Logo Blogo

Ore 12 - La rivolta dei "colonnelli" contro Veltroni apre la guerra nel Pd

Pubblicato: 07 ago 2008 da Massimo Falcioni

Commenti dei lettori

altro
Veltroni è in ferie? Che ci resti, suggerisce qualche maligno del Pd. In effetti Walter non ne azzecca una. La strombazzata petizione del Pd contro il governo, è già un flop. Di più: è un boomerang.

Quando sindaci (Cacciari, Chiamparino) e governatori (Bassolino) non firmano la petizione voluta dal leader del proprio partito, vuol dire che la frittata è bruciata. “Non si dichiara guerra senza avere l’esercito”, ribatte il sindaco di Venezia.

Il no alla petizione è il segnale del malessere che cova nel partito. E’ un dissenso politico. Il capo del Pd ha giocato con l’idea del bipartitismo all’italiana imboccando un vicolo cieco. E a ottobre porta la gente in piazza.

Ma la politica delle spallate non è una politica. Lo aveva insegnato Togliatti. E Berlinguer ne faceva tesoro. Nel 1970, sulla spinta del ’68, mentre tutti si aspettavano dal Pci l’attacco frontale alla Dc e al “sistema”, Berlinguer (osteggiato da Pietro Ingrao, frenato da Luigi Longo, sostenuto da Giorgio Amendola, Paolo Bufalini e Giorgio Napolitano) avvia una “marcia lunga e disagiata attraverso le istituzioni” e invece di gridare alla rivoluzione fa un documento economico di 8 punti in cui si precisa che non si vuole “tutto e subito” e soprattutto si indicano in modo dettagliato i rimedi per uscire dalla crisi.

Il tono è quello di un partito di governo, che fa politica, che vuole partecipare alla trasformazione, senza forzature. E Berlinguer si mette a testa bassa a “ricostruire”, rinnovandolo nella continuità, il partito smarrito. Quel partito che poi supererà da solo il 34% dei voti e che contribuirà, con i suoi limiti e difetti insuperabili, alla prima vera, grande trasformazione dell’Italia.

Qui c’è solo lotta fra spezzoni di oligarchie. Deprimente storia di duellanti. Per un unico fine: il potere, la poltrona. Dalla periferia alla Capitale.

Intanto Tremonti, in nome del federalismo, sposta gigantesche risorse dal Sud al Nord. Le famiglie non reggono. Anche il ceto medio.

Veltroni rischia di essere il primo e l’ultimo segretario del Pd. Un partito che può esplodere. O coprirsi di ridicolo.

1 stelle2 stelle3 stelle4 stelle5 stelle (1 Voti | Media: 5 su 5)
condividi condividi
2 commenti

Commenti dei lettori

Nascondi commenti anonimi
  • Profilo di Chico Mendez

    Chico Mendez

    07 ago 2008 - 12:17 - #1
    0 punti
    Up Down

    ….Dunque nel piano di rinascita non vi era come obiettivo la spaccatura del PCI?…e Veltroni non partecipa attivamente al gruppo di lavoro del Bildelberg assieme a Tremonti (il Bilderberg e’ legato alla Massoneria americana degli Skull&Bones ed alla massoneria bancaria dei Rockfeller e affini)? Non abbiamo i nomi dei primi 1000 tesserati della P2 ma conosciamo il numero 1816. Il maggioritario e’ gia’ realta’, manca solo il presidenzialismo…………va bene come spiegazione alle nefandezze Veltroniane?

  • Profilo di ice

    ice

    07 ago 2008 - 12:50 - #2
    0 punti
    Up Down

    credo sia cmq necessario fare un distinguo.
    1_quoto in pieno le parole di Cacciari…..io
    prima caccerei Veltroni,
    poi ricostruirei un partito di Sinistra,
    POI penserei a mandare a casa Berlusconi……
    2_il mancato appoggio di Bassolino come già commentato in altro post è un segnale di inizio di trattativa (esattamente come al mercato di Marrakesh) per una eentuale trnasizione/appoggio esterno al PdL…..

    P.S. sostituendo il la parola Sinistra con Destra…….il punto 1 vale benissimo anche per il resto degli italiani