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I tecnici del Senato non credono alla favola della Robin tax di Tremonti Hood

Pubblicato: 27 lug 2008 da paganini

Commenti dei lettori


Non si placano le critiche alla Robin tax, la favolosa tassa con cui Giulio Tremonti Hood vorrebbe reperire qualche centinaio di milioni di euro da destinare alla carità di Stato verso i poveri tassando le compagnie che stanno ottenendo guadagni notevolissimi con i prodotti petroliferi.

Dopo la Corte dei Conti, l’economista Tito Boeri, l’Istituto Bruno Leoni, l’Autority per l’energia e Polisblog, ora anche il tecnici del Senato avanzano dei rilievi sull’ultima trovata di finanza creativa di Tremonti Hood e sulla collegata social card, una specie di moderna tessera annonaria con cui i poveri potrebbero ottenere alcune marginali facilitazioni economiche.

È il Sole 24 Ore a spiegarceli, partendo proprio dalla social card: “le coperture destinate ad alimentare il Fondo di solidarietà per i meno abbienti presentano un certo grado di aleatorietà. Il Servizio Bilancio del Senato sottolinea che alla luce delle modifiche introdotte alla Camera occorrerebbe una ricostruzione complessiva del quadro finanziario di alimentazione del Fondo e di utilizzo delle relative risorse, tendo conto che non è chiaro come il Fondo sarà alimentato a regime. Infine è necessario acquisire informazioni aggiuntive dal governo al fine di escludere ulteriori oneri per trasferimenti dal bilancio dello Stato, previsti dall’articolato, ma non quantificati nella relazione tecnica”.

Quindi siamo di nuovo di fronte ad una operazione di marketing con cui si finge …

di voler “aiutare i poveri” con una specie di gioco delle tre carte in cui solo una minima parte degli introiti della Robin tax viene destinata al sostegno delle fasce deboli (circa 500 milioni di euro, e per un solo anno, rispetto ai 5 miliardi di introiti previsti).

Sull’esito complessivo della Robin tax “i tecnici di palazzo Madama rilevano che la stima di maggior gettito che deriva dalla norma non ipotizza alcuna variazione degli andamenti di mercato che verosimilmente potrebbero aversi sia con riferimento alle oscillazioni di prezzo e di valuta, sia con riferimento a possibili fonti di energia alternative (che peraltro le misure adottate dal decreto intendono incentivare), sia per effetto delle stesse disposizioni che nel loro insieme hanno come effetto finale il ridimensionamento degli extraprofitti degli operatori energetici. Con la Robin tax risulta facilmente traslabile in avanti, sul prezzo dei consumatori finali, il maggior onere in termini di addizionale Ires gravante sugli operatori interessati. In conseguenza, dunque, ci saranno effetti non trascurabili in termini di produttività e competitività per le aziende energivore nonché aggravi a carico dei consumatori finali, con eventuali effetti di retroazione anche sulla finanza pubblica”.

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19 commenti

Commenti dei lettori

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  • M.B.

    27 lug 2008 - 11:43 - #1
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    Secondo me è un modo come un altro, per far gudagnare di + lo stato sui prodotti petroliferi ( non bastava il 65/70% che già prelevano ) il tutto a discapito dei consumatori.

  • sensualità a corte

    27 lug 2008 - 11:52 - #2
    -3 punti
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    ahaha siamo arrivati al colmo!!!!
    senti ma perché il tanto attento e perspicace polisblog non ha fatto menzione del processo TeleCinco??
    Ed ora rispondi.
    FORZA!

  • Profilo di darioL

    darioL

    27 lug 2008 - 12:09 - #3
    2 punti
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    allora, sensualità, ora basta. Beslusconi non è stato assolto da un bel niente. Il suo processo non si è MAI potuto celebrare perchè fu interrotto nel 1999 perchè era deputato europeo, quindi in quello che dic c’è un’inesattezza.

  • ...

    27 lug 2008 - 12:24 - #4
    1 punto
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    @ s.a.c.: visto che “te ne intendi” perché non entri nel merito della questione qui esposta, piuttosto che inseguire le improbabili assoluzioni di grande puffo?!
    Ne gioveremmo tutti.

  • sensualità a corte

    27 lug 2008 - 12:27 - #5
    -3 punti
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    ah sì certo
    ridicoli

  • Profilo di darioL

    darioL

    27 lug 2008 - 12:32 - #6
    0 punti
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    sensualità, la storia è sempre la solita. S.B. si appropria delle assoluzioni altrui, non è la prima volta che lo fa, altro che “ridicoli”

  • M.B.

