
In un panorama in cui la politica cerca di rifarsi il trucco (chi più, chi meno, a seconda degli strati di make up), sembra venire proprio da internet una novità vera per il panorama italiano. Stiamo parlando della nascita del primo circolo via web del Partito Democratico, intitolato – un po’ come buon auspicio, un po’ per essere al passo coi tempi – al candidato alle primarie democratiche americane Barack Obama.
E’ una novità assoluta, che stupisce soprattutto perché la politica italiana sembra “non perdere mai un’occasione per perdere un’occasione”, specie quando si tratta di innovare o aprirsi a nuove tendenze. Con i soliti tempi compassati, insomma, qualcuno sembra aver capito anche in Italia che “internet” e “politica” non sono necessariamente due parole inconciliabili. La novità della cosa, rispetto alla normale discussione politica sul web, è che i circoli online sono previsti nello Statuto del PD non come luoghi di semplice discussione o dibattito. Ma come veri e propri esempi di organizzazione politica, con pari dignità rispetto ai normali circoli territoriali.
Secondo lo Statuto del PD, infatti:”I Circoli costituiscono le unità organizzative di base attraverso cui gli iscritti partecipano alla vita del partito. Essi si distinguono in Circoli territoriali, legati al luogo di residenza, in Circoli di ambiente legati alla sede di lavoro e/o di studio, e in Circoli on-line, che vengono costituiti sulla rete internet e ai quali è possibile aderire indipendentemente dalla sede di residenza, di lavoro e di studio”.
Il Circolo “Barack Obama” è legato all’esperienza politica de iMille, un movimento che si è battuto per questa nuova possibilità con la sua rappresentanza in Commissione Statuto, e che rappresenta una prospettiva giovane e laica all’interno del PD. Lo scopo, sicuramente velleitario ma lungimirante, che il Circolo online Obama si propone è quello di affiancare alle forme tradizionali di fare politica una prospettiva nuova, basata sulla rete e sulle sue grandi possibilità di interazione.
Da questo punto di vista non sorprendono le quasi quattrocento pre-adesioni in pochi giorni, segno del recepimento della portata di una simile iniziativa. Un’esperienza di questo tipo, ovviamente, si trova davanti a numerosi problemi di organizzazione e di radicamento nel tessuto del Partito. Davanti alle imminenti elezioni, ad esempio, il circolo ha dovuto organizzare una “Assemblea online” per trovare i suoi candidati da segnalare per l’inserimento in lista, utilizzando strumenti come blog, ning, Skype e videoconferenza.
Questa nuova iniziativa, quindi, pur con le tante problematiche della gioventù si presenta come molto interessante, potendo contare oltre che su nomi già noti (come Ivan Scalfarotto o Luca Sofri), anche sulle capacità di tanti italiani all’estero – grazie alla trans nazionalità dell’online – e sulla spinta di forze giovani, che magari non avrebbero partecipato ad iniziative sul territorio. Se l’esperienza del Circolo “Barack Obama” muove già i suoi primi passi all’interno del PD, non si può che sperare che tutte le forze politiche – al di là dell’orientamento – sappiano capire la domanda di innovazione, e allo stesso tempo la capacità della rete di creare dibattito e di costituire un laboratorio politico innovativo. Sarebbe indubbiamente un modo per coinvolgere maggiormente fasce giovani alla vita politica, che non viene – al contrario di quanto si sostiene spesso – evitata a priori dai ragazzi, ma evitata quando viene percepita come autoreferenziale e chiusa a una società che, con le sue forze, si evolve. Anche online.
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