Sì, fate voi. Chiamatelo teatrino (o farsa) all’italiana. O minestrone politico Made in Italy. Comunque sempre schifezza è. Roba da voltastomaco. Cartina tornasole della bassa cucina della “politichina” del belpaese. La vicenda Alitalia è un anticipo della via italiana al bipartitismo, di quello che dopo il 14 aprile sarà il balletto fra Berlusconi e Veltroni.
Per adesso un vergognoso gioco delle parti di Pd e Pdl per non perdere i voti del Nord. E con al centro il governo che o fa la bella statuina o continua con i suoi ministri a dire tutto e il contrario di tutto. Il ministro dei Trasporti Bianchi smentisce il Tesoro (alias il ministro dell’Economia Padoa Schioppa) e chiede tempo perché “non è vero che la sopravvivenza di Alitalia è limitata a poche settimane; la compagnia ha risorse per tutto il 2008”.
Ahò! Una dichiarazione del genere nella prima Repubblica significava immediata crisi di governo! E adesso? Sorrisini, battutine, scrollate di spalle. Ma qui chi è che bara? Prodi non ha niente da dire? Il Pdl incalza il Premier e il centrosinistra accusando entrambi di svendere un “pezzo” d’Italia.
Veltroni non crede all’ipotesi (forse solo fantasiosa, strumentale e provocatoria) della cordata italiana lanciata da Berlusconi: “Se c’è una cordata italiana va benissimo, anche se è strano che non sia uscita in questi mesi. Ma venga fuori in 48 ore, non il 14 aprile che poi magari non viene fuori. Altrimenti ci ritroviamo nella condizione per cui non c’è la cordata italiana, Air France si tira fuori e Alitalia va a gambe per aria”.
Ma Fausto Bertinotti stoppa il leader del Pd e allunga una mano al capo del Pdl consigliando di “discutere” la proposta di Berlusconi per una cordata italiana e invita Prodi a prendere tempo, “facendosi protagonista invece di porre ultimatum”. Insomma Bertinotti concorda con il Pdl che accusa il Pd di “creare un allarme ingiustificato sul commissariamento di Alitalia”.
E ha buon gioco il governatore della Lombardia Formigoni a buttarla giù dura: “Dal governo terrorismo puro”. Comunque, in una trattativa, quando una parte (in questo caso Padoa Schioppa) assicura che non esiste alcun acquirente alternativo oltre ad Air France, vuol dire legarsi mani e piedi alla controparte che si ha davanti (Air France appunto) e rimettersi alla sua “clemenza”. Una trattativa di vendita alquanto oscura e da “dilettanti”, un modo che lascia perplessi e suona per i lavoratori come l’ennesimo ricatto.
Per il Paese, un’altra beffa. E le responsabilità principali sono quanto meno dei governi (nessuno escluso) che negli ultimi 15 anni hanno retto, oltre la compagnia di bandiera, le sorti d’Italia. Ma oggi è sorprendente anche la posizione di Confindustria per una “moratoria” per salvare Malpensa.
Come dire: ci penserà la futura Alitalia, azienda privata quotata in borsa, a continuare a sfruttare rotte deficitarie, ossia perdere volontariamente soldi, fino a quando le autorità politiche e il gestore dell’aeroporto milanese troveranno soluzioni alternative. Da qui il commento sarcastico di Spinetta (Air France): “credevo che gli aeroporti erano al servizio delle compagnie e non il contrario”.
In definitiva non c’è Pasqua o Pasquetta che tenga: proseguono le polemiche sul fronte Alitalia. E’ una scusa per infiammare la campagna elettorale. O meglio, l’occasione per spostare una manciata di voti su questo o quel partito. Una manciata di voti che però potrebbe crescere fino a diventare decisivi. Alitalia, una storia infinita. Come senza fine è il pozzo in cui precipita la nostra politica.
Proust
24 mar 2008 - 15:58 - #1magari sono troppo terra a terra, ma salvare una compagni credo che significhi anche saperla gestire, non solo comprarla.
Se questa fantomatica cordata compra Alitalia, sana (?) i conti e poi la lascia nelle stesse mandi che l’hanno ridotta un malato terminale tra 6 mesi siamo da capo come prima…
Air France è l’unica compagnia di bandiera europea che produce degli utili, evidentemente sono capaci di far funzionare le cose, noi no.
appellarsi all’amor patrio in campagna elettorale con belle parole sulla “strategicità dell’azienda italiana” e sullo “svendere al nemico” puntando dita contro tutto e tutti è, come detto nell’articolo, il solito teatrino all’italiana.
