Ucraina, mandato d'arresto per Yanukovich. La Russia alza la voce: "Minacciati i nostri interessi"

Il parlamento ucraino ha votato per l'impeachment per il presidente e per le elezioni anticipate, fissate per il 25 maggio.

Diretta video


[embed1]

14.17 "La situazione in Ucraina rappresenta una minaccia per i nostri interessi e per la vita dei nostri cittadini. I nuovi vertici hanno una legittimità dubbia e non possiamo certo dialogare con gente armata". Queste le parole di Medvedev, che segnalano un clima teso da Mosca nei confronti di Kiev.

10.38 Il ministro dell'Interno ad interim ucraino, Arsen Avakov, ha fatto sapere che un mandato di cattura è stato spiccato nei confronti dell'ormai ex presidente Yanukovich. Il presidente deposto avrebbe lasciato la sua residenza in Crimea per una località sconosciuta. L'inchiesta che è stata aperta nei suoi confronti è stata aperta un'inchiesta con l'accusa di "omicidio di massa di cittadini". Per lo stesso crimine sono ricercate altre persone.

Domenica 23 febbraio

17.20 -

Mentre i manifestanti mostrano le vergogne del regime di Yanukovic, l'ex presidente pare sia riuscito a mettersi in salvo dalla gogna (e probabilmente dal processo, in contumacia, che lo attende), grazie all'amico Putin, che gli ha messo a disposizione una nave salpata dalla Crimea sulla quale il dittatore ucraino si trovrebbe in questo momento.

Di tutta risposta il Parlamento russo ha deciso di staccare il collegamento satellitare con la Tv russa su tutto il Paese.

13.46 - Oleksandr Turchynov, braccio destro della leader dell'opposizione Yulia Tymoshenko, è il nuovo Presidente ad interim dell'Ucraina. Il Parlamento di Kiev lo ha eletto questa mattina, anche se sul voto sono già stati sollevati dubbi di legittimità: le decisione è stata supportata da 285 deputati su 450, ma molti parlamentari della maggioranza non sono presenti in aula.

La stessa Tymoshenko sarebbe tra i possibili candidati al ruolo di primo ministro insieme a Yatsenuk e Poroshenko.

11.27 - Secondo quanto riferisce Ria Novosti online il ministro dell'interno ad interim ucraino, Arsen Avakov, nominato ieri dal Parlamento di Kiev, ha annunciato oggi la liberazione di 64 manifestanti che erano stati arrestati durante le proteste nella capitale.

Dopo che ieri sera Yulia Tymoshenko aveva inviato i manifestanti a restare in piazza Maidan, questa mattina la situazione sembra essere di calma, nonostante i manifestanti abbiano seguito le indicazioni della leader dell'opposizione appena scarcerata. Intanto dalla Casa Bianca è giunto il plauso per la sua liberazione.

In Turchia intanto, i giornali filo-governativi vicini al premier Erdogan definiscono l'esito delle manifestazioni un "colpo di stato deciso da molte nazioni straniere".

Aggiornamento domenica 23 febbraio, 09:06 - E' tornata Yulia Tymoshenko, è tornata tra le braccia di quell'Ucraina che l'aveva osannata prima e quasi dimenticata poi, complice l'oblio del regime e la naturale inclinazione dell'uomo ad assorbire nella propria mente i ricordi più tragici. Yulia Tymoshenko è tornata, stanca, malata, con il viso gonfio ma il cuore sempre in alto, pronta a chiedere alla piazza di respirare, ora che Yanukovich viene dato in fuga come il peggiore dei 40 ladroni.

"La dittatura è caduta"

ha tuonato sulla piazza l'ex primo ministro dai biondi capelli; in quell'esatto momento (scrive France Presse) il dittatore, quel sanguinario Viktor Yanukovich con il potere a Kiev ed il cuore a Mosca, cercava di corrompere una guardia di frontiera a Donetsk, nell'est del paese, affinchè venisse data l'autorizzazione al volo. Secondo il nuovo presidente del Parlamento, Oleksandr Turcinov, Ianukovich stava tentando di fuggire in Russia, dal suo amico Vladimir Putin. La posizione di Mosca, sui recenti sviluppi ucraini, è di totale intransigenza verso l'opposizione:

