Governo Renzi: quale sarà il programma?

I punti principali del (possibile) governo Renzi.

Se il governo Renzi nascerà davvero si capirà tra poco, durante la diretta streaming della direzione Pd. Ma se così fosse, quale sarà il programma che Matteo Renzi porterà con sé a Palazzo Chigi per provare a convincere gli italiani che la sua (eventuale) decisione di diventare premier senza passare dal voto è la migliore possibile?

Certo, molto dipenderà dai ministri che del governo Renzi faranno parte. E molto dipenderà anche da quale sarà la maggioranza che lo sosterrà. Se però, come sembra, la maggioranza sarà sostanzialmente la stessa che ha sorretto in questi mesi Enrico Letta (semmai con l'appoggio di qualche dissidente grillino) è difficile immaginare che si riescano a fare quei "provvedimenti bomba" che secondo alcuni il sindaco avrebbe in mente, nell'ottica di far passare in secondo piano il modo poco consono alla sua immagine con cui Renzi intende arrivare a Palazzo Chigi.

In primo piano c'è ovviamente la riforma della legge elettorale, l'Italicum e quella che porterà alla nascita del nuovo Senato. Riforme che, con Renzi premier, dipenderanno dalla volontà o meno di Forza Italia (con cui sono state concordate) di continuare la collaborazione con il Pd. Di sicuro Berlusconi non appoggerà il governo Renzi, come di sicuro Renzi non offrirà poltrone a Forza Italia. È invece certo che si farà di tutto per evitare che il nuovo scenario politico che si va formando comprometta l'accordo preso tra Renzi e Berlusconi.

Questo per quanto riguarda l'assetto istituzionale del paese. Ma per quanto riguarda l'economia, che poi è la cosa più importante in questo momento? Facile immaginare che Renzi rispolvererà il suo piano per il lavoro, quel jobs act che nella sua idea originaria doveva essere l'asse portante della campagna elettorale nelle prossime elezioni politiche. A questo punto, se governo Renzi sarà, ne diventerà la spina dorsale.

I punti fondamentali restano quelli di cui si è parlato in queste settimane: un contratto di inserimento a tempo indeterminato a tutele crescenti (in cui quindi l’articolo 18 sarebbe sospeso per i primi tre anni di lavoro) e l’assegno universale per chi perde il posto di lavoro (che andrebbe a sostituire la cassa integrazione). In modo che si possano ridurre le varie “forme contrattuali, oltre 40, che hanno prodotto uno spezzatino insostenibile”.

Un piano per il lavoro, il nuovo Senato, la legge elettorale. Cos'altro? Di sicuro procederà l'abolizione del finanziamento pubblico ai partiti, mentre è più difficile pensare al varo dell'indulto e dell'amnistia che non ha mai avuto in Renzi un grande sostenitore.

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