Cynewulf
24 mar 2008 - 17:24 - #2Speriamo fallisca presto, non se ne può più.
(Ovviamente sono sarcastico: vendiamola finchè interessa ancora a qualcuno, la cordata berlusconiana è un fantasma evocato irresponsabilmente)
Plutootto
24 mar 2008 - 17:57 - #3Ma vi chiedete, che figura facciamo, noi italiani, nel resto del mondo????????????
La figura di m…a! Ecco cosa facciamo.
Plutootto
24 mar 2008 - 18:15 - #4A dirla tutta: quella di alitalia è una patata bollente che il pd, col “tergi e versa” vorrebbe passarla al futuro governo pdl + …; mentre il pdl, con un apparente interesse (solo apparente) vorrebbe, nascondendolo -ma non tanto-, che fosse l’attuale governo a decidere: “come accontentare la lega,salvando malpensa senza scontentare an col fallimento di alitalia (nel dubbio giust’appunto , Berlusconi, “tira senza muovere il carrorrozzone di un’anticchia”).
Plutootto
24 mar 2008 - 18:18 - #5*vorrebbe+ invece +, nascondendolo *
pardon!
Michele G.
24 mar 2008 - 19:44 - #6io sono uno di quelli che vuole l’alitalia tutta italiana e perfettamente funzionante, e quindi;
a) dove erano tutti questi signori negli ultimi 10 anni quando si capiva che sarebbe finita cosi.
b) perchè negli ultimi anni i biglietti alitalia, hanno sempre avuto il prezzo più alto al mondo, e tutti dico tutti, facevano già offerte a pochi spiccioli; ovvio che i passeggeri puntino su altro
c) ma i presidenti che adesso tutti contestano, hanno preso milioni di euro all’anno, hanno lasciato con LIQUIDAZIONI DA NABABBO, e non hanno responsabilità in tutto ciò…….’perchè allora se hai un’azienda e la gestisci male, incorri in liquidazioni, fallimento, e tutto quello che ne consegue…..
d) dove erano tutti i politici che adesso vogliono la situazione dell’ultima ora 2, 3, 4 mesi fà…..se ne sbattevano altamente sperando nella mano del Signore, o della Francia per rimettere a posto tutto.
e) come ogni patrimonio nazionale, e quindi mantenuto da noi, è giusto, come è giusto per napoli e l’immondizia, che chi non ha fatto o gestito, portando a questa situazione paghi…..anche perchè l’abbiamo pagato noi per anni con le nostre tasse…..
f) come può veltroni, e i ministri del governo prodi, dire che ci sono situazioni alternative, che si possono prendere in considerazione, quando la volevano vendere proprio loro fino a tre giorni fà, svendendola ai francesi, al prezzo di due calciatori di serie A…..
g) le compagnie aeree sono un businness mondiale; è ovvio, se fai di tutto per distruggere, le distruggi. perchè invece di chiedere ai soliti noti, evidentemente vista la situazione oggettiva, poco competenti, non si è puntato su amministartori validi; possibile che esistano solo all’estero, ed in italia no?????
- a questo punto;
a) aspettate il nuovo governo
b) riaprire un bando
c) rispettare la vita di chi lavora e non prende milioni di euro l’anno…
d) imporre la vendita entro confine, per farlo rimanere patrimonio nazionale
e) cercare validi amministartori e manager, e finirla una buona volta per tutte con la strategia degli amici
f) smetterla di contraddirsi tutti dall’alba al tramono ogni giorno; 4 decidono, e in 900 senza lavoro, altri 3 parlano ed in mille a casa, 1 dispone, e l’italia perde un pezzo di casa, di storia, e di opportunità!!!! avete rotto!!!! non stiamo giocando al vostro monopoli a casa vostra sul vostro tavolo……
fate una cosa, nei programmi elettorali, mettete anche maggiore serietà, attaccamento alla patria, e politica al servizio dei cittadini……
BORAT
25 mar 2008 - 00:06 - #7Alitalia era insalvabile anche 20 anni fa, è inutile prendersela coi suoi attuali ed ex- manager. Alitalia è nella mèrda perché ha due hub, quindi una sovrapposizione di dipendenti, e dei dipendenti - quelli che stanno alla Malpensa- pagati ben di più in quanto “fuori sede”. Adesso Air France scopre l’acqua calda: per mandare in positivo Alitalia bisogna toglier gli aerei da Malpensa e mandare a casa i suoi strapagati dipendenti lombardi… bravi, geniale, ci riusciva anche mia nonna a queste condizioni!
