto la nomina) salvo poi metterci uno più vecchio di Caselli, sospeso x sospetta collusione…
    questo è il risultato di uno stato completamente asservito e colluso ad ogni genere di mafia…basti pensare al fatto ke bisogna chiamare Dell’Utri ONOREVOLE…da piangerci la notte davvero…

  • Profilo di F/A-22 Raptor

    F/A-22 Raptor

    24 lug 2008 - 14:43 - #6
    0 punti
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    Il prossimo passo sarà dedicare una festa nazionale a VITTORIO MANGANO, noto killer della mafia, ma come dice Silvio “un eroe”…

  • Profilo di brunoM

    brunoM

    24 lug 2008 - 14:56 - #7
    0 punti
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    @ 4: quello che hai scritto è inqualificabile. Io al posto tuo mi vergognerei. Tuttavia, la vergogna non è un sentimento che appartiene a tutti.

  • n00dles

    24 lug 2008 - 15:22 - #8
    -2 punti
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    @7

    ne ho poca e la conservo per le occasioni adatte

  • Profilo di Saratogo

    Saratogo

    24 lug 2008 - 15:47 - #9
    0 punti
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    Io sono contrario alla pena di morte perchè penso sia peggiore aspettare la morte in galera, ma visto che in italia i mafiosi hanno la certezza di uscirci di galera prima o poi e visto che la rovina d’italia è proprio la mafia tanto vale fucilarli appena presi. Dal boss allo scagnozzo.

  • Profilo di Chico Mendez

    Chico Mendez

    24 lug 2008 - 17:26 - #10
    0 punti
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    n00dles sicuro per chi voti visto per chi parteggi………bel mafiosone

  • Albert1

    24 lug 2008 - 17:51 - #11
    1 punto
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    Vorrei raccontarvi una favoletta, non so se vi va di ascoltarla (leggerla):

    Uno di voi (intendo di quelli che si indignano di fronte alla scarcerazione di Contrada), occupa una posizione abbastanza rilevante all’interno di una organizzazione dedita alla lotta contro la criminalità.
    Quest’uno di voi (che chiamerò Peppe), lavora in maniera retta ed irreprensibile, non foss’altro perchè non ha motivi di fare diversamente. Peppe pensa: “è il mio lavoro, l’ho scelto io, lo faccio fino in fondo”.
    Peppe si dimostra un valido elemento, persegue, indaga, scova, denuncia e arresta diversi criminali: si dà da fare, Peppe, ha tutto da guadagnare e poco da perdere.
    Piano piano si rende conto che salendo in alto, la strada è più dura: sperimenta allora nuovi sistemi, entra in faccende difficilmente gestibili, ma ci riesce. Arriva vicino a persone “intoccabili”, diventa fastidioso.
    Qualcuno pensa che forse è ora di toglierlo di mezzo, forse basterebbe un colpo in fronte, ma il momento politico e l’estrema copertura del soggetto sconsigliano questo sistema. Per fortuna c’è un mezzo più facile: prendiamo quattro “picciotti”, agnelli sacrificali (che comunque la scamperanno per bene) e mandiamoli da un giudice a raccontare che Peppe è uno di loro.
    Se la cosa è organizzata per bene, e lo è, perchè questa gente lavora bene, Peppe è “fatto”. Hai voglia a dire di no, Peppe va al gabbio. Dritto dritto, senza passare dal via.

    Oggi Peppe non è più un “problema”, e nessuno si è nemmeno sporcato le mani.

    Peppì, come se sta dietro alle sbarre ? Te rode, eh ?
    Ti avevamo avvertito, tu non hai voluto sentire… mò restatene là, tanto ti manca poco.

    Buonanotte.

  • n00dles

    24 lug 2008 - 18:06 - #12
    -1 punto
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    @chico

    “in effetti salvatore borsellino ci và giù pesante, evidentemente essere consanguinei di un grande uomo non è garanzia di intelligenza

    per quanto riguarda il caso contrada la problematica relativa alle sue condizioni di salute era già stata sollevata al suo ingresso in carcere”

    questo è il testo del mio primo commento, ora per favore spiegami come fai a dedurre da queste parole per chi io parteggerei… prima fammi sapere tra l’altro quali sarebbero le “parti”

    tra l’altro la tua teoria sul chi io voti è sbagliata

  • Profilo di brunoM

    brunoM

    24 lug 2008 - 18:20 - #13
    1 punto
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    @ 11: sì, anch’io voglio raccontarvi una storia. La storia di un uomo che non parteggiava per lo Stato, ma per la mafia. La trovate nelle sentenze di Palermo e nel libro “Intoccabili” di Saverio Lodato e Marco Travaglio.
    Un piccolo sunto di questa interessante storia si trova a questo link:

    http://www.polisblog.it/post/613/il-caso-contrada-grazia-o-non-grazia#continua

    Ah, tanto per essere chiari. Questa sentenza che permette a Contrada di uscire dal carcere non è un ulteriore grado di giudizio che lo assolve dai reati che invece ha compiuto. I reati compiuti da Bruno Contrada lo hanno fatto condannare, con sentenza passata in giudicato, per concorso esterno in associazione mafiosa.

