Sud Sudan: è pulizia etnica, Onu invia rinforzi

Trovata una fossa comune con 75 corpi ammassati uno sull'altro.

E' catastrofe umanitaria

Le Nazioni Unite si muovono per cercare di risolvere la situazione in Sud Sudan, dove le vittime degli scontri tra due diverse fazioni avrebbero fatto più di mille morti. Sul terreno, da una parte ci sono le forze leali al presidente Salva Kiir e dall'altra quelle fedeli all'ex vicepresidente Riek Machar. Nessuno dei due fa un passo indietro e così l'Onu decide di intervenire.

A Bentiu e a Juba sarebbero state ritrovate alcune fosse comuni, secondo le Nazioni Unite che - con una risoluzione - hanno deciso di inviare rinforzi al contingente di 7 mila caschi blu che già sono presenti nello Stato africano indipendente. Il segretario generale dell'Onu, Ban Ki-moon, ha lanciato l'ennesimo appello: "Ribadisco la richiesta della massima moderazione a tutte le comunità del Sud Sudan. Non c'è soluzione militare per questo conflitto. E' una crisi politica che richiede una soluzione politica e pacifica".

Nel Paese, da cui sono scappai migliaia di cittadini occidentali, si comincia a temere per il rischio di una catastrofe umanitaria. Sarebbero già 45 mila i civili sud-sudanesi che hanno abbandonato le proprie case, cercando rifugio nelle basi dei soldati della comunità internazionale. Il conflitto si starebbe trasformando in una vera e propria pulizia etnica.

Nella fossa comune sarebbero stati trovati 75 corpi, appartenenti al gruppo etnico Dinka. Navi Pillay, commissaria per i diritti umani delle Nazioni Unite, ha spiegato che le decine di corpi senza vita sono stati trovati a Bentiu, nello stato di Unità. Mentre almeno altre due fosse comuni si troverebbero nello stato di Juba, a Jebel-Kujur e a Newside. Due testimoni hanno raccontato di essere stati arrestati dalle truppe governative e messi al muro in un commissariato, con altri 250 civili. Loro e altri dieci sono riusciti a scappare, gli altri sono stati tutti massacrati.

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