Spending review: le modifiche al decreto


Il decreto sulla spending review sta per approdare nell'aula del Senato dove è previsto un voto di fiducia lampo tra stasera e domattina, in modo che poi possa passare alla Camera prima della chiusura dei lavori e quindi diventare legge dello Stato. Il passaggio più difficile però l'ha già superato, ed è quello della commissione Bilancio, in cui ha subito quelli che con tutta probabilità saranno gli ultimi cambiamenti alla creatura di Enrico Bondi.

Farmacie. La lobby del farmaco è quella che si è fatta sentire di più in questi giorni: su uno dei punti più contestati, i rimborsi del Servizio sanitario nazionale, i farmacisti hanno ottenuto una piccola vittoria spuntando un aumento delle tasse del 2,25% anziché del 3,65 come prevedeva il decreto legge. Un piccolo incidente di percorso: un emendamento pro-farmacie presentato dal senatore Pdl Tancredi è stato presentato via fax con l'intestazione di una farmacia di Bergamo. Evidentemente il parlamentare ha inoltrato il documento senza neanche curarsi di eliminare la fonte.


Farmaci generici. Il governo è riuscito comunque ad avere la meglio per quanto riguarda i medicinali "griffati": un emendamento prevede che i medici in ricetta indichino il solo principio attivo a un malato cronico o non cronico se esistono più farmaci equivalenti. Quindi i farmaci di marca potranno essere prescritti in ricetta solo ai malati cronici che già li utilizzano.

Province. Mentre in Italia è già partito un movimento per controbattere all'abolizione e all'accorpamento delle province, un emendamento ha sostituito i termini "soppressione e accorpamento" sono stati sostituiti con il più cauto "riordino", e la responsabilità passa alle Regioni. In pratica saranno le Regioni e non più il governo centrale a decidere il destino delle province da tagliare, fermi restando i limiti per numero di abitanti e di chilometri quadrati. Ai comuni sarà permesso cambiare provincia, purché si mantenga la contiguità territoriale.

Tasse universitarie. Raddoppiano per gli studenti fuori corso con reddito superiore a 150.000 euro. Per gli altri l'aumento rispetto alle tasse ordinarie sarà proporzionale al reddito. Occhio di riguardo però per gli studenti lavoratori.

Docenti in esubero. I docenti che dopo la rassegnazione dei posti secondo le nuove disposizioni saranno ancora in esubero potranno andare in pensione dal 2013 con i criteri pre-riforma Fornero se avranno maturato i requisiti entro la fine di agosto.

Foto | ©TMNews

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