Elezioni Europee 2014 | Chi è Martin Schulz

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Elezioni europee 2014. Il tedesco Martin Schulz, il prossimo 1° marzo, riceverà l'investitura ufficiale: sarà il candidato presidente alla Commissione europea per S&D.

S&D (Alleanza Progressista dei Socialisti e dei Democratici) si è costituita nel 2009 con l'obiettivo di riunire il Partito Socialista Europeo (Pse) con altri soggetti di ispirazione progressista, come il nostro Partito Democratico. Ma chi è Schulz? E qual'è la sua visione di politica europea? Scopriamolo insieme.

Biografia

Martin Schulz

, classe 1955, è attualmente presidente del gruppo parlamentare di S&D e presidente del parlamento europeo. Prima di darsi totalmente alla politica, ha lavorato presso alcune case editrici ed è stato proprietario di una libreria.

Si è iscritto al partito dei socialdemocratici tedeschi (Spd) nel 1974. Dal 1987 al 1998 è sindaco della cittadina di Würselen (Renania Settentrionale-Vestfalia). Nel 1984 entra nel direttivo della Spd nel distretto di Aquisgrana e nel 1996 ne diviene presidente.

Dal 1991 al 1999 è membro del consiglio nazionale del suo partito. Sempre nel 1999, entra nel direttivo federale e fa parte dell'ufficio di presidenza. Nel 1994 conquista per la prima volta un seggio al parlamento di Strasburgo. Alle elezioni europee del 1999 è capolista della Spd. Dal 1996 al 2000 partecipa alla commissione per le libertà civili e gli affari interni europei.

Dal 2000 al 2004, Schulz è presidente dei socialdemocratici tedeschi al parlamento della Ue. E' presidente del Pse dal 2004 al 2012. Successivamente diviene presidente del parlamento europeo.

La sfida per la presidenza e il programma


Lo scorso 29 gennaio, Schulz ha dichiarato presso l'assemblea parlamentare del Consiglio d'Europa:

"Non credo che la prossima commissione dovrebbe essere guidata dal principio 'c'e' un angolo d'Europa in cui non abbiamo interferito', ma dovrebbe introdurre una nuova filosofia, iniziando a discutere sull'utilizzo della clausola della sussidiarietà del trattato di Lisbona e su cosa può essere fatto meglio a livello locale e regionale"(Via Ansa)

.

Queste parole di Schulz aprono una campagna ellettorale tesa a proporre l'idea di una Ue più attenta ai temi sociali.

I partiti socialisti del vecchio continente si sono adeguati alle politiche di austerity, come nel caso del Pasok greco (surclassato nei sondaggi da Syriza) e in parte anche del Pd in Italia. Il malcontento per le misure di rigore e una certa sfiducia nelle istituzioni europee è molto diffusa. Il rischio che i partiti euroscettici e xenfobi facciano il pieno dei voti alle prossime elezioni è palpabile. Dunque, Schulz, pur essendo uno dei favoriti alla presidenza, dovrà lottare non poco per proporre un'immagine nuova del Pse.

Schulz è abbastanza conosciuto nei paesi dell'Europa del sud, ma sa perfettamente che la notorietà e la fiducia sono cose molto differenti. Per molti ha avuto un atteggiamento critico troppo blando nei confronti della Troika. Inoltre, nella percezione di una certa fascia dell'elettorato non aiuta essere tedeschi.

Il governo di Berlino è considerato uno dei maggiori responsabili delle politiche dogmatiche del pareggio di bilancio. Ovviamente i socialisti non erano al governo con la Merkel quando si è "imposto" il Fiscal Compact, tuttavia il patto del governo di Grosse Koalition non segna una discontinuità rispetto al passato.

Nell'accordo firmato da Gabriel (Spd) e della Merkel (Cdu) è scritto nero su bianco: "Il principio che ogni stato membro risponde delle proprie obbligazioni non può essere messo in discussione. Ogni forma di messa in comune dei debiti pubblici metterebbe in pericolo l’assetto delle politiche nazionali in ogni singolo stato membro".

Per uscire dalla crisi micidiale che sta investendo l'Unione, secondo Schulz, bisogna muoversi in tre direzioni:
Favorire una maggiore integrazione politica della Ue, senza cancellare le identità nazionali

Ridefinizione dei compiti dei Commissari europei

Offrire all'Europa gli strumenti per mettere in campo una politica di crescita economica

Lo scontro con Silvio Berlusconi


Schulz, dal carattere coriaceo, è stato al centro di numerosi scontri politici e mediatici.
Il più celebre rimane quello con Silvio Berlusconi, nel 2003. In quell'occasione, il premier italiano e presidente di turno del Consiglio dell'Unione Europea paragonò Schulz a un Kapo nazista. L'accusa fu rivolta da Berlusconi al politico tedesco in seguito ad un suo intervento, durante la seduta inaugurale del semestre di presidenza dell'Italia. Schulz chiese all'attuale leader di Forza Italia di rendere conto del suo conflitto di interessi e dei suoi problemi con la giustizia. La reazione di Berlusconi provocò condanna e sdegno in tutto il pralmento. La vicenda venne ripresa da tutte le televisioni e i giornali internazionali.

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