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Bossi-Gelmini, le vere ragioni del "dissidio"

Pubblicato: 09 set 2008 da Luca Landoni

Commenti dei lettori

Vediamo di fare un po’ di chiarezza dietro alle ragioni che hanno improvvisamente indotto il leader della Lega Umberto Bossi a sparare a zero sul Ministro della Pubblica istruzione. Il Senatùr, si sa, è politico di razza e fine stratega, e se di colpo inverte la rotta riguardo a uno dei cavalli di battaglia gelminiani, il progetto di tornare al maestro unico, dopo averne sottolineato in passato il benefico influsso sulle casse dello stato, il motivo c’è.

Ma prima di inoltrarci in questa disamina, spendiamo due parole a proposito di uno dei personaggi del nuovo governo che maggiormente ha conquistato la ribalta dei media. Maria Stella Gelmini è infatti il ministro che più si è distinto per spirito d’iniziativa agli occhi dell’opinione pubblica, e la sua carica di popolarità è accostabile soltanto a quella del collega Renato Brunetta per la Funzione pubblica. Ciò ha fatto di lei in breve tempo una stella di primo piano della politica, al punto che da qualche settimana si rincorrono le voci su una sua probabile successione a Formigoni sulla poltrona di governatore della Lombardia.

E qui casca l’asino. Fin dalla vittoria di aprile la strategia leghista è basata su due fronti di lotta; primo e più importante l’ottenimento del federalismo fiscale, secondo e più legato all’agone elettorale, la conquista delle tre regioni guida del nord sotto forma di presidenza del consiglio. Il progetto prevede Cota alla regione Piemonte, Zaia o Tosi in Veneto, e Maroni o Castelli in Lombardia. L’impennata bossiana ha dunque lo scopo di levare una piccola parte del terreno attualmente molto compatto sotto i piedi della Gelmini, al fine di levarsi di torno un pericoloso ostacolo sulla strada maestra.

Si tratta dunque di piccole schermaglie elettoralistiche, che nulla hanno a che vedere con la compattezza del fronte governativo. Almeno per ora.

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7 commenti

Commenti dei lettori

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  • Profilo di SPUTAFIAMME DRAGHON

    SPUTAFIAMME DRAGHON

    09 set 2008 - 10:07 - #1
    -1 punto
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    Maroni è l’unica soluzione possibile per la Lombardia!

  • Profilo di Jack_Bauer

    Jack_Bauer

    09 set 2008 - 10:11 - #2
    0 punti
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    Scusate questo O.T. ma questa Ministra mi attizza!

  • -ewan-

    09 set 2008 - 11:02 - #3
    0 punti
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    @jack: pure a me, specialmente con gli occhiali con la montatura spessa

    @sputafiamme: per la regione lombardia, chiunque sarebbe meglio di formigoni. certo, preferirei di gran lunga maroni, ma rimarrà ministro per ancora molto tempo. e allora ci toccherà castelli

  • Profilo di siralex

    siralex

    09 set 2008 - 19:56 - #4
    0 punti
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    Maroni è solamente un represso leghista…

  • -ewan-

    09 set 2008 - 23:09 - #5
    0 punti
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    “Maroni è solamente un represso leghista…”

    maroni è uno con le palle. una dselle poch persone che è andata al potere promettendo: “farò x, y e z” e ha fatto x, y e z, sbattendosene delle moine dei comunistelli per i quali guai a toccare i nostri fratelli “migranti”, salvo poi vivere a decine di km dal più vicino campo rom

  • Profilo di Superbisco

    Superbisco

    11 set 2008 - 17:13 - #6
    1 punto
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    L’utilizzo del maestro unico era un buon metodo. Il passaggio a 2 o 3 maestri è stato assorbito positivamente dall’intero sistema scolastico.
    Ricordo le differenze tra me e mio fratello. Io unico maestro, lui 3.
    La differenza di istruzione ad oggi, dopo 20 anni, non è così evidente. Mi ricordo però che io ebbi più difficoltà/traumi con il passaggio a più insegnanti alle scuole medie, lui quasi nulla.

    Rimango dell’idea che l’attuale sistema permetta di adeguarsi meglio al futuro.

  • Profilo di siralex

    siralex

    12 set 2008 - 18:59 - #7
    0 punti
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    quoto Superbisco #6 ma ce ne vuole prima qualcuno si renda conto di questo. Guardano solo chi le fa le cose. Ovvero se è dalla loro parte è una cosa necessaria, se la fa l’altra parte allora è una cosa inutile e sbagliata.