"L'opposizione ucraina non ha tenuto fede a nessuno degli impegni presi, ma avanza nuove richieste piegandosi a estremisti armati le cui azioni costituiscono una minaccia diretta alla sovranità della Ucraina."

ha tuonato il ministero degli Esteri russo Lavrov. Nel frattempo si sposstano gli equilibri del potere in Ucraina, con la villa di Ianukovich a Mezhighiria, a 20 chilometri da Kiev, aperta a tutti per mostrare le vergogne corruttive del faraone ucraino: una villa principesca, con un parco di 140 ettari, allevamenti di pecore, maiali e struzzi, un museo con decine di auto d'epoca e moto, hovercraft e motoscafi rimessati in garage e un campo da golf.

Ukraine's former Prime Minister freed

Ucraina, impeachment per Yanukovich ed elezioni il 25 maggio. Tymoshenko libera

18.30

: notizie non confermare, in arrivo da Reuters e dall’agenzia russa Interfax, sostengono che il presidente Viktor Yanukovich abbia tentato di lasciare l’Ucraina, ma il suo tentativo di imbarcarsi su un aereo diretto in Russia sia stato bloccato.

18.10: l’ex premier Yulia Tymoshenko, a pochi minuti dalla sua liberazione, sta per raggiungere Kiev, dove è attesa a Piazza Indipendenza per celebrare insieme al popolo la destituzione del presidente Yanukovych. Queste le sue parole, pubblicate pochi minuti fa sul sito internet del suo partito, Unione Pan-Ucraina "Patria”:

Oggi l'intero nostro Paese può vedere il sole e il cielo perché oggi la dittatura è caduta. E la dittatura è caduta non grazie ai politici e ai diplomatici, ma grazie a coloro che sono scesi in strada riuscendo a proteggere le loro famiglie e il loro Paese. Ora dobbiamo fare di tutto per assicurare che i manifestanti non siano morti invano.
16.56

: Yulia Tymoshenko, l’ex primo ministro ucraino che il 5 agosto 2011, mentre ancora tentava di opporsi a Yanukovych, venne arrestata per ordinanza del tribunale di Kiev con l’accusa di aver stipulato un accordo con il governo russo per una fornitura di gas senza l’approvazione preventiva del governo ucraino, è tornata in libertà.

La donna, ne danno conto fonti locali, ha lasciato in auto l’ospedale di Kharkiv insieme ai suoi due avvocati, Andrei Kozhemyakin e Sergey Vlasenko.

16.30: il parlamento ucraino ha votato a favore dell'impeachment per il Presidente Yanukovich - 328 voti, compresi alcuni suoi sostenitori - e stabilito che le nuove elezioni presidenziali si terranno il prossimo 25 maggio. Nel corso della discussione in aula, trasmessa in diretta dalla tv parlamentare Rada, alcuni membri del parlamento hanno sottolineato come Yanukovich sia ormai incapace di portare avanti i propri doveri.

Subito dopo il voto alcuni parlamentari si sono alzati in piedi e, tra un applauso e l’altro, hanno cantato l’inno nazionale.

15.30: il canale televisivo ucraino ICTV ha mandato in onda un messaggio registrato dal presidente Yanukovich in cui dice di dover proteggere i cittadini e che non risparmierà sforzi per fermare lo spargimento di sangue. Ha dichiarato, inoltre, che non lascerà l’Ucraina né si dimetterà dal momento che è il presidente eletto legittimamente. Nel descrivere gli eventi di questi ultimi giorni, Yanukovich ha usato termini come “vandalismo, banditismo e colpo di stato”. La sua posizione, dopo la firma di ieri dell’accordo con le opposizioni, è chiarissima.

14.00: fuochi d’artificio in Piazza dell’Indipendenza, mentre continuano a non arrivare notizie sulla posizione del presidente Yanukovych. Poco fa il vice primo ministro ucraino Kostyantyn Gryshchenko, rispondendo alle domande della stampa, ha precisato che Yanukovych resterà Presidente fino alle nuove elezioni:

E’ il presidente legittimo e nessuno sta mettendo in discussione la sua legittimità come presidente.

