Matteo Renzi premier al posto di Letta?

Fantasiose voci spingono affinché Matteo Renzi succeda all'attuale primo ministro senza prima andare a elezioni.

Matteo Renzi At The Democratic Party PD National Assembly

Matteo Renzi primo ministro subito dopo l'approvazione della legge elettorale, con tanto di beneplacito da parte dell'attuale premier: Enrico Letta. L'ipotesi segue tutti i discorsi sul rimpasto di governo, sulla necessità di far entrare nell'esecutivo qualche uomo o donna di stretta osservanza renziana in modo da "ridare slancio al governo" (leggasi: impedire al segretario Pd di continuare ad avere le mani libere).

E dal momento che Matteo Renzi ha già fatto capire più e più volte di non avere nessuna intenzione di inserire alcuni dei "suoi" nelle caselle di governo, ecco che iniziano a circolare ipotesi ancora più fantasiose che vogliono che il sindaco di Firenze diventi premier senza prima passare dalle elezioni. Scrive La Repubblica:

Nella maggioranza e tra i leader della futura coalizione di centrosinistra il tam tam è già partito. Negli incontri riservato un po' tutti danno per scontata l'opzione del leader democratico. Anche se tutti sanno che l'operazione è contaminata da un libello di rischio molto alto. Il precedente del 1998, quello di Massimo D'Alema, aleggia come un fantasma. Ne sono consapevoli Renzi e tutti gli interlocutori che negli ultimi giorni gli hanno ripetutamente chiesto di fare un passo avanti.

Un'opzione addirittura "scontata". Per evitare che un altro anno di governo Letta - che i sondaggi politici danno a livelli di gradimento bassissimi - consumi definitivamente il centrosinistra facendolo arrivare alle elezioni con un leader già logoro. Ma se è vero che per Letta sarebbe quasi un sollievo farsi da parte ed evitare di essere poi indicato come l'uomo che ha causato la sconfitta del centrosinistra alle prossime elezioni, proprio non si capisce perché Matteo Renzi dovrebbe accettare una cosa del genere.

Al di là del fatto che sarebbe il terzo premier consecutivo, dopo Monti e Letta, a venire nominato senza alcuna investitura elettorale (che ormai, anche se non scritta, è una convenzione che sarebbe il caso di rispettare maggiormente); per Renzi questo sarebbe il modo migliore per bruciarsi: prendere in mano un governo senza più alcuna spinta, farsi logorare per bene da una premiership non "benedetta" dalle elezioni, aspettare un anno o giù di lì e poi trovarsi fuori dai giochi quando sarà per davvero il momento di tornare alle urne. Piuttosto, se proprio ci dev'essere fretta per il centrosinistra di andare al voto, al segretario Pd converrebbe varare in tutta fretta l'Italicum e poi andare al voto.

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