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L'Europa svolta, grazie alla sua (non) Costituzione

Pubblicato: 10 mar 2008 da Descanso

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Qualche anno, fa i popoli di Francia e Olanda dissero un secco “no” alla Costituzione europea. Poteva essere il passo decisivo per la nascita degli Stati Uniti d’Europa, invece è stato un grande fallimento. I commentatori non avevano dubbi: l’Europa ormai è morta, demolita dai francesi come la Bastiglia.

E invece no. La crisi è finita, superata, archiviata. Tutto ciò grazie al neo-approvato Trattato di Lisbona. Che cos’è il Trattato di Lisbona? Semplicissimo: è la Costituzione europea, tale e quale. Ma per approvarla è bastato cancellare la parola “Costituzione”. Geniale!

Nel solito, indecente silenzio che avvolge le questioni europee, il 13 dicembre scorso una commissione intergovernativa ha infatti modificato leggermente la famigerata Costituzione, in pratica cambiando il nome ma riproponendo intatta la sostanza.

Ora l’Europa è finalmente un soggetto giuridico unitario. Il Parlamento europeo, eletto da tutto il popolo europeo, assume più potere legislativo e si pone quasi sullo stesso piano della Commissione (composta dai governi dei vari Stati).

La Carta dei diritti fondamentali è ora vincolante in tutta Europa. E i cittadini possono proporre leggi europee, raccogliendo un milione di firme in più stati.

Inoltre, grazie al Trattato di Lisbona, da ora si può uscire dall’Europa. Se qualcuno dei paesi membri decide di non stare più al gioco, può avviare la procedura, prendere il cappello e andarsene.

Più poteri, più responsabilità e più rischi, quindi. Ma anche più opportunità. Gli Stati Uniti d’Europa sono ora un po’ più vicini.

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