
La scure del governo sull’editoria alimenta polemiche e divisioni. Si affronta un problema reale (il finanziamento pubblico ai giornali di partito) dandolo in pasto all’opinione pubblica incazzata (giustamente) contro la casta politica e i suoi privilegi ma non si va alla radice del bubbone.
I contributi alla stampa di partito poggiano sull’art. 21 della Costituzione, quale sostegno alla libertà di informazione. Che vuol dire aiutare il diritto di esprimersi. Partiti e politici della seconda Repubblica hanno però stravolto il meccanismo istituzionale, con finanziamenti indiscriminati e a pioggia anche a testate “inesistenti”, fogli spazzatura: insomma un pretesto per intascare altri soldi a spese del contribuente.
Una vergogna! Da eliminare. Ma come? Colpendo indiscriminatamente? Perché non basarsi su criteri che salvaguardino le testate “reali” e “autorevoli” ?
La risposta è una sola: è il mercato che deve stabilire se un giornale deve vivere o chiudere. Prendiamo per buono un concetto discutibile. Ma quale mercato?
Quello “finto”, manipolato e monopolizzato da due grandi gruppi televisivi: uno di stato e l’altro in mano a un privato, sostenuto politicamente a nascere e a prosperare, che è presidente del Consiglio? Rai e Mediaset , unico caso in Europa, raccolgono più soldi dalla pubblicità di tutta la stampa italiana messa insieme!
E’ scandaloso che, con la scusa del pluralismo, siano fioriti “fogliacci” inutili con l’unico scopo di arricchire questo o quel “partitino” o questo o quel deputato. Ma, come scrive Liberazione: “E’ scandaloso mantenere, in nome di un principio costituzionale, un minimo di libertà informativa e intellettuale? A chi, sia chiaro, ne possa vantare diritto”.
Domanda finale: chi interverrà mai sul “grande scandalo”, quello del mercato drogato? Non certo D’Alema e Veltroni che giocano a fare la tv … casalinga.
Flux
06 ago 2008 - 12:27 - #1lo scandalo è qual è scritto con l’apostrofo!
-ewan-
06 ago 2008 - 12:27 - #2io sono convinto che in una democrazia debbano essere sostenute ed incoraggiate le libertà di opinione di qualunque gruppo sociale (a patto che dette opinioni non siano pericolose o lesive per la società stessa), ma regalare fior fiore di milioni di euro a giornali con tiratura nulla è uno scandalo. si dovrebbe soltanto unire, come dice falcioni, la capacità di autoregolarsi del mercato al finanziamento statale dei giornali. in che modo? semplicemente finanziando quelli che vendono di più
Chico Mendez
06 ago 2008 - 13:30 - #3Finanziando quelli che realmente nonsonolegati a grossi gruppi editoriali ma a vere e proprie cooperative di lavoro, altrimenti inItalia rimangono il Giornale, il Corriere e la gazzetta dello sport, contando che il Giornale e’ l’organo ufficiale di Arcore, il Corriere l’organo massone per eccellenza…..siamo messi male.
-ewan-
06 ago 2008 - 13:43 - #4è il mercato, chico
-ewan-
06 ago 2008 - 13:44 - #5comunque il giornale ha subito un calo delle vendite enorme da quando berlusconi ha vinto le elezioni…
MetalSho
06 ago 2008 - 15:22 - #6Il Giornale doveva chiudere quando se ne andò Indro Montanelli a causa di Silvio B.(astardo).
-ewan-
06 ago 2008 - 16:58 - #7metal… nessun giornale “dovrebbe chiudere” finché c’è in giro l’unità
andreami
06 ago 2008 - 21:13 - #8Bisognerebbe ritoccare il tetto pubblicitario televisivo, e vedere cosa produce un po’ di concorrenza nel settore dell’informazione. Ma non succedera’ mai e sappiamo tutti il perche’…