    27 lug 2008 - 12:36 - #7
    0 punti
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    Si darioL
    hai ragione, però si tratta di cercare il pelo nell’uovo.
    “ROMA - La Corte di Cassazione spagnola si è definitivamente pronunciata sulla vicenda Telecinco “confermando la piena assoluzione di tutti gli interessati e la totale insussistenza dei fatti contestati”.

  • Profilo di darioL

    darioL

    27 lug 2008 - 12:40 - #8
    0 punti
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    allora, M.B. uno che va in tv e dice “adesso chi si scuserà per questo? credo nessuno” ha solo lo scopo di usare una sentenza che coinvolge suoi collaboratori per i suoi disegni “riformatori”.

  • sensualità a corte

    27 lug 2008 - 12:40 - #9
    0 punti
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    per interessati si intende me o te dario??
    Non nascondetevi

  • Profilo di darioL

    darioL

    27 lug 2008 - 12:41 - #10
    0 punti
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    gli interessati dal processo e SB non era più coinvolto. La sua azienda si.

  • Andrea P

    27 lug 2008 - 12:42 - #11
    0 punti
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    ma perchè quando si parla di una cosa dovete tirare sempre fuori sto processo in cui è stato assolto? E allora?? che c’entra con treponti?

  • M.B.

    27 lug 2008 - 12:45 - #12
    0 punti
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    Scusa darioL,
    perchè (poi la chiudo qui siamo fuori tema), quando i collaboratori di S.B. vengono condannati è una condanna anche per S.B. e quando vengono assolti è un’ assoluzione personale ?

  • sensualità a corte

    27 lug 2008 - 12:46 - #13
    0 punti
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    ah, la sua azienda sì…
    azienda che essendo sua non centra niente con lui suppongo

  • sensualità a corte

    27 lug 2008 - 12:47 - #14
    0 punti
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    M.B. mi raccomando vacci piano che siamo pur sempre ospiti…
    Dell’ Utri, Mangano???

  • Profilo di darioL

    darioL

    27 lug 2008 - 12:50 - #15
    0 punti
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    @12: M.B. non tirarmi in ballo se non ho scritto un bel niente circa condanne di collaboratori di S.B. che vanno rigirate anche per lo stess S.B., non mi pare io abbia scritto niente di simile.
    poi, chi vuole gioire per questa fine di processo lo faccia così siamo tutti più contenti e bon, e la smettiamo di scornarci che mi sono rotto e siamo ot.

  • Andrea P

    27 lug 2008 - 13:16 - #16
    0 punti
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    Marcello Dell’Utri (Palermo, 11 settembre 1941) è un politico italiano. Ricopre la carica istituzionale di Senatore della Repubblica[1], eletto nelle file del Popolo della Libertà nonostante la condanna in primo grado per concorso esterno in associazione mafiosa e la condanna in Cassazione per frode fiscale, violando dunque la promessa, in campagna elettorale, di non candidatura per chi avesse subito condanne, con una rettifica che invece implicava tutti i gradi di giudizio (secondo la quale Dell’Utri sarebbe in ogni caso dovuto rimanere fuori dalle liste). Collabora attivamente con la formazione politica Il Popolo della Libertà.

  • Profilo di ice

    ice

    27 lug 2008 - 13:49 - #17
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    eppure fino a ieri tutti gli elettori del PdL usavano questa tassa come vanto del buon governo di Belrsuconi….
    vuoi che fra un po non si accorgano anche che il tagli dell’irpef è solo un regalo per sanità privata, scuole/asili privati, etc, etc…..

  • Profilo di MetalSho

    MetalSho

    27 lug 2008 - 14:01 - #18
    3 punti
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    Vi do un consiglio:

    Quando un troll va OT semplicemente va ignorato. Altrimenti fate il suo gioco. E’ chiaro che non sa come controbattere al topic e cerca di avere ragione(con scarsi risultati) su altri argomenti non inerenti a questa discussione.

    Ignoratelo.

  • Profilo di andreami

    andreami

    27 lug 2008 - 18:11 - #19
    1 punto
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    Io mi chiedo piuttosto quando quelli di confindustria e le galassie adiacenti si renderanno conto che se non si torna a dare potere d’acquisto ai salari e quindi ai consumatori tutto il giochino saltera’ per aria.
    L’incapacita’ di attuare un minimo di politiche di redistribuzione sara’ quello che fomentera’ modelli e contestazioni di quella parte della sinistra che piu’ denigrano, e smbrava non avere piu’ importanza. Sono riusciti a far scomparire Bertinotti, il comunista da salotto dalle cravatte di seta, ma quando ci sara’ da negoziare i contratti non sara’ certo la lega o Di Pietro a cui si rivolgeranno gli operai.