Tanto ai francesi che gliene frega del nord Italia, loro comprano tutto, rivendono la metà degli aeroplani e tengono il resto su Fiumicino.
Se lo faceva un manager italiano un lavoro del genere, si beccava 4000 pagine di articoli “contro” su tutta la stampa nazionale e i “vaffa” di 40 milioni di italiani
Però se lo fa un francese è puro genio.
In realtà Fiumicino è in stato comatoso, non è un aeroporto in crescita… kazzo a Roma che prendono l’aereo per partire verso posti lontanissimi e senza far scalo SONO SOLO I POLITICI ( che quindi vedono di cattivo occhio uno spostamento di Alitalia altrove, visto che poi per volare dovrebbero far uno scalo intermedio… poverini!)
Far fallire Alitalia e spostarla invece su Malpensa (in toto) invece funzionerebbe, Malpensa, grazie anche alle nuove linee del TAV sarebbe velocemente raggiungibile sia da Torino che dal Veneto e potrebbe contare su legioni e legioni di industriali e dirigenti assidui frequentatori di voli intercontinentali ad alto costo (mica viaggiano gratis come i politici) e si tratterebbe di voli in uscita, verso l’estero, a Fiumicino sono in entrata (turisti) che arrivano con le loro compagnie.
Non l’ha detto nessuno che l’Alitalia debba rimanere nella capitale (morta). I tedeschi che sono si un po’ più pratici sia di noi che dei francesi, l’hub della Lufthansa non ce l’hanno a Berlino, ma a Francoforte (con una presenza a Monaco).
Malpensa ha un potenziale, basta che la sede amministrativa di Alitalia sia li, Fiumicino no, è solo il giochino dei politici che hanno distrutto Alitalia.
bravi, pezzi di m…
Michele G.
25 mar 2008 - 01:54 - #8@borat
assolutamente si. e diciamole queste cose. se l’italia va male, è anche colpa di quello che tutti pensano, ma non si può dire, è colpa del politicamente corretto, è colpa di chi deve dire, ma non è capace di dirlo, e quindi dà notizie che non ch’azzeccano….
Beccati questo amico di Silvio
25 mar 2008 - 13:41 - #9(Ansa) - ’Silvio e l’Alitalia’: si intitola cosi’ un editoriale che il quotidiano economico finanziario Usa “The Wall Street Journal” dedica oggi al leader del centro destra ed ex premier Berlusconi, indicato con il solo nome di battesimo, e al suo ruolo nell’affare Alitalia. ’Sul fronte economico - scrive il giornale - Berlusconi ha deluso nella sua ultima performance da capo del governo. Giudicando dalle sue promesse prima delle elezioni-lampo indette per il mese prossimo in Italia, nelle quali e’ il favorito, un suo terzo mandato come premier non sara’ una meraviglia’.
’La scorsa settimana - prosegue il WSJ - Berlusconi ha fatto una sortita contro la proposta vendita dell’Alitalia. I suoi vagheggiamenti potrebbero ben presto corrispondere a scelte di governo ufficiali e mandare a monte l’unica cosa che ancora si frappone alla compagnia di bandiera e alla sua bancarotta. Essi (i vagheggiamenti, n.d.r.) sono anche un segnale della sua mancanza di impegno per realizzare le riforme economiche’.
Il WSJ, nel suo editoriale, ripercorre le tappe principali che hanno portato all’offerta di acquisto di Alitalia da parte di Air France-KLM, all’opposizione espressa dai sindacati di fronte alla prospettiva di consistenti tagli al personale e al progressivo crollo delle azioni della compagnia. Di fronte a questo scenario, aggiunge il quotidiano, nondimeno Berlusconi ha detto che se tornera’ alla guida dell’esecutivo blocchera’ la vendita ad Air France a favore di ’una soluzione italiana’.
’Nell’ultima parte del suo governo tra il 2001 e il 2006 - afferma l’editoriale - Berlusconi non trovo’ alcun salvatore per l’Alitalia. Al contrario, si mostro’ irresoluto mentre il debito della compagnia cresceva, raggiungendo qualcosa come 1,3 miliardi di euro a gennaio scorso. Gli elettori italiani potrebbero chiedere a Berlusconi perche’ non ha venduto le azioni Alitalia mentre ancora valevano qualcosa. Negli ultimi due anni il valore della campagnia sul mercato azionario si e’ ridotto del 70 per cento’.
