L'abolizione del finanziamento pubblico ai partiti è legge. Ecco le misure

Abolizione graduale entro il 2017. Ma il Movimento 5 Stelle protesta: "Una farsa".

L'abolizione al finanziamento pubblico ai partiti è legge: il decreto è stato approvato in via definitiva dalla Camera ed è quindi ufficialmente in vigore quell'insieme di misure che porterà entro il 2017 a non avere più nessun tipo di rimborsi elettorali. Il via libero di Montecitorio è arrivato con 312 sì, 141 no e 5 astenuti. Proteste del Movimento 5 Stelle e anche qualche rimprovero da parte della Lega Nord: "Anche se in questo decreto ci sono dei piccoli elementi positivi, bisognava avere più coraggio sull’abolizione immediata del finanziamento pubblico ai partiti".

Ma quali sono i punti principali di questa legge? Eccoli:

Abolizione finanziamento pubblico ai partiti. Niente più rimborsi elettorali per i partiti, ma gradualmente, con un meccanismo che arriva ad azzerarli a partire dal 2017 in modo da consentire ai tesorieri dei vari movimenti di iniziare a prenderci la mano. I rimborsi saranno dunque 91 milioni per quest’anno, 54 per il 2014, 45 per il 2015, 36 per il 2016 e poi stop, finita la pacchia. I partiti iscritti nel registro nazionale, ossia quelli che intendano usufruire dei benefici previsti dalla riforma, hanno poi l'obbligo di avvalersi di una società di revisione esterna per il controllo della gestione contabile e finanziaria.

Il 2 per mille. Nella dichiarazione dei redditi i cittadini troveranno una terza casella accanto a quella dell’8 per mille e del 5 per mille; sarà il 2 per mille per sostenere il partito che si desidera. Scelta volontaria, si può anche decidere di non barrare la casella. La questione però presenta due lati oscuri: da una parte si fa notare come questo aiuti i “partiti votati dai ricchi” (e una cosa del genere esiste, eccome), dall’altra parte si pensa che possa essere incostituzionale perché lederebbe la segretezza del voto.

Il tetto ai finanziamenti privati. Il decreto ha inserito un tetto per le donazioni dei privati ai partiti fissato a 100mila euro. Sono previste detrazioni fiscali per agevolare il contributo privato: sarà ammessa una detrazione del 37% per somme fino a 20mila euro annui, mentre per i finanziamenti da 20 a 70mila euro è invece è invece prevista una detrazione del 26%.

Altri punti secondari, ma alcuni dei quali comunque importanti si possono leggere in nel testo depositato al Senato che potete trovare qui. Ma perché il Movimento 5 Stelle protesta contro una legge che porta all'abolizione nel giro di tre anni di una legge così odiata e che ha permesso uno spreco di denaro pubblico incredibile? L'ha spiegato Roberta Lombardi: “Siamo all’epilogo di una farsa recitata da 20 anni. Noi volevamo abolizione di ogni forma di finanziamento pubblico ai partito, limitare nel tempo la cassa integrazione per i dipendenti dei partiti e la restituzione dei soldi da parte di chi viola le regole. Avete bocciato tutte queste proposte”. Nel video in cima al post il discorso di Roberta Lombardi integrale che spiega le ragioni della contrarietà del Movimento 5 Stelle.

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