12.16: centinaia di manifestanti, ne danno conto i fotografi di Reuters che si trovano sul posto, hanno fatto irruzione nella residenza privata del presidente Yanukovich alle porte di Kiev, ormai abbandonata. Da una parte all’altra del Paese, invece, si registrano distruzioni delle statue di Lenin, leader dell’era sovietica, comprese quelle erette a Khmelnytskyi e a Dnipropetrovsk.

11.07: manifestanti antigovernativi hanno bloccato la strada che porta agli uffici presidenziali di Kiev. Al momento non si segnalano scontri o situazioni al limite.

10.00: il presidente del parlamento ucraino, Volodymyr Rybak, da sempre fedele a Yanukovich, si è dimesso dall'incarico.

Aggiornamento 22 febbraio 2014, ore 9.45: a poche ore dalla firma dell’accordo tra il Presidente e le opposizioni, la posizione di Yanukovich resta sconosciuta. Il Presidente ha lasciato Kiev, sembra in direzione di Kharkiv, dove per oggi era in programma un congresso. Visti gli ultimi eventi, però, il programma è drasticamente cambiato e al momento non è chiaro dove si trovi il Presidente.

Intanto Vitaly Klitschko, l’ex pugile leader dell’opposizione, durante una sessione d’emergenza in Parlamento, ha spiegato che l’unica soluzione possibile per il popolo ucraino è rappresentata dalle elezioni presidenziali e parlamentari. A questo proposito Klitschko ipotizza anche una data, entro il 25 maggio prossimo.

17.11 Questa foto potrebbe significare la fine delle violenze in Ucraina, anche se il clima resta tesissimo:

15.10

E' stato firmato l'accordo tra il Presidente Yanukovich e le opposizioni: si andrà verso elezioni anticipate ed un governo di unità nazionale.

La piazza ha incaricato i rappresentanti dell'opposizione di firmare l'accordo con il Presidente: lentamente la piazza si sta svuotando, ma restano cadaveri lungo le strade, mentre molte chiese sono state trasformate in veri e propri ospedali da campo. Il via libera di Maidan, che inizialmente aveva respinto via Twitter ogni compromesso, è stato confermato anche dal ministero degli Esteri polacco.

L'ok di piazza Maidan arriva al termine di complessi e non poco critici negoziati con i ministri degli Esteri tedesco Steinmeier e polacco Sikorski. Secondo il governo polacco Sikorski e Steinmaier sono riusciti a convincere i rappresentanti della piazza in una riunione allargata al termine della quale il collettivo di Maidan avrebbe votato a maggioranza il ‘si' al compromesso mediato nella notte dagli emissari Ue con Yanukovich, alla presenza anche di un inviato russo, con l’obiettivo di mettere fine alle violenze.

13.37 Nonostante le dichiarazioni del Presidente Yanukovich Bruxelles è ancora in attesa di un annuncio formale sull'accordo di Kiev fra governo e opposizione su un processo politico democratico che consenta di interrompere l'escalation della violenza.

"L'alto rappresentante Catherine Ashton è in costante contatto con loro e segue le discussioni in corso. Stiamo trattando con tutte le parti, il presidente e l'opposizione, il processo è in pieno svolgimento e non vogliamo speculare sul suo esito"

ha riferito la portavoce dell'Ue Maja Kocijancic. Da Roma anche il Papa è intervenuto sulla crisi ucraina:

"In queste ore desta una speciale apprensione il drammatico evolversi della situazione in Ucraina, per la quale si auspica che cessi prontamente ogni azione violenta e si ristabiliscano la concordia e la pace"

ha detto padre Federico Lombardi, riportando le parole di Papa Francesco.

Grazie all'immancabile Twitter "la piazza" fa sapere di respingere ogni accordo con la Presidenza, mentre in Parlamento il clima è letteralmente rovente:

13.02 E’ viva Olesya Zhukovska, è viva e lo dice su Twitter. Già ieri i nostri colleghi di Cronaca&Attualità avevano confermato le gravi condizioni della ragazza, colpita al collo da un proiettile, operata d'urgenza ma viva.

Oggi è la stessa attivista a scrivere su Twitter ed a ringraziare chi l'ha sostenuta:

“Sono viva! Grazie a tutti quelli che mi hanno sostenuta e che hanno pregato per me”

ha scritto alle 12.30 di oggi la giovane ucraina.

