Chi era Gianroberto Casaleggio, la mente dietro il Movimento 5 Stelle

Gianroberto Casaleggio, fino a pochi mesi prima delle elezioni politiche del 2013, era semisconosciuto, noto solo allo zoccolo duro del Movimento 5 Stelle e a qualche appassionato di internet in cerca di informazioni più precise sulla struttura del "non partito" di Grillo.

Poi le cose sono cambiate, soprattutto dopo il celebre fuorionda di Giovanni Favia a Piazza Pulita. Favia accusava Casaleggio di cancellare la democrazia interna al movimento.

Da quel momento Casaleggio dovette uscire dall'ombra. Anche se va detto che non è che si sia mai nascosto di proposito, visto che era con Grillo sul palco del Teatro Smeraldo di Milano nel 2009 in occasione della fondazione dell'M5S. Ma sicuramente, per parecchio tempo, il guru di Grillo era rimasto in disparte, alimentando una marea di voci sul suo conto.

E quindi, chi era in verità Gianroberto Casaleggio?

Qual era il suo ruolo nell'aver portato il Movimento 5 Stelle da partito dal 3% a prima forza in Italia?

Un nerd, un appassionato di fantasy e fumetti, un simpatizzante delle teorie del complotto. Che da qualche anno a questa parte aveva contribuito a innescare una delle più importanti "rivoluzioni" politiche della storia recente d'Italia. Guru fidatissimo di Beppe Grillo che, come ormai stranoto, gli curava direttamente il blog.

Ha tenuto a battesimo il Movimento Cinque Stelle (di cui si considerava co-fondatore, come ha scritto in una lettere al Corriere) e decideva la strategia, non solo comunicativa e di internet, di Grillo e del suo Movimento.

Ma come era nato tutto questo? E quali sono i rapporti tra il comico genovese e il guru della politica online?

Gianroberto Casaleggio, milanese, era un ex simpatizzante della Lega e di Bossi. Incontra Beppe Grillo al termine di un suo spettacolo. Il M5S non esiste ancora e all'epoca Grillo sfascia i computer come rito iniziatico per il suo show, nel 2004.

I due si parlano, il comico capisce che in quest'uomo c'è del genio e nasce il blog di Beppe Grillo. Che - aperto nel 2005 - nel giro di poco tempo diventa uno dei siti internet più frequentati e influenti del mondo.

Grillo è ancora solo un 'comico con spirito civico', che ha però rapporti con chi nella politica c'è da tempo: Antonio Di Pietro. E' proprio Grillo a consigliare all'ex pm di farsi curare il sito da Casaleggio, Tonino accetta e parte così la sua rinascita internettiana. Almeno fino al 2010. In questi anni infatti la popolarità di Grillo è alle stelle, è partita l'avventura politica e soprattutto Beppe sa che gran parte del merito di tutto ciò è da cercare in Gianroberto. E quindi lo vuole solo per sé. Ed ecco che Di Pietro e il guru della rete rescindono il contratto.

Ma perché Casaleggio ha un successo del genere nel fare comunicazione politica online? Be', perché lui è da tempo esperto di marketing via internet, e nel momento in cui l'ha applicata in Italia si è trovato la strada spianata. Il massimo dell'innovazione fino ad allora era stato Berlusconi che aveva portato in politica il modello televisivo. Che roba anni '90. Racconta Pietro Orsatti su MicroMega.

«Per capire le origini del fenomeno Casaleggio, è fondamentale analizzare le vicende di un’azienda del gruppo allora nelle mani di Tronchetti Provera e della Pirelli, la Webegg. Amministratore delegato della società è all’epoca Gianroberto Casaleggio. Di cosa si occupava la Webegg? La Webegg Spa nel 2002 risulta essere «un gruppo multidisciplinare per la consulenza delle aziende e della pubblica amministrazione in Rete», si tratta in quel momento del gruppo leader nel settore. Reti interne ed esterne, efficienza aziendale, internet, capacità di penetrazione dei prodotti sul mercato attraverso il web marketing e, per le pubbliche amministrazioni, sistemi di efficienza mirati all’e-governance. Insomma un grande giro di affari potenziale, ma forse una società nata in troppo anticipo sui tempi e infatti ben presto oggetto di veloci cambi di mano».

Una società controllata al 100% da Telecom Italia. Nel 2004 invece Casaleggio fonda la sua Casaleggio Associati: Strategie di Rete. E lavora per clienti come JPMorgan, PepsiCo, Marriot, American Financial Group, Bnp Paribas, Ibm, Best Western (come si legge sulla brochure del sito). Non male per uno che è co-fondatore di un movimento che ha nelle multinazionali, nelle lobby, ecc., ecc., alcuni dei suoi peggiori nemici, no?

Beppe Grillo aveva spiegato, sempre nel 2013, come Casaleggio fosse solo un tecnico dietro il sito. Ma a pensarla così, poco dopo l'exploit del M5S alle politiche, era rimasto solo il comico. Scriveva Liuzzi sul Fatto Quotidiano:

E' il segreto di Beppe Grillo. Se c’è una cosa che negli ultimi anni ha funzionato è stata quella di essere circondato anche lui da un cerchio magico. Che porta il nome di Gianroberto Casaleggio, uno dei massimi esperti di Internet in Italia, l’uomo che con la sua Casaleggio Associati ha inventato – praticamente a tavolino – il Movimento 5 Stelle. È lui che porta in palmo di mano i piemontesi del movimento, perché “conservatori”, e mal digerisce i bolognesi e fiorentini, a suo avviso “anagraficamente comunisti”. D’altronde quando non è Grillo nelle piazze è il blog che diventa la Carta del Movimento. Lì si sviluppano le idee. Chi ci sta è dentro, altrimenti prego andare. Casaleggio, l’uomo del dietro le quinte, il ghost writer che spesso esiste senza esserci. Chiama Grillo e capisce se è il caso. Se lo è riesce a imporre la sua, altrimenti aspetta.

Per non parlare della famosa telefonata tra Casaleggio e Pizzarotti, in cui il guru informatico impose al neo-sindaco di Parma di non prendere il nemico Tavolazzi alla sua corte (il problema di Tavolazzi fu aver posto la questione della democrazia interna al Movimento). In pratica, fondatore di una società di marketing informatico che lavora per multinazionali (e di cui un ex socio si dice faccia parte del gruppo Bilderberg), co-fondatore e probabilmente ideologo del Movimento Cinque Stelle, ombra di Grillo e uomo che impone le sue decisioni a sindaci legittimamente eletti.

E che oltre tutto aveva una visione del futuro che manco Nostradamus: in questo video pubblicato sul sito della Casaleggio Associati si racconta come nel 2020 scoppierà la Terza Guerra Mondiale.
Ma tranquilli, da tutto questo ne verrà solo del bene: nel 2051 un referendum sulla rete abolirà la pena di morte e nel 2054 si instaurerà la democrazia mondiale via internet. Per Casaleggio un sogno, per altri un incubo.

Casaleggio, però, non potrà vedere se le sue profezie avranno un seguito. È morto a Milano il 12 aprile 2016.

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