Famiglia Cristiana: dura senza paura. Voto + 10. Il diffusissimo settimanale dei vescovi non abbassa la guardia e tanto meno si fa intimidire: prosegue quindi a testa bassa il suo attacco al governo Berlusconi. Famiglia Cristiana, stavolta, non accetta (giustamente ndr) le scelte del ministro Maroni verso i “tifosi” che due domeniche fa hanno inaugurato con la violenza il campionato di calcio. Scrive il settimanale cattolico: “Con loro si è avuta una mano meno forte che con gli immigrati e con i rom. Per non dispiacere ai padroni del circo calcistico? Le impronte prendetele agli ultrà, non agli stranieri!”. Solito refrain: deboli con gli ultrà (che votano) e forti con i deboli (che subiscono).
Italia “somara”: classi dirigenti. Voto – 10. Sarebbe più facile dare un – 10 alla Ministra Maria Stella Gelmini e finirla lì. O un bel – 10 a Berlusconi. Ma l’allarmante rapporto Ocse sul sistema dell’istruzione del nostro Paese è un atto d’accusa verso tutti i nostri governi e le classi dirigenti in generale. L’Italia è maglia nera per numero di laureati (dietro Cile e Messico e a pari con Brasile, Turchia, Slovacchia), per gli investimenti nell’istruzione terziaria, per “specializzati”, per stipendi agli insegnanti. Numeri da far rabbrividire. Intanto sta per partire la riforma Gelmini “old school”, con l’introduzione del maestro unico, i tagli, l’abolizione del tempo pieno. Paese di ” nani, pupe e ballerini”. E di “Ballarò”. Marionette.
ice
10 set 2008 - 08:31 - #1smettiamola di usare il numero di laureati come parametro dell’effcenza del sistema istruzione
10 anni fa un diplomato di scuola superiore aveva i requisisti per fare l’odontotecnico o l’infermiere, o il commercialista
oggi servono forzatamente delle lauree, brevi o quinquennali che siano
forse questo aumenta la nostra scolarizzazione?!?!!?
sinceramente non credo
mi sembra di rivedere il caso degli esami di ammissione all’albo nelle varie Catanzaro o Salerno
oltre 90% di promossi contro il 30-40% del nord
questo significa maggior qualità
NO
SMATTIAMOLA
sfornare laureati che hanno le competenze di un diplomato di istituto tecnico è controproducente:
si sono tenuti lontano dal mondo del lavoro i giovaniu per 3-5 anni e allo stesso tempo si sono svalutate le lauree di chi magari prima si era fatto il mazzo
ma no, importa solo il numero dei laureati,
già adesso con il buonismo le scuole medie licenziano giovani analfabbeti, solo perchè poverino senza scuola media non puo fare nulla….
e con l’obbligo di scolarità innalzato anche i diplomati stanno diventnado sempre piu analfabeti
ice
10 set 2008 - 08:47 - #2sulla Glemini:
cito : “basta illudere gli insegnanti, ce ne sono troppi, che i precari si cerchino un altro lavoro”
mi sembra che la situazione degli insegnanti precari che si intestardiscono a voler intraprendere questa carriere (ma che cocciuti, peggio quasi degli extra che si intestardiscono a venire in Italia) sia simile a quella della Gelimi che non riusciva a superare l’esame di ammissione all’albo nella sua Bergamo…..
e la Gelmini come ha risolto….
e scesa in uno dei tanti esamifici del sud Italia…..
ma l’avete vista nelle foto del primo giorno di scuola!?!?!
L’avevano vestita come la maestrina dei telefilm, un confettino in taier rosa
in questi momenti in uno stato islamico ci sarebbero gli estremi per la lapidazione?!?!
e non dite che non ci avete pensato anche voi…..
...
10 set 2008 - 09:30 - #3A dire il vero le scuole medie, o come si chiamano oggi, non licenziano capre per buonismo, ma per opportunismo: mantenerli a poltrire 7 anni (sì,c’è gente maggiorenne che frequenta ancora le medie, nella ricca Milano, a furia di esser bocciata..) invece che 3 uno che non ha voglia e che inficia l’operato dei docenti e sfascia anche i nuovi compagni ogni anno, col risultato di aver un’intera classe di teppista, non serve a nessuno.
Li si fan passare subito e poi sarà la vita a pensare a loro.
Che poi è la stessa riforma voluta per l’università 7 anni fa: renderla un liceo per capre che stazionano nelle sue aule, parcheggiate per anni, che passano esami senza sapere di che si parla, pur di alzare il numero di laureati nazionali (per mettersi a pari con l’Europa..) e di ciascun istituto (per appianare bilanci..).
I risultati sono sotto gli occhi di tutti.
Piuttosto che grembiulini (sui quali posso esser d’accordo per una questione classista..) ideologici e tagli ipocriti, si agisca per una volta nella direzione della soluzione, a lungo termine, dei problemi reali.
Ma sarà impossibile, vista lo stampo delle classi dirigenti, metà beceramente capitalista e metà ipocritamente idealista.
ice
10 set 2008 - 11:16 - #4@ #3
e infatti anche io ho citato come concausa l’aumento dell’età scolare obbligatoria