12.12 Un'improvvisa accelerazione del Presidente Yanukovich potrebbe sbloccare la situazione in Ucraina: il Presidente ha annunciato elezioni presidenziali anticipate. La notizia è stata battuta dall'agenzia Reuters. Yanukovic inoltre avrebbe accettato, aggiunge l'Afp, di tornare alla costituzione del 2004, che limita i poteri del presidente, e di voler permettere la formazione di un governo di unità nazionale.

11.57 La figlia dell'ex primo ministro dell'Ucraina Yulia Tymoshenko (oggi in carcere), Eugenia, ha incontrato questa mattina la terza carica dello Stato, la Presidente della Camera Laura Boldrini, a Montecitorio:

Le due donne si sono confrontate sul dramma violento che vive l'Ucraina negli ultimi due mesi, aggravatosi enormemente nelle ultime ore:

"Mia madre è in una situazione difficile, di grande sofferenza, ma allo stesso tempo è vicina alla lotta del popolo ucraino. Spero che un nuovo governo liberi mia madre, prigioniera politica del regime"

ha dichiarato Eugenia Tymoshenko, che ha ricordato come la speranza per il Paese, rappresentato dalla madre, sia oramai quasi infranta sul muro delle violenze e delle politiche filo-russe.

10.47 Nonostante l'annuncio della sigla dell'accordo tra governo ucraino, opposizione e Unione Europea, non cala il livello di tensione a Kiev: secondo quanto detto dalla polizia ucraina in televisione, alcuni manifestanti avrebbero aperto il fuoco sugli agenti, vicino a piazza Maidan, il fulcro delle proteste.

Uno dei leader dell'opposizione, Iatseniuk, riferisce invece che è stata la polizia ucraina ad aver fatto irruzione nella sede della Rada, il Parlamento ucraino, che si trova a un chilometro dalla piazza. L'esponente dell'opposizione, che è anche vicepresidente dell'Aula, afferma che gli agenti sono stati tuttavia costretti ad andarsene.

In qualche video inoltre si mostra come i manifestanti abbiano realmente bloccato decine di agenti di sicurezza.

09.06 Dopo una giornata drammatica ieri, chiusasi su un quasi terribile mistero, il tweet di Olesya Zhukovskaya "Muoio" (fortunatamente l'infermiera 21enne è sopravvissuta, come hanno scritto i colleghi di Cronaca&Attualità), è stata una nottata di intense trattative nei palazzi del potere ucraino.

Solo questa mattina la presidenza ucraina ha annunciato l'intesa, raggiunta proprio nella notte tra i ministri degli Esteri dell’Ue, il presidente ucraino Viktor Yanukovich e i leader dell’opposizione: un accordo sulla crisi a Kiev che sarà firmato a mezzogiorno, le 11 in Italia.

Nessuna conferma però dalle opposizioni e dai funzionari europei.

Elezioni presidenziali anticipate, riforme costituzionali e governo di coalizione che sia il più ampio possibile, secondo le anticipazioni delle tv locali, sarebbero il contenuto dell'accordo, che tuttavia secondo i beninformati si regge su un equilibrio molto precario.

Le trattative notturne si sarebbero infatti interrotte più volte.

20 Febbraio: Ucraina, oltre cento morti

19.28

I ministri degli Esteri della Ue hanno deciso di procedere con sanzioni nei confronti dell'Ucraina. A riferirlo è stato lo stesso ministro italiano, Emma Bonino: "In accordo con i tre ministri a Kiev la decisione è di procedere molto rapidamente nelle prossime ore a un bando verso coloro che in Ucraina si sono macchiati di violenza, sui visti e sugli assetti finanziari". Il bilancio delle vittime è confermato a cento morti e 500 feriti.

15.27 Il bilancio dei morti potrebbe essere addirittura arrivato a cento, secondo quanto racconta la Cnn.

15.14 Una parte della polizia sarebbe passata dalla parte degli oppositori, i comandanti regionale e delle truppe speciali hanno prestato "giuramento al popolo" nel Palazzo della Regione, occupato dai manifestanti. Lo racconta il giornale online Gazeta.ru.

13.53 Mentre continuano gli scontri e sembrerebbero confermate le voci secondo cui la polizia starebbe sparando sui manifestanti, il sindaco di Kiev si è dimesso per protesta: "Gli eventi in corso sono una tragedia, sono disposto a fare qualunque cosa per fermare il bagno di sangue".

