Obama stringe la mano a Castro durante il memorial per Nelson Mandela

A Soweto il Presidente Barack Obama incontra Raul Castro: una stretta di mano che fa la storia

Aggiornamento ore 16:42 - La notizia della stretta di mano tra i due leader, Obama e Castro, ha rapidissimamente fatto il giro del mondo, ma è a Cuba che tutti guardano: ne ha scritto su Twitter la blogger dissidente Yoani Sanchez, chiedendosi come faranno a spiegare il gesto i media dell'isola caraibica.


La risposta potrebbe essere quella contenuta nell'articolo di Cuba Debate, dove a dire il vero la parte più interessante è rappresentata dai commenti degli utenti.

Guardate bene questa foto perchè rappresenta un momento storico fondamentale, almeno nella recente storia del continente americano: l'occasione è anch'essa storica, il Memorial day di Soweto, sobborgo di Johannesburg, in Sudafrica, dedicato a Nelson Mandela, premio Nobel per la Pace 1993 di recente scomparso.

Accorsi da ogni parte del mondo, i 90 capi di Stato presenti alla cerimonia (tra cui Enrico Letta) certamente non si attendevano un gesto simile da parte del Presidente Barack Obama e del capo dello Stato cubano Raul Castro, inaspettato quanto gioiosamente beneaugurante per le sorti del mondo: proprio nei giorni in cui in Ucraina si abbattono le statue di Lenin, in Corea del Nord si avvia forse un buio periodo di purghe nel partito comunista dei lavoratori, in Venezuela si cerca di trovare una quadratura del cerchio per il post-chavismo e nell'ex blocco sovietico si fanno i conti con la necessità popolare di rivendicare il rispetto dei diritti civili, la foto scattata oggi allo stadio di Johannesburg, mostrata a tutti e centomila i presenti grazie ai megaschermi e a tutto il mondo grazie ai media, è un pezzo di storia che stiamo vivendo in diretta.

Un momento unico che molti cubani, molti esuli cubani e molti nuovi americani aspettavano da tempo, come da tempo attendevano distensione tra Cuba e Stati Uniti le più importanti istituzioni internazionali (Nazioni Unite in primis): è stato Obama ad avvicinare Castro, per l'occasione in giacca e cravatta e non in tenuta militare, come vuole il protocollo rivoluzionario cubano, e a porgerli la mano, subito afferrata dal fratello di Fidel, sotto una pioggia torrenziale.

All'annuncio dell'arrivo del presidente cubano Raul Castro nello stadio i presenti hanno tributato un lungo applauso al capo di Stato cubano, mentre è stata una vera e propria ovazione quella riservata ad Obama quando, con la moglie Michelle, è stato inquadrato sui maxischermi: poi, poco prima di salire sul palco a parlare, Obama è passato davanti a Castro il quale, riferisce la Reuters, gli avrebbe sorriso.

Il gesto è semplice ma carico di significati: quasi 60 anni anni di rapporti freddi, astiosi, di guerra a bassa intensità, di embargo, ripicche, omicidi politici, scandali internazionali e momenti di altissimo rischio (i missili sovietici nella Baia dei Porci) hanno caratterizzato la storia recente delle relazioni tra Stati Uniti e Cuba; oggi ancora il governo de L'Avana chiede che vengano riconsegnati 5 cubani, incarcerati in America con l'accusa di essere spie castriste e terroristi.

"Mandela è stato un gigante e ringrazio il popolo sudafricano per averlo condiviso con noi."

ha detto Obama poco dopo aver stretto la mano di Castro. Ecco, questo è forse l'ultimo miracolo che il glorioso ex capo di stato africano ha reso possibile: il riavvicinamento tra L'Avana e Washington, a 55 anni dalla presa del potere castrista. Un motivo in più per far entrare Mandela nella leggenda.

Foto | Getty Images @Chip Somodevilla

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