    Forse per i trinariciuti, per i “riformisti”, per i vari Ostellino, Della Loggia, Fede la recente scarcerazione di Contrada equivale alla fine di un calvario. Ma per la Legge non è così.

  • Albert1

    24 lug 2008 - 18:31 - #14
    0 punti
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    Bruno: l’ho letta. E’ interessante, ma non abbastanza.

  • Profilo di brunoM

    brunoM

    24 lug 2008 - 18:48 - #15
    1 punto
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    @14: oh beh, devi leggere anche gli articoli che avevo linkato. E anche il libro. E anche le sentenze. Poi le confronti con le baggianate dette da un condannato per concorso esterno in associazione mafiosa sul suo blog o con le baggianate del suo avvocato.

  • sensualità a corte

    24 lug 2008 - 18:57 - #16
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    Quanto astio

  • Profilo di Legione

    Legione

    24 lug 2008 - 19:15 - #17
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    @ sensualità
    Quanto poco astio.
    Probabilmente i vari bdd e n00dles (non ti ci metto, sensualità, perché sei solo un provocatore) non hanno neanche la più pallida idea di quello che vuol dire vedere l’assassino di tuo fratello, che ha compiuto un simile crimine in nome della malvagità e dell’illegalità, scarcerato. Vi augureri di passarci (così da poter giudicare) se non fosse che il mio senso civico mi impone di non augurare mai il male a nessuno.
    Eppure, talvolta, la tentazione mi viene!

  • Albert1

    24 lug 2008 - 22:01 - #18
    1 punto
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    Ho letto anche quelli. Tranne il libro. Di Travaglio ne ho comprato uno, mi è bastato.

    Se credete che dare retta a dei mafiosi sia sufficiente ad accusare una persona di esser mafiosa stiamo messi bene.

  • Profilo di Liberty Valance

    Liberty Valance

    25 lug 2008 - 00:06 - #19
    -1 punto
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    per cortesia, vogliamo cominciare a moderare i commenti di chi scrive con le KAPPA?
    E’ assurdo che ci sia nel 2008 ancora gente che se la spassa così, ancor più assurdo che ci siano degli idioti che gli mettono i +!

  • Profilo di Chico Mendez

    Chico Mendez

    25 lug 2008 - 00:20 - #20
    1 punto
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    Albert: non cadere nel tranellino che molti strani giornalisti usano da un po di tempo……..a si adesso la parola di un mafioso è sacra, non dategli retta dicono falsità…non so se ti ricodi quale è sempre stato il problema della lotta alla mafia, l’omertà, e adesso che questo cancro sta piano piano cedendo arrivano i giusti i furbi a dirci che non dobbiamo credere a intercettazioni, confessioni, pentimenti, soffiate…..percè non dissero lo stesso peri pentit del terrorismo? Perchè non ti dicono che grazie ai pentiti hai preso Contrada, Riina, Bontade………a si perchè sono loro amici…riflettici.

    Contrada è un personaggio sul quale pesano peraltro gravissimi sospetti, oggetto di indagini purtroppo ancora in corso dopo ben quindici anni, in merito alle telefonate intercorse, 80 secondi dopo la strage, tra il castello Utveggio, dal quale e probabilmente stato azionato il telecomando per l’esplosione dell’ autobomba, da una utenza clonata intestata a Paolo Borsellino e l’ utenza dello stesso Contrada:.

    Come risulta da carte processali “si segnala l’esigenza di approfondire ipotesi ed elementi sin qui trascurati, nella prospettiva di individuare complici e mandanti esterni all’associazione mafiosa. Si individua un cospicuo raggio di attività investigative aventi oggetto organismi e persone che potevano contare sulla disponibilità dei locali di Castello di UtVeggio, sede del Sisde, controllato a Palermo dal dottor Contrada”.

    Quella sede del Sisde smantellata pochi giorni dopo la strage perché evidentemente aveva esaurito il suo compito.

    Basterebbero questi sospetti e l’esistenza di queste indagini per rendere inopportuna anche solo l’ipotesi della concessione della scarcerazione ad un individuo sul quale pesano sospetti di questo genere ma per di piu anche dal punto di vista tecnico mi risulta che per reati di mafia (compresi nell’elenco di cui all’art 4 bis ord.pen.) non è possibile nè la sospensione della pena nè le misure alternative tra cui la detenzione domiciliare, salvo non collaborino con la giustizia.

    Non mi risulta che Bruno Contrada abbia mai mostrato l’intenzione di collaborare con la Giustizia anzi ha sempre dichiarato sprezzantemente che mai e poi mai avrebbe presentato domanda di grazia e a questo punto risulta inverosimili e la celerita’ senza precedenti con la quale il tribunale di napoli ha concesso questa sorta di sconto.

    In quanto alle pretese esigenze umanitarie e bene ricordare che il Giudice di Sorveglianza del tribunale di Santa Maria Capua Vetere si e’ pronunciato il 12 dicembre 2007 in maniera contraria alla possibilità di differimento della pena detentiva del Contrada poiché le patologie dello stesso potrebbero essere curate in carcere od in apposite strutture esterne.