12.02 Gli agenti della Berkut, le forze del ministero degli interni, starebbero sparando sui manifestanti con i kalashnikov. Il bilancio dei morti è salito a 36, secondo l'Ansa. Intanto, arrivano le prime foto sulla cattura di alcuni agenti da parte dei dimostranti.


11.19

Sarebbero confermati le voci riguardo un bilancio di vittime già molto gravi a Kiev. I morti potrebbero essere dieci. L'incontro con i ministri degli Esteri Ue invece si starebbe tenendo: l'agenzia Interfax ha parlato dell'avvio del colloquio con il presidente Yanukovich, che è in corso. "L'Ue si appresta a varare sanzioni",ha detto il ministro degli Esteri francese Fabius.

10.26 Gli scontri che hanno ripreso a imperversare per Kiev registrano già la prima vittima, mentre un secondo manifestante è in fin di vita. Dieci i feriti. I manifestanti hanno fatto prigionieri una cinquantina di agenti e hanno riconquistato piazza Maidan. Salta intanto l'incontro tra Yanukovich e i ministri degli Esteri della Ue, mentre secondo altre fonti i morti potrebbe essere di più.

20 febbraio, 9.00

La tregua è già finita. A Kiev questa mattina sono ripresi gli scontri. Il bilancio attuale è di 28 morti. I manifestanti si dirigono adesso verso il parlamento, che è stato nel frattempo evacuato.

19 Febbraio: Ucraina, il secondo giorno di scontri

22.40

: le richieste e gli appelli degli alti vertici dei Paesi di mezzo Mondo sembrano aver sortito l’effetto sperato. Poco fa, dopo un colloquio coi tre leader dell’opposizione, il presidente dell’Ucraina Viktor Yanukovych ha annunciato una tregua e con essa la ripresa dei colloqui “per fermare il bagno di sangue e stabilizzare la situazione”.

21.30: Barack Obama, in Messico per una conferenza, ha detto la sua sulla situazione in Ucraina. Poche parole che ricalcano quelle già pronunciate oggi dai principali capi di Stato e annunciano che ci saranno conseguenze per chiunque oltrepasserà il limite.

19.40: il presidente ucraino Viktor Yanukovich ha rimosso dall’incarico il capo delle forze armate il generale Volodymyr Zamana, nominato due anni fa. L’annuncio è arrivato poco fa, a sorpresa, dal sito della presidenza.

18.10

: anche il ministro degli Esteri Emma Bonino, in serata, è intervenuta sulla questione ucraina con una breve comunicazione in cui, al pari degli altri Paesi che si sono già espressi, condanna quanto sta accadendo:

La gravità degli scontri in corso a Kiev pone il popolo ucraino di fronte ad una situazione drammatica, di una violenza inaccettabile che come europei condanniamo con estrema fermezza. E’ con massima preoccupazione che va considerato - e scongiurato - il rischio concreto di una guerra civile alle porte dell’Unione Europea. Insieme ai miei colleghi europei rinnovo alle Autorità ucraine l’appello più deciso affinché cessino reazioni violente, indiscriminate e sproporzionate alle proteste popolari, che devono svolgersi pacificamente, nell’ambito della legalità. Non potranno essere più tollerati abusi nei confronti della popolazione, né provocazioni di frange estremiste e violente. Nonostante i margini negoziali fra governo ed opposizioni appaiano in queste ore ancora più ridotti, non esiste alcuna vera alternativa alla ripresa del dialogo, che l’Europa intende sostenere col massimo impegno. In caso di continuazione delle violenze, non escludiamo il ricorso a misure restrittive eccezionali.

Stesso tono quello adottato dal primo ministro britannico David Cameron, che ha messo in guardia il presidente ucraino Viktor Yanukovich:

Il Mondo sta guardando. Chi è responsabile della violenza verrà chiamato a rispondere delle proprie azioni.
16.49

: da qualche ora sta iniziando a circolare un video dal contenuto decisamente forte, poche immagini che documentano una sparatoria e il ferimento di una donna durante le proteste i gli scontri che stanno flagellando l’Ucraina e che più di tante foto e dirette streaming rendono l’idea di cosa davvero sta accadendo davvero.

