Pannella: "Renzi, ultima espressione del regime partitocratico"

Marco Pannella: "L'alternativa a Letta è un salto nel buio". I Radicali presentano formale incriminazione dello Stato italiano

Nel corso di una conferenza stampa conclusasi poco fa alla sala stampa della Camera dei Deputati Marco Pannella ha ribadito le priorità assolute, citando il Presidente Napolitano e tornando su tema più cocente a via di Torre Argentina: la giustizia.

"Si parla a futura memoria. [...] Ritengo doveroso dare il mio contributo di cittadino italiano alla fatica del Presidente della Repubblica [...] E' la democrazia di uno sfascio: il nostro Presidente nell'esercizio effettivo e non contestabile della sua funzione aveva parlato con punto di riferimento testuale all'obbligo di affermazione del diritto costituzionale italiano e del diritto europeo ed internazionale."

ha spiegato Pannella, che ha posto come centrale il tema del rispetto del diritto in Italia. Pannella ha contestato al Pd, e a Matteo Renzi, di non aver mai parlato, nè fatto cenno, del messaggio del Presidente della Repubblica Napolitano che attenzionava le Camere sul problema carceri e sull'imminente sentenza della Corte di Giustizia europea.

Tornando poi sull'attualità politica, Pannella ha attaccato:

"L'involuzione partitocratica del partito democratico e di molti altri luoghi della realtà istituzionale italiana, aveva in verità determinato una situazione formale: RaiTv, SkyTg, dappertutto, il giovane rottamatore dopo soli due mesi è divenuto IL candidato alla presidenza del Consiglio, senza più differenze tra primarie e altro, conseguenza questa di una campagna stampa che ha provocato il trionfo dell'immagine del giovane rottamatore."

Tornando su un'altro dei vecchi cavalli di battaglia radicale infatti, l'annosa questione della copertura informativa del panorama politico italiano, Pannella attacca la stampa sull'evoluzione recente degli eventi, contestualizzando il tutto in una manovra ben congeniata. Appellandosi al Presidente della Commissione di Vigilanza Roberto Fico (M5s), Pannella ha chiesto di controllare ed intervenire affinchè emerga quanto questa denuncia radicale afferma.

"Possiamo fornire la documentazione del fatto che gli eventi, da Grillo stesso che non va in televisione ma la televisione va da lui, vengono messi in contesti mai di dibattito. [...]
Invito Roberto Fico a immediatamente utilizzare la sua struttura per fare tesoro di quello che noi diamo costantemente attraverso il nostro Centro d'Ascolto, verificando quale è la situazione di possibilità da parte del cittadino e del popolo italiano, con cognizione di causa, di scegliere le varie posizioni: [...] ecco come funziona l'antidemocrazia italiana."

Obiettivo della conferenza stampa, ha spiegato il leader radicale, è dare maggiore forza al Presidente della Repubblica Napolitano affinchè colga l'occasione di trovare la forza per proclamare "la sovranità del diritto".

Governo: per Marco Pannella l'alternativa a Letta è "melma e putrefazione"

Abbiamo imparato a conoscerlo nel corso degli anni e sappiamo tutti quanto il senso e la ragione delle infinite dichiarazioni di Marco Pannella vada talvolta ricercato all'interno delle dichiarazioni stesse.

Alla veneranda età di quasi 84 anni Marco Pannella non si risparmia: commenta, sbraita, letteralmente si incazza e poi sorride sornione; parla Pannella, parla tanto come ha sempre fatto, spesso senza venire compreso (un po' per colpa sua, un po' per colpa nostra): e così due giorni fa, mentre Enrico Letta illustrava il suo poco appetitoso Impegno Italia, dall'immancabile Radio Radicale la voce di Pannella tuonava:

"[...] ritengo che rispetto alla decisione e alla posizione assunte da Letta -il tentativo ambizioso, coraggioso e difficilissimo che ha esposto- l’alternativa sia per il contesto italiano e internazionale che ho ben presente, non solo europeo, sempre più chiaramente quella di un salto nel buio.
E in questo salto nel buio si incontrano anche la melma e l'accentuarsi del processo di putrefazione come democrazia reale, delle democrazie e della lotta per lo stato di diritto e i diritti umani contro la ragion di Stato, la ragion di partito. [...]
Seguo l’attività e i testi di Renzi con lo stesso tipo di interessamento e di partecipazione con cui si assiste ad una partita di calcio balilla. Il salto nel buio significa oggi un vuoto che incontra melma e putrefazione."

Quella di Pannella è una posizione che non sorprende se ne si conoscono le battaglie: non c'è qui il timore di far tornare Emma Bonino a Torre Argentina, suo habitat naturale (certamente più amichevole della Farnesina, dove la radicale è comunque apprezzata), ma semplicemente la consapevolezza che l'ennesima manovra extraparlamentare da prima repubblica non sia la soluzione migliore a quella che Renzi ha definito, ieri, "la palude".

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Un sondaggio online del Corriere della Sera del 14 febbraio Emma Bonino compare al primo posto nel gradimento dei lettori sul lavoro svolto: oltre il 20% dei votanti (senza alcun valore statistico, si intende) farebbero entrare Emma Bonino in un esecutivo retto da Matteo Renzi, anche se il sindaco di Firenze sembrerebbe puntare (nei retroscena) su altre personalità.

Il problema, secondo la compagine radicale (che non ha eletto alcun rappresentante), è ben più complesso di una semplice poltrona, pure esclusiva si capisce: in un secondo appello lanciato nell'etere grazie a Radio Radicale Pannella è tornato su quella che definisce "flagranza di reato dello Stato italiano rispeto al diritto positivo contemporaneo e della Costituzione italiana", ampliandone i confini e annunciando la presentazione, oggi pomeriggio alle ore 15, di una formale incriminazione dello Stato italiano per violazione di tutti i "diritti positivi teoricamente vigenti".

Quello che i radicali lamentano agli ex-colleghi del Partito Democratico sono i comportamenti "di regime", che connotano l'aspetto partitocratico (e dunque totalitario, secondo Pannella) del più grande partito italiano: una questione, quella della sinistra liberale nel PD, completamente marginalizzata all'interno dello stesso PD, che si trova oggi ad essere più il trampolino di lancio per Renzi che non un contenitore di proposte politiche.

Oltre alla questione carceri ed al dramma del sistema giudiziario italiano, cavalli di battaglia pannelliani da diversi anni dato che per primo il leone radicale ha sollevato la questione a livello nazionale, i Radicali contestano "il disastro" dello stato di diritto in Italia, che oramai oltrepassa regole e norme (costituzionali ed internazionali, oltre che del buon senso) senza neppure porsi il problema di farlo. E così, nel PD, il tema delle carceri e della riforma della giustizia non solo vengono marginalizzati ma sono quasi dei tabù, così come restano lettera morta le battaglie antiproibizioniste della sinistra liberale, la tematica antifascista ed antitotalitaria, l'evoluzione naturale libertaria e liberale della sinistra (altrove ha attecchito, mentre in Italia il PD continua è storico pendolare sinistra radicale e centro cattolico.

I dettagli dell'iniziativa radicale verranno resi noti in una conferenza stampa alla Camera dei Deputati.

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