    Se peraltro tutti gli affetti di patologie come il diabete dovessero avanzare domanda di scarceramento per gli stessi motivi del Sig. Contrada ed ottenerla in tempi cosi rapidi il problema del sovraffollamento delle carceri italiane sarebbe rapidamente risolto.

    Per sapere quello che Paolo Borsellino pensava di Bruno Contrada basta ricordare l’episodio, riportato in atti processuali, nel quale avendo Paolo sentito fare quel nome a tavola da un funzionario di polizia amico della figlia, era sobbalzato dicendo chi ti ha fatto quel nome, basta che puo bastare pronunciarlo a sproposito per morire.

  • freesud

    25 lug 2008 - 02:09 - #21
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    Sembra di assistere ad una lenta costruzione di un sistema anti Falcone-Borsellino. E’ evidente che i nostri poltici di giorno depongono fiori sulle tombe dei martiri e di notte tramano come tradirli. Troppi avvoltoi svolazzano intorno alle bare.
    Il 18 luglio,a Palermo, si è svolto il convegno “La seconda Repubblica sul sangue di Falcone e Borsellino”. Sono intervenuti grandi magistrati antimafia. Hanno ricostruito i fatti della strage e prospettato l’esistenza di partecipazioni esterne. Si è invocata verità e giustizia. In via D’Amelio ci fu una strage di Stato. I media hanno deciso di oscurare l’evento e ricordare Paolo martellando il paese con le immagini del presidente del Senato Schifani che depone una corona di fiori in onore del giudice. QUELLO CHE LORO NASCONDONO NOI DOBBIAMO DIFFONDERE.

    www.RIBERAONLINE.BLOGSPOT.COM

  • Albert1

    25 lug 2008 - 11:45 - #22
    0 punti
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    Chico: accetto la tua disamina, però devo farti rilevare che mi confondi due fenomeni scollegati tra loro: il pentitismo e la caduta dell’omertà.

    Comincio dalla seconda: l’omertà era quella della gente, non certo quella dei mafiosi “attivi”, i quali sono legati dall’obbedienza e non è che siano omertosi, è che proprio non parlano nemmeno se li ammazzi.
    Ben venga quindi il coraggio di aluni cittadini che rompono l’omertà e denunciano i criminali, rischiando di brutto nel momento stesso in cui cominciano a parlare.

    Al contrario, il pentitismo è messo in atto proprio dai mafiosi stessi, nel momento in cui capiscono di essere “fregati”. Da una parte hanno la prospettiva di finire in galera (se tacciono, come dovrebbero secondo l’obbedienza), dall’altra la possibilità di salvarsi se parlano (se “si pentono”).
    E però c’è un problema: se tu, mafioso, parli, magari ti salvi da chi ti vuole mettere in galera, ma sicuro sicuro appena metti fuori la testa sei bollato come “infame” e rischi la vita ogni minuto che passi fuori di casa.
    Come risolvere questo dilemma ? Come collaborare e uscire dal gabbio senza scontentare la Famiglia ?
    Semplice: dici quello che ti viene ordinato di dire. E se tiri in mezzo qualcuno che della Famiglia non è (concorso esterno), e che magari è inviso alla Famiglia stessa, tanto meglio.

    Operata questa distinzione, senti ancora di poter sostenere il discorso di prima ?

    E riflettiamo ancora: i terroristi “pentiti” (che poi nessuno è pentito, al massimo “se la canta”, il pentimento lasciamolo nei confessionali), paradossalmente sono più credibili rispetto ai mafiosi “pentiti”.
    Perchè ?
    Sempre il solito discorso di Famiglia e obbedienza. Il terrorista (parliamo di ex-BR, per esempio) è per definizione un “cane sciolto”. Non è legato a nessuna famiglia, non risponde a nessun codice, non ha praticamente nulla da temere: una cellula terroristica, una volta smantellata non è più un pericolo nemmeno per i suoi componenti. Se parli, non tradisci nessuno e non hai nulla da temere, solo da guadagnare. “Au contraire”, un appartenente ad una Famiglia, se tradisce, si dovrà preoccupare vita natural durante di guardarsi le spalle, perchè l’obbedienza vale sempre e la Famiglia è sempre lì, ti aspetta, non ha fretta.

    Ecco perchè io non credo al mafioso pentito: se ti dà qualcosa è perchè gli è stato concesso di dartela.

    In tutto questo, dichiarare lo schifo per la mafia e per la criminalità organizzata in genere e contemporaneamente esser pronti ad accusare qualcuno sulla base delle parole dei mafiosi stessi mi sembra un bel controsenso.

    No ?

  • Neo-Machiavelli

    30 mar 2009 - 21:33 - #23
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    Su Contrada ho letto molte opinioni contrastanti, ha fato la mia idea. Non sono sicuro se è quella giusta. Ma non ho il minimo dubbio che sono stati assolti, scarcerati e impuniti molti assassini e veri professionali della criminalità con più ragioni per essere in galera. Ho 42 risultati per Contrada: http://neo-machiavelli.ilcannocchiale.it/servizi/blogsearch.aspx?n=1&blogid=3311&src=contrada