La sparatoria sarebbe avvenuta a Khmelnytskyi, ad ovest del Paese, davanti a un edificio dell’SBU, il servizio di sicurezza dell’Ucraina, e secondo fonti locali la donna non sarebbe deceduta: è stata trasportata in fin di vita in ospedale e si trova ora ricoverata in terapia intensiva in gravi condizioni.

Le immagini, lo ripetiamo, sono molto forti e per questo sconsigliate a chi si impressiona facilmente:

16.43: anche gli Stati Uniti sono intervenuti, precisando che stanno monitorando la situazione e che si consulteranno con l’Europa per capire quali saranno i prossimi passi da seguire, include le possibili sanzioni già annunciate dall’Unione Europea. La Casa Bianca, inoltre, ha invitato il Governo ucraino a ritirare le forze di polizia che hanno circondato Piazza dell’Indipendenza a Kiev e a stabilire una tregua che permetta una discussione pacifica con l’opposizione.

16.10: Francia e Germania condannano fortemente quanto sta accadendo in queste ore in Ucraina. Al termine di un incontro tra la consigliera tedesca Angela Merkel e il presidente francese Francois Hollande, quest’ultimo ha dichiarato alla stampa:

in Ucraina si stanno portando avanti atti indicibili, inaccettabili e intollerabili.
15.10

: il dramma che in queste ore si sta consumando per le strade di Kiev, e non solo, ha costretto l’Europa League a spostare la partita tra Dinamo Kiev e Valencia in un luogo diverso dall’Ucraina. La location scelta, è stato ufficializzato poco fa, è Nicosia, a Cipro. Il match verrà disputato domani alle 19.

14.50: il periodo di relativa calma è stato interrotto, lo scrivono i corrispondenti della stampa estera in Ucraina, nel primo pomeriggio, quando centinaia di poliziotti sono tornati ad ammassarsi ai bordi di Piazza dell’Indipendenza e hanno lanciato granate stordenti e usato cannoni ad acqua nel tentativo di disperdere i manifestanti. Poco fa Max Seddon, corrispondente di BuzzFeed, ha fatto sapere su Twitter che secondo il quartier generale dell’opposizione ucraina le autorità avrebbero in programma un nuovo attacco nei confronti della piazza per le 18 di oggi.

13.03

: fonti a Kiev confermano che il bilancio delle vittime è salito a 26. Tra queste ci sarebbero 14 manifestanti, 10 agenti di polizia e almeno un giornalista. Intanto l’agenzia locale UNIAN ha rivelato che un gruppo di manifestanti ha fatto irruzione nel quartier generale della polizia di Leopoli, nella parte occidentale del Paese, e liberato tutti i prigionieri che erano detenuti nell’edificio. Le autorità, sempre secondo la fonte, non sarebbero intervenute, ma avrebbero rimosso tutte le apparecchiature elettroniche dalla struttura.

11.03: l’Europa si sta muovendo. Il presidente della Commissione Europea Jose Manuel Barroso ha chiesto a tutte le parti coinvolte negli scontri di mettere immediatamente fine alle violenze e di cominciare a dialogare.

Non ci sono circostanze che possano legittimare o giustificare queste scene. Estendiamo le nostre più profonde condoglianze alle vittime e alle loro famiglie. Condanniamo nei termino più duri l’uso della violenza come modo per risolvere le crisi politiche e istituzionali. E’ la leader politiche del Paese ad avere la responsabilità di assicurare la protezione della libertà e dei diritti fondamentali. Chiediamo a tutte le parti di mettere fine immediatamente alle violenze e cominciare subito un dialogo significativo.

E, ancora,

Abbiamo chiarito che l’Europa risponderà ad ogni peggioramento della situazione. Ci aspettiamo che le misure mirate contro i responsabili delle violenze e dell’uso eccessivo della forza siano accettate dagli Stati Membri come una questione di urgenza.

Alle dichiarazioni di Barroso ha fatto seguito l’intervento del capo delle diplomazia Ue Catherine Ashton, che ha convocato per domani una riunione straordinaria del Comitato Politico e di Sicurezza della Ue per discutere proprio di questo deterioramento dello situazione in Ucraina:

Tutte le opzioni saranno esplorate, comprese misure restrittive contro i responsabili della repressione e delle violazioni dei diritti umani.

