
In tempi difficili per l’economia nazionale e per il bilancio dello Stato la possibilità di risparmiare 10 miliardi di euro all’anno sembra un’occasione da cogliere al volo. Ma come si fa? A quanto sostiene l’Istituto Eurispes sarebbe sufficiente un semplice provvedimento di semplificazione: abolire le Province.
Una proposta che, circa due anni fa, aveva lanciato anche il Sole 24 Ore, raccogliendo però poche imbarazzate adesioni da parte di chi avrebbe potuto sostenere questa radicale riforma. Oggi invece è un obiettivo presente sia nel programma del Partito democratico che in quello del Popolo delle libertà.
Le Province vengono individuate come enti inutili da eliminare e, in alcuni casi, da sostituire con le aree metropolitane. Però su questo punto c’è poca chiarezza: intanto il testo unico sugli enti locali del 2000 cita un elenco preciso di città che possono dare vita alle aree metropolitane e poi, l’articolo 23, dice che Quando la città metropolitana non coincide con il territorio di una provincia, si procede alla nuova delimitatone delle circoscrizioni provinciali o all’istituzione di nuove province, anche in deroga alle previsioni di cui all’articolo 21, considerando l’area della città come territorio di una nuova provincia. Quindi in pratica anche applicando la legge che istituisce le aree metropolitane non si farebbe che offrire l’opportunità di creare altre Province.
E poi c’è da chiedersi se davvero esista la volontà di abolirle: in fondo qualcuno avrà pure creato quelle che ci sono ora, senza considerare l’elenco smisurato di quelle nuove per cui esistono proposte di legge in Parlamento. Rotondi (Dc per le autonomie) vorrebbe le Province di Avezzano, di Sulmona, di Melfi, di Pinerolo, della Sibaritide-Pollino… Giuliano (Forza Italia) vorrebbe quella di Aversa. Lauro (FI) vorrebbe la Provincia dell’arcipelago campano delle isole di Ischia, Capri e Procida. Ioannucci (FI) vorrebbe quella della Versilia. Eufemi (Udc) propone la Provincia di Nola. Borea (Udc) propone di creare quella del Cilento - Vallo di Diano. Ce ne sono poi circa 5 caldeggiate da Ulivo e Verdi.
Si potrebbe quindi cominciare col ritirare tutti gli atti che propongono la creazione di nuovi enti provinciali…
William Wallace
23 mar 2008 - 12:40 - #1D’accordissimo sull’eliminare le province. Sono davvero inutili.
Bakary Sagna
23 mar 2008 - 12:50 - #2Bisogna dirlo alla Lega che non mi pare sia molto d’accordo. A ottobre 2007 i senatori dell’Ulivo ci avevano pure fatto una proposta di legge, poi cassata nell’iter parlamentare, tanto per capire chi ha realmente interesse e chi invece usa l’abolizione delle province come slogan elettorale.
Adam
23 mar 2008 - 13:25 - #3io su questo argomento avanzo molti dubbi!vi riporto il mio esempio:
vivo nella provincia di belluno che si estende su un territorio montano totalmente diverso dalla resto della regione veneto e dalle altre province che si estendono in un contesto geografico padano.per ovvie ragioni socio-economiche e geografiche necessita di una gestione diversa da quella delle restanti province venete.una sua eliminazione con conseguente inglobamento in altre province di natura “padana” molto probabilmente porterebbe ad una gestione inadeguata per le sue necessità montane!una soppressione totalmente votata al risparmio economico temo possa allontanare le amministrazioni dal diretto contatto della popolazione
Opinionista
23 mar 2008 - 14:29 - #4Sicuramente bisogna abbassare i costi della politica, ed eliminare le province sarebbe un grande passo avanti da questo punto di vista. Ma chi afferma che le province non fanno nulla è un bugiardo. Gestiscono tutta la viabilità e salvaguardano dal punto di vista ambientale e venatorio tutto il territorio.
