Barack Obama in visita in Italia, a Roma il 27 marzo. Video ufficiale Usa con Totti

Incontrerà Napolitano, il premier Renzi e Papa Francesco.

25 marzo 2014: Roma si appresta ad accogliere il presidente Usa Barack Obama, che atterrerà a Fiumicino nella serata di domani, 26 marzo. Le visite ufficiali sono tutte in programma il 27 marzo: Obama sarà ricevuto da Papa Francesco in Vaticano, poi incontrerà il presidente Napolitano e il premier Renzi. Particolarmente attesa e delicata la visita del presidente americano al Colosseo: tutta la zona sarà ovviamente off limit per cittadini e turisti.

La visita di Obama in Italia viene lanciata dall'ambasciata Usa con un video ironico in cui "Prima dell'arrivo gli abbiamo fatto conoscere Roma... virtualmente!". Tra i momenti topici (per ora solo virtuali) della visita romana anche l'incontro col capitano del team giallorosso Francesco Totti (video in alto).

US-POLITICS-OBAMA

21 gennaio 2014: l'annuncio della visita


Barack Obama sarà in visita in Italia il 27 marzo

, giornata durante la quale incontrerà Papa Francesco, il presidente della Repubblica Napolitano (nei confronti del quale, in passato, ha speso non poche parole di elogio) e il premier Enrico Letta. L'incontro con il Pontefice avverrà invece in Vaticano, tema del faccia a faccia sarà la lotta alla povertà e alla crescente disuguaglianza, argomento che Obama ha detto di "non vedere l'ora di discutere con Papa Francesco".

La visita in Italia sarà solo una tappa del viaggio che il presidente degli Stati Uniti compirà in Europa: il 24 e 25 sarà nei Paesi Bassi, per la precisione all'Aja, per partecipare al vertice sulla sicurezza nucleare, organizzato dal governo olandese, che dovrà evidenziare i progressi sul fronte del nucleare e i passi da compiere per prevenire il terrorismo nucleare.

Il 26 sarà invece a Bruxelles per un vertice tra Stati Uniti e Unione Europea a cui parteciperanno i presidenti del Consiglio europeo e della Commissione europea. Si tratta della prima visita di Obama alle istituzioni europee e anche un piccolo cambio di rotta rispetto alla politica estera seguita dal presidente fin dal suo insediamento, in cui è stata la rotta asiatica la grande favorita. Ma, forse, un ruolo in tutto questo l'ha giocato lo scandalo Datagate e la necessità di riconciliarsi con gli alleati del Vecchio Continente.

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