Marianna Madia, Ministro della Pubblica Amministrazione

L'ex pupilla di Walter Veltroni diventa ministro della Semplificazione nel primo governo Renzi, prosegue la sua fulminante carriera.

In un video del Fatto Quotidiano, Marianna Madia, nuovo Ministro della Pubblica Amministrazione, criticava duramente il Pd.

«Nel Pd a livello nazionale ho visto piccole e mediocri filiere di potere. A livello locale, e parlo di Roma, facendo le primarie dei parlamentari ho visto, non ho paura a dirlo, delle vere e proprie piccole associazioni a delinquere sul territorio»

Marianna Madia, chi è il Ministro della Pubblica Amministrazione

25 febbraio 2014:

Marianna Madia è il nuovo ministro (designato) per la Semplificazione e la Pubblica amministrazione. La giovane parlamentare, al suo secondo mandato, è nata a Roma il 5 settembre 1980 e venne lanciata sulla scena politica dall'allora candidato premier del Partito Democratico, Walter Veltroni. La Madia è la figlia di Stefano Madia, attore e giornalista che fece parte del consiglio comunale di Roma prima della morte, nel 2004, proprio nel periodo della giunta capitolina dell'ex segretario del PD. Fu lui a proporre la giovane nella lista ristretti dei suoi candidati "nuovi", quella variopinta cerchia di persone fino a quel momento praticamente "vergini" della politica e a cui Veltroni garantì una posizione nelle liste bloccate che garantisse loro l'elezione nei due rami del Parlamento.

Naturalmente venne raggiunta dall'accusa di essere una "raccomandata", d'altra parte prima di entrare in politica dalla porta principale era considerabile come una "lettiana": collaborava da qualche tempo con l'Arel, il centro degli studi economici dell'ex presidente del consiglio. Insomma, gli agganci non le mancavano, anche se la sua attività parlamentare non ha mai avuto particolare risalto né nella scorsa legislaturain quella attuale, piuttosto la sua attività "politica" all'interno del PD ha attirato l'attenzione dei media e dei colleghi di partito.

Già, perché partita "lettiana", promossa da Veltroni, è stata segnalata prima in quota dalemiana, poi di nuovo al fianco del nipote di Gianni Letta, poi con Bersani e da pochi mesi renziana. Il passaggio alla corte dell'ex sindaco di Firenze è stato deciso e immediatamente fruttuoso con la nomina del neo segretario del partito democratico all'interno della sua segreteria che oggi si trasforma nella designazione al delicato ministero della Semplificazione e della Pubblica Amministrazione. In molti non la vedono di buon occhio, anche se si è liberata in passato dell'imbarazzante rapporto con Giulio Napolitano, figlio del presidente della Repubblica, ed ha avuto una figlia da una nuova relazione sentimentale.

Italian Democratic Party PD National Assembly

Dopo essersi laureata in scienze politiche ha concentrato i suoi studi sull'economia del lavoro (da lì la collaborazione con il centro studi dell'Arel) ed è prima firmataria di un progetto di legge che spaccò letteralmente il partito qualche mese: quello del "contratto unico" di fatto la re-instituzione dei vecchi "contratti di formazione e lavoro" abrogati nel 2003 dalla Legge impropriamente definita "Biagi". Oltre 100 parlamentari del PD controfirmarono la sua proposta, che naufragò in parlamento.

In questa legislatura, conquistata attraverso un largo consenso ottenuto alle Primarie del PD, si è segnalata nelle primissime fasi del post-voto divenendo, insieme a Pippo Civati, protagonista del tentativo di persuadere il Movimento 5 Stelle a sostenere con l'appoggio esterno un esecutivo di scopo guidato da Pierluigi Bersani. Operazione senza grosso successo così come quelle legate al "reddito di cittadinanza" che le valsero una feroce reprimenda durante una puntata di Servizio Pubblico da parte del filosofo Cacciari che parlò apertamente di "colossale puttanata".

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