In ogni caso un conto è il fatto che sia scritto nei programmi, un conto è che ciò venga fatto…
Basta sfogliare i programmi per vedere le assurdità che ci sono… il 2° punto del programma del PD è: “il fisco è tuo amico…”
Proust
23 mar 2008 - 14:33 - #5questione più complessa di quanto sembri.
eliminare le province sull’onda del risparmio senza ragionarci bene potrebbe, come fa notare Adam, essere controproducente. C’è da tener conto che però in moltissime situazioni si avrebbe uno snellimento notevole delle istituzioni con conseguente benessere per tutto (velocità decisionale, eliminazione di conflittualità di giurisdizione, abbattimento dei costi etc. )
io abito a Milano e la pecezione è che senza la provincia (attualmente al centro sinistra) molte cose sarebbero più semplici avendo regione e comune di centrodestra, così è un gioco di veti che porta all’immobilismo e allo spreco di risorse. (sia chiaro: non voglio dare meriti agli uni o agli altri, solo sottolineare un’inutile conflittualità, potrebbe essere ribaltato il discorso e nulla cambierebbe.)
E’ vero che non sempre le realtà territoriali possono essere gestite interamente dalla regione o singolarmente dai comuni che sono troppo piccoli.
L’abolizione delle province deve avvenire di pari passo con un programma di organizzazione collettiva dei comuni che sia flessibile ed efficace. Fondamentalmente la strada è quella di abolire l’istituzione “provincia” ma mantenerne i concetti tramite l’azione dei comuni che volta per volta, problema per problema, si consorziano e decidono nell’interesse di tutti, magari facendo democrazia dal basso che a livello locale può essere veramente attuabile da domani mattina.
fantascienza, lo so…
disilluso
23 mar 2008 - 15:02 - #6Pienamente d’accordo con Proust ma d’altronde, come ha scritto nell’ultima riga, è pura utopia: come ci si può fidare di due partiti che prima aumentano le province a dismisura poi nel programma scrivono che le tolgono? E’ coerente una cosa del genere?
Adam
23 mar 2008 - 15:37 - #7direi che il primo passo attuabile fin da subito è lo stralcio delle proposte di nuove province!sarebbero solo dei nuovi enti con costi superflui che svolgerebbero attività già svolte da uffici già esistenti
Michele G.
23 mar 2008 - 16:23 - #8penso che sia cosa da fare. altri stati europei, hanno dismesso questo tipo di ente considerato superfluo. pensiamo alle tradizionalissime contee inglesi. la provincia ha una competenza particolare, che potrebbe essere tranquillamente lasciata ia comuni. i soldi risparmiati per tale ente, potrebbero essere utilizzati appunto da ogni comune per tali scopi. ma prima delle province, andrebbero aboliti, e dismessi tantissimi enti , fioriti in italia, che non servono assolutamente a niente, se non per portare voti, a chi li ha creati, o per le solite logiche clientelari. insomma, mi sembra che qualsiasi programma serio elettorale, debba partire dallo sfoltimento del superfluo. non è intelligente parlare di taglio delle tasse, se prima non si tagliano le spese inutili. darei anche un suggerimento; gli stipendi all’interno dei CDA, ok, ma a bilancio chiuso, e non tutti i mesi. hai fatto, hai fatto bene, ti becchi una gratifica, non hai fatto, niente emolumento. sarebbe un primo passo per iniziare a collocare solo persone veramente professionali e motivate.
se non erro sul libro di stella, si parlava di circa 950000 (novecentocinquantamila) incarichi derivanti dalla politica. dovremmo essere lo stato meglio servito al mondo e funzionale, e invece si lotta tutti i giorni per non retrocedere nel terzo mondo……..questo è il vero male dell’italia!!!!! a casa l’inutile!!!!!!
Nirvene
23 mar 2008 - 17:52 - #9Concordo con l’idea di abolire le province, ma penso che sia possibile solo se parallelamente venga ridotto il numero dei comuni accorpando quelli che hanno caratteristiche omogenee.
Con un numero ridotto di comuni sara piu facile tra di loro concordare progetti e imiziative.
Nirvene
23 mar 2008 - 17:53 - #10Oltretutto molti comuni non hanno alcuna regione di esistere.
Michele G.
23 mar 2008 - 18:38 - #11@Nirvene
assolutamente ragione. solo questioni di basso campanilismo. se si pensa ai soli servizi, spartiti e gestiti in ogno comune, con spreco di personale e risorse, e ovviamente prezzi più alti. e comunque territori talmente uguali che la casa prima è già un’altro comune……
penso che progresso sia anche tutto ciò, e non solo i soliti slogan vecchi di decenni………
Salve
24 mar 2008 - 00:37 - #12Ci sono province inutili che gestiscono una popolazione molto ridotta (es. Verbania) e utilizzano gli stessi fondi di province quali Milano, Roma, Torino….