L’incontro di terrà alle 14 di domani, giovedì 20 febbraio.

E poco fa anche Papa Francesco è intervenuto sulla delicata questione, ricalcando l’invito di Barroso a metter fine a ogni azione violenta: "Con animo preoccupato seguo quanto in questi giorni sta accadendo a Kiev. Assicuro la mia vicinanza al popolo ucraino e prego per le vittime delle violenze,per i loro familiari e per i feriti. Invito tutte le parti a cessare ogni azione violenta e a cercare la concordia e la pace del Paese".

Aggiornamento 19 febbraio 2014, ore 9.10: si preannuncia un’altra giornata all’insegna del sangue quella cominciata poche ore fa a Kiev. Le proteste e gli scontri con le forze dell’ordine sono proseguite per tutta la notte e il bilancio è drammaticamente salito.

Nelle ultime 24 ore sono 25 le persone rimaste uccise - almeno 7 agenti e 13 civile - mentre il bilancio dei feriti è salito a 241 persone ricoverate in ospedale, tra le quali 5 giornalisti e 79 poliziotti. Oggi metropolitane e scuole resteranno chiuse e le autorità continueranno a usare il pugno duro, col presidente Viktor Ianukovich che ha pubblicamente attaccato l’opposizione, accusandola di aver fomentato le proteste di questi ultimi mesi:

I leader dell’opposizione hanno ignorato il principio della democrazia, secondo il quale si ottiene il poter secondo le elezioni, non per strada. Hanno superato un limite chiamando i cittadini ad armarsi. C'è una eclatante violazione della legge e i colpevoli compariranno davanti alla giustizia. Non è troppo tardi per fermare il conflitto.

Intanto, nella notte, le forze dell’ordine hanno lanciato un attacco in Piazza dell’Indipendenza, uno dei luoghi simbolo delle proteste, usando cannoni ad acqua ed eliminando alcune tende, riuscendo così a ottenere il controllo, per la prima volta dallo scorso dicembre, di un angolo della Piazza.

I manifestanti, però, non si sono arresi e, secondo quanto scrivono i giornalisti presenti sul posto, sono riusciti a mantenere le linee di difesa bruciando pneumatici sulle barricate.

Ucraina, scontri a Kiev: 19 febbraio 2014

18 febbraio 2014, la diretta

16:00

Sale il bilancio delle vittime negli scontri a Kiev. Si parla di 4 morti, ma secondo la BBC sarebbero addirittura 7, mentre il numero dei feriti è superiore a 150, tra loro anche diversi giornalisti. Le autorità hanno lanciato un ultimatum ai manifestanti per sgombrare entro le 17 ora italiana.

Aggiornamento 14:20 Tre dimostranti sono stati uccisi negli scontri in corso a Kiev tra manifestanti e polizia. Lo riferiscono fonti mediche.

Aggiornamento 12:45 Sale la tensione a Kiev. I manifestanti hanno assaltato la sede del partito del presidente Yanukovich, con il lancio di numerose molotov. Testimoni parlano di 200-300 manifestanti armati di bottiglie molotov e pietre. Almeno tre camionette della polizia stanno andando a fuoco e circa 5.000 manifestanti sono in questo momento davanti al Parlamento.

Sono ripresi i violenti scontri tra polizia e manifestanti antigovernativi a Kiev. I disordini sono scoppiati quando un cordone di agenti ha impedito a un corteo di migliaia di dimostranti di avvicinarsi al Parlamento, dove oggi si discute una riforma costituzionale chiesta dall'opposizione per ridurre i poteri del presidente.

Ancora frammentarie le notizie che giungono, nonostante le telecamere stiano riprendendo in diretta la manifestazione. Gli agenti hanno usato manganelli, lacrimogeni, granate assordanti e proiettili di gomma, mentre i manifestanti usavano mazze e pietre. Uno dei manifestanti sarebbe rimasto ferito. Già nei giorni scorsi i manifestanti si erano assiepati in gran numero nei dintorni del Parlamento, costruendo anche barricate di fortuna.

in aggiornamento


Vota l'articolo:
4.00 su 5.00 basato su 155 voti.  

© Foto Getty Images - Tutti i diritti riservati

I VIDEO DEL CANALE NEWS DI BLOGO