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Norma anti-precari: un emendamento senza padri

Pubblicato: lunedì 28 luglio 2008 da Luca Landoni

La tragedia di una norma ridicola, potremmo commentare parafrasando una celebre pellicola di Bertolucci. Si sta facendo infatti un gran baccano su un provvedimento già approvato alla Camera nell’ambito del pacchetto economico e passato completamente sotto silenzio fino a pochi giorni fa. Ora che l’opposizione si è destata dal torpore e che il Governo fa lo gnorri sarà tempo di cercare di capire di cosa si tratta.

La norma prevede la cancellazione dell’obbligo di assunzione a tempo indeterminato in caso di sentenza favorevole al lavoratore da parte di un giudice del lavoro. Questo attualmente può avvenire per molti contratti di lavoro atipici rientranti nel precariato, ma solo (è bene sottolinearlo) per aziende con più di 15 lavoratori. Le altre devono pagare al lavoratore un numero di mensilità variabili da 2,5 a 6.

In sostanza l’emendamento di cui tanto si parla parifica le grandi aziende alle piccole e consente anche a loro di cavarsela con un risarcimento. La norma, che secondo Confindustria va nella giusta direzione della flessibilità del lavoro, ma che è stata scaricata sia da Brunetta che da Sacconi (il padre vero non si trova) potrebbe essere ribattezzata salva-Poste. La sua funzione infatti è di evitare che le Poste Italiane (cioè noi, ricordo a tutti) si vedano costrette ad assumere a tempo indeterminato migliaia di lavoratori precari, evidentemente contrattualizzati in modo approssimativo, approfittando di un vuoto legislativo esistente.

Ora che la frittata è (quasi) fatta, in attesa di quella revisione dell’intera materia auspicata da Brunetta, bisognerà trovare una soluzione immediata. E’ infatti evidente che le Poste non possono rischiare il tracollo regalando un contratto eterno a un numero di lavoratori abnorme per le necessità dell’azienda. Probabile quindi una soluzione di compromesso non distante dal tanto contestato emendamento “ammazza-precari”.

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18 commenti

Commenti dei lettori

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  • Profilo di Chico Mendez

    Chico Mendez

    28 lug 2008 - 08:58 - #1
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    Una sola riflessione, se un lavoratore sbaglia (e vi sono centinaia di modi e di situazioni) paga con il licenziamento, se l’azienda sbaglia….chi se ne frega se la cava, bene qualcuno ha ancora dubbi su quali interessi si basa la politica italiana? La gente o chi da anni evadendo il fisco, delocalizzando, inquinando, facendo accordi con mafiosi sfrutta lo Stato Italiano.

    Landoni le Poste non hanno agito in una situazione di vuoto normativo, hanno deliberatamente violato in più punti la legge 30, e siccome un normale cittadino violando leggi e regole si vede puntio vorrei capire perchè a Confindustria non debba mai capitare……..

  • Profilo di Proust

    Proust

    28 lug 2008 - 09:10 - #2
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    mi astengo da giudizi di merito ma ne esprimo uno “di metodo”

    la devono smettere di fare norme retroattive!
    uno che è precario, viene magari cacciato vuol dire che non se la passa gran bene. Se intraprende una causa (con avvocati, tempo, soldi e tutto quanto) è perchè ha la speranza di avere giustizia, un posto fisso e veder ripagato il torto subìto.

    se ora gli neghi per legge questa soluzione il gioco non vale più la candela, solo con la multa non paghi neppure l’avvocato.

    le norme retroattive sono un voler cambiare le carte in tavola, giocare scorretto nei confronti di chi c’è già in mezzo.
    BASTA!

  • Profilo di Chico Mendez

    Chico Mendez

    28 lug 2008 - 09:26 - #3
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    Attento Proust, uno precario non viene cacciato, ha solo avuto un contratto fatto non conforme alle normative regolate dalla legge 30, che pur essendo una legge balorda che manco Biagi avrebbe firmato, cmq pone dei paletti, numero di proroghe, periodo di contratto, definizione di ruoli e di lavoro subordinato…….ripeto se tu cittadino normale violi le norme con un contratto ti sbattono in galera o paghi multe salatissime, ma ad una sanguisuga imprenditore se tutto va bene gli dan una bella pacca sulla spalla e un bel “dai fa nulla ne trovi altre di carne da macello…”

  • Profilo di Chico Mendez

    Chico Mendez

    28 lug 2008 - 09:29 - #4
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    Attento Proust, il problema non è il precario cacciato, ma il datore di lavoro che lo inganna magari con contratti fasulli, che gli propina una proroga magari dopo i 24 mesi concessi dalal legge, che magari gli rinnova il contratto sulla stessa tipologia di lavoro, che magari il contratto parla di una mansione ma la risorsa viene costretta a farne un’altra magari più qualificata ma i soldi sono riferiti al contratto ecc. ecc……se tu cittadino normale violi le norme paghi, se tu cittadino lavoratore dipendente violi le norme paghi con il licenziamento……a me non pare che la legge sia eguale per tutti

  • Profilo di Proust

    Proust

    28 lug 2008 - 09:33 - #5
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    si, non intendevo cacciato nel senso letterale. Dico solo che se ci sono delle cause in ballo vuol dire che chi ha querelato sostiene di aver subito un torto e prima di avviare un procedimento si pesano bene gli oneri e i possibili risarcimenti, se cambi le regole dopo è una fregatura, in ogni caso.