E non trovo nemmeno senso che un paese di 1000 abitanti, a 2 km da un paese di 15mila, abbia un suo comune dotato di sindaco, amministratori e dipendenti vari tutti stipendiati. Senza contare il costo delle elezioni per il sindaco e della gestione degli uffici comunali.
Socrate "il giusto"
24 mar 2008 - 12:54 - #13Nel corso della campagna elettorale si versa, noto a tutti ma…, in uno stato di “imbambolamento” che ci fa ragionare e disquisire su argomentazioni che hanno una valenza puramente propagandistica, ma ahi noi per quello stato già menzionato finiamo per parlarne pure noi.
Secondo voi, in un paese in cui si intavolano discussioni su “l’aria è di dx o di sx”, si possono togliere poltrone a mezzi-politici per opera di altri mezzi-politici pur più grossi?
Impossibile! come far nevicare a ferragosto!
Jollyroger
24 mar 2008 - 20:24 - #14Giusto abbolirle ma bisogna fare le cose con calma e senza porkate!!!
ice
25 mar 2008 - 19:42 - #15direi cheil sentore sia comune
le province sonouna struttura che va abolita in funzione dell’autoaggregazione dei comuni limitrofi
questo sta accedendo gioco forza nelle zone montane dove i comuni non possono sostenersi se non unendosi per condividere i costi
certo va fatto per gradi perche altrimenti dovi li mettiamo tutti quei dipendenti!?!?!!?
anche le regioni cmq sono da ridimensionare
e da togliere questa figura del governatore…(solo una scusa per avere piu soldi e privilegi)
assurdo che le regioni abbiano delegizoni a roma
va rivisto il sistema elettorale: non più candidati imposti dai partiti, ma votazione diretta della persona che sarà cosi essa stessa a difendere gli interessi locali in sede parlamentare…..togliendo inutili sovrastrutture come il parlamento delle regioni
Adriano Meis
26 mar 2008 - 12:41 - #16Daccordissimo con l’abolizione delle Province… servono solo ai politici di serie C come posti di sottogoverno che per farle sopravvivere e dare una pseudoparvenza di utilità duplicano competenze peraltro già ampiamente assegnati a Comuni e Regioni. TOGLIETELE
Paolo 2
26 mar 2008 - 21:34 - #17Un gruppo di cittadini dopo aver depositato il 7/3/2008 alla CORTE SUPREMA CASSAZIONE una proposta di legge di iniziativa popolare che vuole eliminare le Province dalla Costituzione italiana sta raccogliendo le firme necessarie.
www.aboliamoleprovince.it si trovano informazioni sull’iniziativa
Con l’eliminazione dell’ente provincia oltre ai risparmi della politica si ottengono risparmi anche in altri settori venendo meno logiche campanilistiche che chiedono l’esistenza di altri enti, uffici o eventi nello stesso ambito.
Meglio avere sedi della Pubblica amministrazione solo dove veramente serve per dare servizi e dove possibile i servizi devono poter essere ricevuti il più vicino possibile al cittadino ( casa - locale - municipio )
Alfedo P.
27 mar 2008 - 09:11 - #18Finora, a fronte di nuove competenze mi sembra che le Regioni si siano limitate a trattenere ampia parte delle entrate, trasferendo invece l’esercizio delle funzioni in delega alle Province, che, ovviamente, per sostentarle non hanno potuto far altro che innescare un’ulteriore richiesta di risorse piuttosto che una diminuzione delle medesime.
Nel frattempo, pur delegando le funzioni, lo Stato ha continuato a magiare risorse quanto prima, nonostante spesso si sia limitato ad attività sempre più di controllo e studio sugli altri comparti.
Andrebbero aboliti organismi ormai anacronistici come Prefetture, Comunità Montane, uffici decentrati dello Stato, Ato, ecc, al fine di costituire un pacchetto di servizi utilmente erogati dalle Province.
Le Regioni sono e rimangono dei carrozzoni troppo distanti dai cittadini.
PaC
15 giu 2008 - 23:02 - #19Via le Province, è stato promesso in campagna elettorale: bisogna mantenere la parola!http://www.aboliamoleprovince.it/blog/
gretajena
10 dic 2008 - 16:27 - #20Io dico aboliamo le province ed adeguiamo gli stipendi ai parlamentari