’Il leader del partito di centro sinistra, l’ex sindaco di Roma Walter Veltroni, accusa Berlusconi di fare della retorica populista in funzione elettorale’, dice il WSJ. Ma, aggiunge il quotidiano, l’ex premier potrebbe essere attaccato ancor piu’ duramente ’per la sua incapacita’ di sistemare l’economia italiana quando ne aveva la possibilità’.
Berlusconi, prosegue il commento, ’aveva promesso riduzioni fiscali, riforme nel mercato del lavoro e liberalizzazioni, mancando gran parte degli obiettivi. Il pil e’ cresciuto complessivamente del 3,6 per cento nei cinque anni del suo governo; peggio dell’8,6 per cento della Francia e persino del 4,5 per cento della Germania nello stesso periodo, ben al di sotto del 17,7 per cento del pil spagnolo o del 13,4 per cento di quello britannico’.
Di fronte all’atteggiamento dei sindacati italiani nella vicenda Alitalia, scrive il WSJ, quelle organizzazioni ’che opponendosi sistematicamente con scioperi continuati e impedendo le ristrutturazioni hanno contribuito a creare le disgrazie della compagnia’, ’farebbero bene a ricordare la fine della compagnia di bandiera belga Sabena, che per il rifiuto continuato di fare qualsiasi concessione da parte delle maestranze alla fine e’ finita in bancarotta’. ’I sindacati italiani - afferma il WSJ - avrebbero vita molto piu’ difficile nel perseguire la loro linea dura se non avessero dalla loro la copertura politica di Berlusconi’.
’Questa vicenda mostra che Berlusconi ha mostrato molto di piu’ uno spirito corporativista avverso alla libera concorrenza di mercato di quanto si sia rivelato un liberale in economia disposto ad adottare le misure di cui l’Italia ha bisogno per far riprendere la sua barcollante economia’. Berlusconi, conclude il WSJ, ’e’ un politico disposto a qualsiasi cosa pur di riprendere il potere. E questa e’ tutt’altro che una bella notizia per l’Alitalia, oltre che per l’Italia intera’.
ice
25 mar 2008 - 15:09 - #10credo che se uno perde 30′ a cercare informazioni e fare mente locale sul caso 2 cose siano chiare:
1_per mantenere il massimo dell’occupazione in ALitalia nel lungo periodo bisogna che la compri un altra azienda del settore, e sicuramente un azienda piu grande…. e ce ne sono poche (infatti dopo l’acquisto sarà necessario investire per rinnovare e rilanciare la compagnia)
Certo NON un azienda low cost che sappiamo tutti campano solo per i contributi europei che gli scali ricavono dalla EU in base ai passeggeri in transito e che i piccoli aereoporti girano poi alle varie RayanAir &Co, quindi queste compagnie non sono affatto produttive, ma speculative
2_se Berlusconi vincesse le elezioni che diavolo di conflitto di interesse sarebbe? Da che parte della trattaiva siederebbe? Lato tesoro che vende e fornisce aiuti , sgravi, etc,etc o da quello del compratore!?!?!? E’ assolutamente impensabile, con margini di speculazione inimmaginabili….e alla fine nessuna garanzia che dopo 5 anni in cui AliBerlusca avrebbe risucchiato dalle casse dei contribuenti lo stesso Berlusca non la debba dismettere….
Ricordo solo l’incul4ta che ci siamo presi con la vendita ai Benetton di Autostrade: zero investimenti, aumento tariffe
con lo stato italiano che non ha ricavato che 2 soldi, e gli italianai che continuano a finanziare l’acquisto dei Benetton con un servizio che sempre meno soddisfa le necessità del paese
O vogliamo parlare di come sono migliorati i servizi in Telecom per i consumatori o i dipendenti grazie all’imprenditore Tronchetti Provera!?!?!?!
i GRANDI imprenditori italiani sono al 90% figli di papà, che campano solo grazie ai cucci che ricevono dal cugino/cognato che difende i sui interessi in parlamento…..
BORAT
25 mar 2008 - 15:35 - #11ice, tutto quello che vuoi, ma non si può vendere ai Francesi, sono la concorrenza. Piuttosto regaliamola ai Russi, ma proprio gratis, ci rimettiamo di meno! I francesi la comprerebbero solo per farci un danno.
Sappiamo benissimo come sono fatti i francesi.
ice
25 mar 2008 - 16:22 - #12infatti mi è dispiaciuto non sia andata in porto coi russi (tra l’altro la mamma della mia morosa fa l’hostess per Aeroflot…..)