    è come quando depenalizzano i reati: ora magari non è più grave quello che avevi fatto, ma quando l’hai fatto era un reato e tu lo sapevi, ergo non è giusto che tu adesso non paghi più.

  • Profilo di Steffa

    Steffa

    28 lug 2008 - 09:41 - #6
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    Questa situazione è assurda, ci sono persone precarie da anni, ogni volta gli rinnovano il contratto ma intanto si fanno uno, due, tre mesi di ferie da uno all’altro, è uno scandalo, non è una vita dignitosa per un essere umano in un paese avanzato qual’è l’Italia. Negli anni 70 i sindacati chiedevano che il datore di lavoro non potesse licenziare neanche chi veniva assunto allo scopo di sovvertire la fabbrica, ora siamo all’estremo opposto. I lavoratori non hanno più diritti. Sapete quanto prende un precario? La paga si aggira sui 7 euro LORDI l’ora, se va avanti così ci tocca emigrare in romania….

  • unno

    28 lug 2008 - 09:47 - #7
    2 punti
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    La cosa che più mi turba è IL FATTO CHE TUTTA LA CLASSE POLITICA SIA CONVINTA CHE SI POSSA AIUTARE L’ECONOMIA SOSTENENDO GLI IMPRENDITORI CHE CONSIDERANO IL LAVORO UN COSTO E NON UN INVESTIMENTO.
    STIAMO DIRIGENDOCI A PASSI SPEDITI VERSO LA CATASTROFE

  • Profilo di Steffa

    Steffa

    28 lug 2008 - 10:28 - #8
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    Per quanto l’Italia possa essere a crescita zero, non siamo in recessione, quindi se il potere d’acquisto di uno stipendio in questi anni è calato significa che qualcuno al contrario ha straguadagnato. Non esiste vero sviluppo se a beneficiarne è solo parte della società

  • Andrea_P

    28 lug 2008 - 10:36 - #9
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    beh, ora che c’è il Lodo Alfano l’Italia sta meglio…

  • n00dles

    28 lug 2008 - 11:01 - #10
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    questa norma non fa che ampliare di qualche altro passo il divario incredibile che esiste in italia tra contratti blindatissimi a tempo indeterminato da una parte (a vantaggio in genere dei lavoratori più maturi) e la jungla selvaggia e senza legge del precariato dall’altra (popolata principalmente da giovani)… per approfondire la questione consiglio a tutti la fraquentazione dell’ottimo sito lavoce.info (sezione Lavoro)… per quanto riguarda confindustria è ovvio aspettarsi che indirizzi la sua azione in base agli interessi degli imprenditori! il fatto è che a farle da contraltare dovrebbero essere principalmente i sindacati, ma se consideriamo che quasi tutti i precari non hanno la tessera sindacale i conti tornano….

  • ...

    28 lug 2008 - 11:08 - #11
    0 punti
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    “La sua funzione infatti è di evitare che le Poste Italiane (cioè noi, ricordo a tutti) si vedano costrette ad assumere a tempo indeterminato migliaia di lavoratori precari”

    Quando quegli stessi lavoratori le Poste li assumevano come carne da macello, per farne il c.a.z.z.o che gli pare in barba alla legge, non erano migliaia di lavoratori sfruttati (da noi, ricordo a tutti..) a 7 euro lordi l’ora.
    Ora diventano un problema.
    Agli imprenditori del menga di questo paese ci vuole un po’ di sano letame da spalare a mani nude, per il resto della vita.
    Sia mai imparano il significato del termine “lavorare”.

    “E’ infatti evidente che le Poste non possono rischiare il tracollo regalando un contratto eterno a un numero di lavoratori abnorme per le necessità dell’azienda.”

    No, l’unica cosa che è evidente è l’incapacità della classe dirigente di questo paese, TUTTA.
    Se le Poste non sono in grado di lavorare sotto organico assumono, se i ruoli che devono andare a coprire non sono consoni a contratti atipici (perché di questo parliamo, di violazione della legge!) allora o assumono a tempo indeterminato, o vanno a pelare patate, almeno la crisi è evidente e non solo auspicata quando c’è l’avversario politico al governo.

    E basta con queste assoluzioni di lupi contro agnelli.
    Confindustria può fare solo una cosa: piantarsi una patata in culo, che quella in bocca arriverà tra poco.

