Cannabis, la Lega apre alla liberalizzazione? Salvini e Maroni smentiscono

Si incrina il muro proibizionista italiano sulla cannabis: Lombardia come il Colorado?

Aggiornamento 7 gennaio, ore 10:23 - E' durata poche ore l'onda liberale marchiata con il sole delle Alpi: il tempo di un retweet e dell'immancabile smentita dell'ex segretario Roberto Maroni, che passando comunque la palla (come ruolo prevede) a Matteo Salvini chiude ogni possibile apertura pro-cannabis:


Contrariamente alla svolta leghista-libertaria, che ha portato il Carroccio a presentare in Senato una proposta di legge per l'abolizione della legge Merlin sulle case chiuse, la posizione padana su cannabis e derivati sembra essere quella di sempre (quella del governo con Berlusconi, Fini e Giovanardi, per intenderci).

"Nell'agenda della Lega non c'e' la discussione su un'eventuale legalizzazione o meno della cannabis; è giusto discutere senza pregiudizi su tutto ma la nostra posizione politica è concentrata su altri temi: il lavoro e l'indipendenza del Nord. Se, nel 2014, faremo una battaglia per legalizzare qualcosa sarà semmai la prostituzione: non abbiamo alcuna intenzione di batterci per legalizzare le droghe, leggere o pesanti che siano. [...] E' un dibattito che vedo bene in bocca a Matteo Renzi."

ha spiegato il segretario leghista Matteo Salvini, contattato telefonicamente dall'Agi.

Cannabis, la Lega Nord apre alla liberalizzazione?

A far la notizia è oramai (molto spesso) l'immancabile Twitter: in questo caso non si può proprio parlare di notizia, ma certamente qualcosa c'è, almeno per l'osservatore più attento: l'assessore regionale lombardo all'agricoltura, il leghista ex deputato Giovanni Fava, braccio destro sulle politiche agricole del governatore lombardo Roberto Maroni, ha letto sul quotidiano LaStampa, questa mattina, il bel servizio del giornalista Federico Varese sulla cannabis in Colorado.


Condividendo su Twitter il reportage l'assessore ha lasciato alla rete anche il suo personalissimo commento (come ha confermato al sottoscritto, e come è giusto sia sui social network, parlava a titolo personale): una sorta di auspicio ad un cambio di direzione, se non in Italia almeno in Lombardia, sul fronte antiproibizionista in materia di cannabis.

Una posizione che nella Lega Nord non è esattamente rivoluzionaria ma che certamente crea una breccia nel muro antiproibizionista che, fino a ieri, il Carroccio aveva eretto sul tema cannabis (sia medica che, sopratutto, ludica). Posizione personale, per carità, che sarebbe forse passata sotto totale silenzio se a retwittare quel link non fosse stato il Presidente della Regione Lombardia Roberto Maroni, fino a poche settimane fa segretario della Lega Nord, attuale membro della dirigenza del Carroccio.


Certo è che la posizione ufficiale del partito, la famosa "linea politica", la detta oggi Matteo Salvini e non più Maroni, che pure però in qualità di dirigente del partito, e di governatore lombardo, di voce nel partito ne ha eccome.

Dopo l'Olanda e la Svizzera, dopo la California e, in rapida successione, l'Uruguay ed il Colorado (nei negozi che rivendono cannabis ad uso ricreativo dal 1 gennaio, ogni giorno, si registra ogni giorno sold out ed un incremento dei prezzi di oltre 5 volte), il fronte antiproibizionista si allarga anche alla Lombardia leghista (che secondo studi recenti dell'Asl Milano 1 è primo consumatore nazionale di cannabis a scopi ricreativi).

Una sorpresa ancora tutta da verificare prima che da accogliere con gioia, ma che certamente rappresenta in un certo senso una dimostrazione di come l'apertura del dibattito sul tema cannabis, in molte parti del mondo, faccia oggi da locomotiva per i paesi in cui vige ancora un regime proibizionista da terzo Reich (come è un po' in Italia, dove dall'inizio dell'anno si contano già centinaia di arresti e fermi per possesso di cannabis).

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