Decadenza, Francesco Boccia (PD): "Mi aspetto una revisione del processo"

Cambiano le carte dopo le novità di ieri sul processo Mediatrade? Francesco Boccia a Mix24 accredita le nuove prove del Cav

Aggiornamento 14:38 - L'"endorsement", che tale non è, di Francesco Boccia a Silvio Berlusconi su una eventuale revisione del processo Mediaset, ha fatto parecchio discutere questa mattina. Talmente tanto che lo stesso Boccia è dovuto intervenire, all'Agi, per rimettere in bolla le proprie affermazioni, smentendo di aver offerto il fianco al Cav:


"Per evitare ogni equivoco e inutili polemiche, non ho fatto nessuna valutazione sui documenti presentati da Berlusconi. [...] ho risposto a una precisa domanda: 'se si scoprono nuovi testimoni e nuovi fatti che lo scagionerebbero, Berlusconi potrebbe chiedere la revisione del processo?' [...] Ho detto 'certo, come ogni cittadino.' Poi ci sarà sempre un giudice che giudicherà. Una cosa ovvia. Ripeto: spetterà ai giudici stabilire la consistenza dei nuovi elementi."

Decadenza, Francesco Boccia (PD): "Mi aspetto una revisione del processo"

Una cosa va detta chiara: Francesco Boccia, deputato del Partito Democratico, non è persona che tende ad allinearsi al pensiero mainstream, anche se qualche volta incappa in scivoloni piuttosto grossolani, come sugli F35 (gli "elicotteri che salvano vite umane").

Intervistato questa mattina da Giovanni Minoli a Mix24, su Radio24, Boccia è entrato anche nel merito delle "novità", emerse ieri pomeriggio in conferenza stampa, sul processo Mediaset: i 7 nuovi testimoni, le nuove carte provenienti dagli Stati Uniti, i chiarimenti sulla figura di Frank Agrama, tutti elementi che Silvio Berlusconi si dice pronto a presentare alle autorità per rivedere quel processo, appena conclusosi nel suo terzo grado di giudizio.

"Se fosse così mi aspetto una revisione del processo come per qualsiasi altro cittadino. [...] In un paese normale si sarebbe aspettata la delibera della Corte sull’interpretazione della legge Severino"

Forse Boccia si è distratto ma, ad esser chiari, la verità processuale è ben altra: non che si intenda con questa la verità assoluta sui fatti, che è tecnicamente impossibile da stabilire, ma certamente il processo Mediaset non è stato celebrato con celerità, dando a tutti gli attori il tempo e la possibilità di presentare prove e testimonianze.

Va dato atto a Boccia di aver espresso un pensiero perfettamente lecito, nel diritto e nel senso politico del termine, come anche va dato atto alla bravura di Minoli nell'averlo spinto a rispondere così sibillinamente a sole 24 ore dal voto sulla decadenza.

Il rinvio a giudizio emesso dai pm Alfredo Robledo e Fabio De Pasquale reca la data del 22 aprile 2005: un'indagine partita anni prima che ha portato alla redazione di oltre 500mila pagine di atti d'indagine composti da rogatorie internazionali, interrogatori, testimonianze verificate (come quella del defunto Carlo Bernasconi, a capo della Silvio Berlusconi Communications, che per 30 anni ha ricoperto numerose cariche nel settore televisivo e cinematografico della galassia Fininvest).

La complessità di quell'indagine, resa ancor più difficile dal segreto bancario garantito da alcuni paradisi fiscali (erano tempi diversi), ha comportato un duro lavoro per i magistrati, che pure hanno ascoltato nel tempo centinaia di teste, verificandone le affermazioni ed incrociando i riscontri: il quadro emerso è stato ricostruito fino alle sue tinte basiche, fino alla nuda tela tessuta da Silvio Berlusconi per fare "la cresta" sui diritti tv.

Solo il 26 ottobre 2012 (dopo richieste di spostare il processo, tentativi di ricusazione dei magistrati, tre campagne elettorali, numerose udienze saltate ed alcune celebratesi in pompa magna e riportate persino in un ampio capitolo cinematografico italiano) i giudici del Tribunale di Milano hanno condannato Silvio Berlusconi a quattro anni di reclusione, una pena più dura di quella chiesta dalla pubblica accusa (3 anni e 8 mesi). La pena venne poi confermata in Appello e, in agosto, in Cassazione.

Mantenendo il beneficio del dubbio, annunciare nuovi testimoni e nuove carte "chiave", in un processo la cui vicenda è nota a tutti dal 2005, è pretestuoso: la presunta innocenza di Berlusconi è oggi fuori discussione, dopo tre gradi di giudizio e un processo durato ben 8 anni (che diventano oltre 10 se ci aggiungiamo le indagini della procura di Milano).

Altro tema è infine l'accanimento giudiziario:

"Sono in assoluto il maggior perseguitato dalla magistratura in tutte le epoche, in tutta la storia degli uomini in tutto il mondo: ho il record assoluto di processi nel mondo occidentale per il passato, per il presente e, credo, per il futuro: sono stato sottoposto a 106 processi."

La falsità di questa affermazione, ripetuta dal 1994 con le opportune revisioni e correzioni enfatiche, da sempre ha avvelenato i pozzi della conoscenza civile con cui si approccia a questa discussione: i processi a carico di Berlusconi sono stati 17 (tre assoluzioni, due condanne, Mediaset e Ruby, il resto prescritto).

Vota l'articolo:
4.00 su 5.00 basato su 567 voti.  
  • shares
  • +1
  • Mail
10 commenti Aggiorna
Ordina:

I VIDEO DEL CANALE NEWS DI BLOGO