  • Profilo di MetalSho

    MetalSho

    28 lug 2008 - 11:20 - #12
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    “La norma, che secondo Confindustria va nella giusta direzione della flessibilità del lavoro”

    RIDICOLI! La flessibilità del lavoro deve essere a discrezione del lavoratore, non del datore!

    Questa non è flessibilità del lavoro ma sfruttamento del lavoro!

    La vera flessibilità del lavoro si può trovare in Inghilterra. Lì i precari vengono pagati di più rispetto a chi lavora a tempo indeterminato, in questo modo le aziende sono invogliate ad assumere mentre chi ha le capacità può cambiare lavoro come preferisce.

    L’Argentina è vicina.

  • Profilo di =:G!-!O:=

    =:G!-!O:=

    28 lug 2008 - 11:56 - #13
    1 punto
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    il problema sta a destra e a sinistra , imprenditori e lavoratori..
    gli imprenditori pensano prima a come fottere il prossimo e caso mai dopo a lavorare onastamente; i lavoratori, la maggior parte, non capisce il valore di un posto di lavoro
    il vero problema dell’italia sono gli italiani

  • c6.TV Post-iT

    28 lug 2008 - 15:04 - #14
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    QUESTO ARTICOLO è STATO SCELTO PER LA PUNTATA DI POST-IT DEL 28 LUGLIO.. in diretta alle 19 su c6.tv (la registrazione la troverete poi su c6postit.blogspot )

    Grazie per l’interessante articolo.

    Chiunque voglia segnalare un post letto o scritto troverà nel nostro blog (c6postit.blogspot.com) un ottimo strumento per amplificare le proprie idee.
    Aspettiamo tuoi appunti e segnalazioni su altri articoli interessanti.!
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  • VomitusMaximus

    28 lug 2008 - 20:27 - #15
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    Sono precario da 7 anni, non male vero, reduce da un “accordo” di 2 anni fà, ho pigliato i soldi, l’ambiente era da ghestapo.
    E ora sono ancora precario, dopo una ricerca estenuante.
    Però preferisco pigliare i soldi, rimanere in posto dove vi vogliono sbattere fuori, dove magari si viene sottoposti a mobbing/bossing, e dove non si ha ne futuro ne carriera (te la giurano quando rimani) è peggio.
    E’ una situazione di M, ma piuttosto è meglio prendere il + possibile e andarsene, anche per questioni di salute.
    Cambiare fà bene professionalmente, e anche se è molto dura è meglio che rimanere a fare gli schiavi.
    Dopo 7 anni però mi sono rotto le scatole, l’ultimo stipendio del mese di fine contratto lo investo in un fucile a pompa.

  • sarpi

    04 ago 2008 - 21:05 - #16
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    finalmente una norma a favore delle Poste Italiane Spa, che poveretta si è vista una mole di ricorsi (circa 44mila, di cui 30 mila già inseriti o quasi) che farebbe crollare qualsiasi azienda! infatti non fa altro che aumentare il suo attivo alla fine dell’anno, quest’anno siamo circa a 300 milioni di euro in attivo, che Sarmi & Company si dividono. e visto che, come dice l’autore dell’articolo, siamo “noi a pagare”…non temere i costi del servizio postale non vanno di pari passo con i reintegri, ma con le tasche degli azionisti, i ctd non c’entrano niente. come dici tu la norma va nella giusta direzione: bisogna essere flessibili e rimanere disoccupati, così le poste continueranno a ri-chiamare i trimestrali e ad essere sempre sott’organico (tutt’ora lo sono). questa norma è anticostituzionale e aumenta il precariato e la disoccupazione.

  • mary64

    02 set 2008 - 22:42 - #17
    0 punti
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    ho poco da dire ,e’ solo colpa degli italiani che hanno votato un imprenditore .Sono una precaria molto arrabbiata

  • Davide Z

    08 set 2008 - 08:16 - #18
    0 punti
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    Vergognatevi, io sono in causa con una azienda che non mi ha mai assunto dopo 10 anni di lavoro, con contratti truffa CFL fasulli,contratti nulli,sempre a tempo. Ho fatto causa a dicembre, solo di arretrati mi dovrebbero pagare circa 50000 euro che non mi hanno mai dato,dicendomi che siccome ero precario o era così o niente, e non continuo perchè sarei lungo…E adesso a loro bastano 6 mensilità per risolvere tutto. (p.s. il capo dell’azienda è socio di Veronica Lario nel Foglio)
    io andrò davanti alla corte costitiuzionale italiana e se non basta europea. e i soldi a me e ai dipendenti sfruttati delle poste (se non servivano perchè li hanno sfruttati?) li rimborserà lo stato (che mi sembra di aver capito dall’ articolo Poste=Stato allora cosa cambia?).
    cerchiamo di essere onesti e corretti quando scriviamo articoli, giornalisti politicizzati e scorretti, bisogna essere leali e rispettare ciò che dice l’ordine.
    CORRETTA INFORMAZIONE e non commenti personali e politicizzati!!!

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