Governo Renzi: Maria Elena Boschi e i tweet dalla borsa

Fedelissima di Renzi e responsabile Riforme del Pd, ma se ne parla solo per il completo blu elettrico e i possibili chili di troppo.

Aggiornamento 28 febbraio, 9:45. E' solo una curiosità ma non può non destare attenzione soprattutto perché il Governo Renzi fa di Twitter un'elemento importante della strategia comunicativa (vedi il tweet di ieri mattina del premier, con foto di Palazzo Chigi all'alba, finito immediatamente nei titoli di siti di informazione). Ebbene, oggi il ministro Boschi si è lasciato sfuggire il tweet "Ddydxetcz".

1961

Anche prima di giurare da Ministro, Boschi era incappata in un errore simile, spiegando anche il perché ai suoi follower.

1962

Al di là di questa curiosità però va notato che Maria Elena Boschi non vede Twitter come uno strumento essenziale del suo lavoro da Ministro. Dall'insidiamento ad oggi c'era solo un tweet, due calcolando anche questo scritto per sbaglio. Vedremo se Matteo Renzi indicherà ai suoi ministri di potenziare la comunicazione via Twitter.

(Alessandro Guerra)

Maria Elena Boschi e il degrado del giornalismo

Di Maria Elena Boschi si parla tantissimo, se ne parla da un pezzo e se n'è parlato anche per il suo essere la "miss Parlamento" (titolo che lei stessa ha detto di non ritenere offensivo). Insomma, una dei possibili astri nascenti della politica italiana fa parlare più che altro per il suo aspetto fisico. E questo nonostante in pochi mesi abbia già messo a segno qualche colpo di non secondaria importanza: l'organizzazione della Leopolda, sicuramente, ma soprattutto il suo ruolo di tessitrice negli accordi per la nuova legge elettorale Italicum, che è stato fondamentale.

Questo per dire che la giovane ministra non sembra essere un orpello, una figurina, come tante altre se ne sono viste. Entrate in politica in sola virtù delle loro grazie. E se anche il ministro Boschi potrebbe essere stato aiutato da determinate sue qualità (una semplice illazione, ma nei tempi della comunicazione e dell'immagine sopra ogni cosa non si può escludere che il suo bell'aspetto l'abbia in qualche modo favorita), quel che è certo è che la sua carriera è sempre stata politica. Non si tratta, per farla breve, di una "valletta" transitata in politica da un giorno all'altro per mettere un bel volto sui manifesti elettorali. O peggio.

Si può invece discutere, ed è compito del giornalismo farlo, di una sua possibile impreparazione. Del fatto che l'esperienza maturata dalla ministra classe 1981 sia troppo poca per affidarle un ministero "doppio" e in cui peraltro proprio l'esperienza ha un ruolo fondamentale (Riforme e Rapporti con il Parlamento). Quel che invece fa impressione è come l'argomento che ha dilagato sui quotidiani online riguardi ancora solo ed esclusivamente il suo aspetto fisico, il completo blu elettrico indossato in occasione del giuramento con tanto di tacco alto. Fino ad arrivare - ed è il massimo dello squallore - ad accurate disamine sul suo fisico, se questo sia "sexy" o se invece ci sia qualche chilo di troppo depositato sul fondoschiena.

Ecco, l'unica cosa di troppo è che qualche giornalista si trovi a scrivere di una questione del genere. Qualcosa che non ha attinenza di nessun tipo con l'informazione, perché non fa passare nessuna notizia. Trattasi di gossip, accettabile finché ha come protagonista chi usa il suo corpo come veicolo per la notorietà, inaccettabile quando si cade così in basso e per di più parlando di una persona che, professionalmente, del suo fisico non sa che farsene.

Ma perché si è arrivati fino a qui? Inutile girarci attorno e inutile prenderci in giro: non è un caso che la questione sia stata trattata molto di più sui giornali online che su quelli di carta, perché nel primo caso è l'ossessione per le visualizzazioni che rende tutto questo inevitabile. Un bel pezzetto pruriginoso su Maria Elena Boschi che attira il clic, e poi di via di gallery fotografica che moltiplica le pageviews. E se per raggiungere l'obiettivo bisogna arrivare fino a parlare del fatto che "la Boschi ha il culo grosso", poco importa. A confronto, Berlusconi che le ha detto "lei è troppo bella per essere comunista" si è comportato da galantuomo.

(Andrea Signorelli)

Maria Elena Boschi nuovo ministro delle Riforme e dei Rapporti con il Parlamento

Matteo Renzi non poteva non portare nel suo governo una dei suoi più fedeli collaboratori, tantopiù se è anche uno dei volti più freschi del "nuovo" Pd e se è stata così importante negli accordi per la nuova legge elettorale. E così Maria Elena Boschi, classe 1981, va a occupare la doppia poltrona di responsabile delle riforme e dei rapporti con il Parlamento.

Fiorentina, già definita "miss Parlamento" al suo ingresso alla Camera dopo le elezioni dello scorso febbraio, è salita agli onori delle cronache lo scorso ottobre, quando ha organizzato la Leopolda 2013, l'ormai tradizionale kermesse renziana nella ex stazione di Firenze. In quell'occasione, oltre che per l'impeccabile organizzazione, si era fatta notare per i tacchi a spillo leopardati, e i giornalisti le hanno affibbiato il soprannome di "giaguara", riferendosi all'ormai proverbiale giaguaro che Bersani voleva smacchiare.

Nata da una famiglia politicamente impegnata – il padre, dirigente Coldiretti, è nel Pd dopo un passato nella Dc, la madre è vicesindaco Pd di Laterina – Maria Elena si laurea in Giurisprudenza e comincia la carriera di avvocato come praticante, ma nel 2009 conosce Francesco Bonifazi, che la fa partecipare alla campagna per le primarie Pd per la scelta del candidato sindaco. I due appoggiano Ventura, ma dopo la vittoria schiacciante di Renzi traslocano alla corte del nuovo sindaco, che li ricompenserà adeguatamente (Bonifazi è il nuovo tesoriere Pd).

Dopo la nomina a segretario di Renzi, Maria Elena Boschi diventa responsabile delle Riforme della segreteria, ed è in questa veste che tesse le trame per l'accordo sull'Italicum. Si dice che Berlusconi sia rimasto abbagliato dalla sua bellezza, tanto da dirle "Lei è troppo bella per essere comunista", al che lei, senza scomporsi, ha risposto "Presidente, i comunisti non esistono più".
maria elena boschi

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