Governo Renzi, Angelino Alfano Ministro dell'Interno

Il leader di NCD lascia il posto di vicepremier ma conserva il Viminale


Alla fine l'ha spuntata, e non può che essere soddisfatto: pur dovendo rinunciare al posto di vicepremier, Angelino Alfano conserva il ministero degli Interni che Renzi, secondo le voci di corridoio, avrebbe voluto dare ai fidi Franceschini o Delrio. Ma alla fine Alfano ha fatto pesare i voti del Nuovo CentroDestra come azionista importante del governo Renzi conservando l'importante poltrona del Viminale.

Nato ad Agrigento nel 1970, si laurea alla Cattolica in giurisprudenza e aderisce al Movimento dei giovani Dc, di cui diventa segretario provinciale. Nel 1994, con la fondazione del Ppi, Alfano lascia il partito ed entra in Forza Italia, con cui nel 1996 viene eletto deputato alla Regione Sicilia, diventando capogruppo FI nel 2000. L’anno successivo viene promosso nelle liste nazionali e, a 31 anni non ancora compiuti, è eletto alla Camera. Nel 2005 diventa coordinatore siciliano di Forza Italia, succedendo a Gianfranco Micciché.

Nel 2008 Silvio Berlusconi, che vede in lui il futuro del partito, lo vuole a ricoprire il delicato ruolo di Ministro della Giustizia, e così a 37 anni Alfano diventa il più giovane Guardasigilli della storia italiana. A Via Arenula, Alfano si occupa delle vicende giudiziarie del Cavaliere promuovendo il lodo che porta il suo nome e che prevede la sospensione dei processi per le quattro più alte cariche dello Stato. La legge entra in vigore nel 2008 ma l’anno dopo viene dichiarata incostituzionale dalla Consulta.
ITALY-ISRAEL-DIPLOMACY


Rimane Guardasigilli fino al 2011, accompagnato dalle dichiarazioni di un pentito che lo accusa di aver chiesto aiuti elettorali alla mafia, poi Berlusconi crea per lui il ruolo di segretario del Pdl. Sembra un’investitura come suo erede, e infatti si parla di lui come possibile candidato premier del centrodestra. Ma i pessimi risultati elettorali ottenuti dal Pdl tra il 2011 e il 2012 provocano il ritorno sulle scene di Berlusconi, che gli toglie la scena (dicendo che “non ha il quid”), per poi lasciar intendere però che, in caso di vittoria alle scorse elezioni, sarebbe stato Alfano il presidente del Consiglio.

Un tira e molla che guasta i rapporti tra i due. E quando Alfano è chiamato a scegliere tra mantenere il posto nel governo Letta e seguire il suo mentore nel ritorno a Forza Italia (e all'opposizione), Angelino fonda il Nuovo CentroDestra scindendosi dal Pdl con un manipolo di parlamentari che garantiscono la sopravvivenza di Letta e, adesso, di Renzi.

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