Welfare state: il grande assente della campagna elettorale

pubblicato da giulio – orientamento politico: Orientamento politico
categorie: Campagna elettorale Analisi e Dati


Quali sono i grandi assenti della campagna elettorale finora? In my humble opinion: i grandi problemi del nostro paese, tra questi il welfare. Come ha illustrato bayesfor su questo blog, finora il tema “pensioni” ha contato per l’8% tra i temi di questa campagna.

E le pensioni sono solo una parte (piccola) di un sistema di welfare che si rispetti, che dovrebbe comprendere anche aiuti e assistenza a famiglie, poveri e disoccupati, tanto per fare degli esempi. Nel nostro paese però “stato sociale” e “pensioni” vengono spesso a coincidere, nel discorso comune così come in quello dei politici. E questo non può stupire, se si considera che l’Italia é il paese europeo che meno investe meno nello stato sociale, ma che più spende nelle pensioni.

Non preocupatevi, non faremo come a Ballarò: per questo vi proponiamo un confronto tra quattro storie di vita di donne in difficoltà, in altrettanti paesi della U.E. che ci dicono sullo stato del nostro welfare più di quanto i numeri potrebbero mai fare. (Le storie sono tratte da “Le dinamiche assistenziali in Europa” di Chiara Saraceno)

HELSINBORG, SVEZIA – La signora A, rimane incinta a 17 anni, mentre convive con il suo compagno…

Foto: bettysnake, Flickr

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Quando i due si lasciano, va a vivere da sola ed entra in un programma di assistenza (riceve denaro mensilmente dallo Stato e usufruisce di servizi di re-inserimento nel lavoro) per poter prendersi cura del bambino e per poter cercare un lavoro adeguato. Grazie al programma é riuscita a riorganizzare la sua vita: oggi ha 25 anni e lavora part-time per un’impresa di pulizie.

HALLE, GERMANIA – La signora B ha oggi 55 anni, ha cinque figli ed é in difficolta dal 1991, quando le conseguenze della riunificazione tedesca l’hanno lasciata senza lavoro e si é separata dal suo compagno. Da cinque anni beneficia del programma di assistenza e ciò ha migliorato nettamente le sue condizioni di vita (le permette di condurre una vita normale), anche se non ha molte speranze di lasciare un giorno il programma e ritrovare un vero lavoro.

BARCELLONA, SPAGNA – La signora C ha 38 anni e una figlia di 5; é entrata nel programma di assistenza dopo la rottura del suo matrimonio con un uomo che la maltrattava. Ha diritto formale ad un reddito minimo che é però insufficiente a garantirle la sopravvivenza, e deve perciò trovare sostegno complementare nella famiglia e nell’economia informale. Anche se sarebbe proibito lavorare e ricevere sostegno dallo Stato allo stesso tempo, gli operatori sociali chiudono un occhio.

MILANO, ITALIA – La signora D ha 35 anni e 3 figli e da 6 anni é vedova. Riceve la pensione del marito e i servizi sociali le hanno dato un “minimo vitale”, ma per soli sei mesi all’anno; in più, guadagna qualcosa con lavori di pulizie in nero. Tuttavia, il denaro che riesce a mettere insieme in questo modo é insufficiente, ed é costretta a chiedere sostegno complementare alla Chiesa della zona e ai genitori. La signora D é intrappolata nella povertà.

Cosa ne pensate? Secondo voi Veltroni e Berlusconi hanno qualche proposta per la Signora D, o dovrà aspettare di raggiungere l’età della pensione per essere finalmente considerata degna di un aiuto?

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Commenti dei lettori

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  • Profilo di Jollyroger

    Jollyroger

    24 mar 2008 - 18:15 - #1
    2 punti
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    Non abbiamo welfare state non investiamo in ricerca…..però strapaghiamo i parlamentari i loro assistenti e costruiamo il ponte sullo stretto nella zona più malavitosa d’Italia(scommettiamo che il 95% degli appalti andrà in gola alla Mafia???)…inteligenza italica…..

  • Profilo di Michele G.

    Michele G.

    24 mar 2008 - 19:24 - #2
    -1 punto
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    è dimostarto scientificamente. nei paesi pseudo latini, il welfare state non può funzionare. infatti funziona solo nelle realtà nordiche, dove le persone evidentemente hanno un maggiore senso civile. la causa di tutto ciò, sarebbe il calvinismo, e comunque la cultura calvinista, che eleva moralmente il cittadino, e impone regole, oramai proprie del dna, che prevedono un forte rispetto per le altre persone, un forte rispetto per la società, e quindi per lo stato. i più cercano di non rubare, non aprofittare, costruire per se e per lo stato. neanche in inghilterra, con la tatcher, si è sviluppato, tanto che venne abbandonato. figuriamoci in uno stato come il nostro, dove tra assunzioni di amicizia, finti invalidi, e dove nella realtà dei fatti, il 99,9% dei cittadini, dove può scroccare lo fà, quale sarebbe il risultato…..quello del debito pubblico più alto al mondo, ovvero il nostro, creatosi anche per il welfare degli anni che furono, quelli della milano da bere, dei favori, delle tangenti, del peculato, dei cartellini timbrati, e tutti al bar…….e quello che ha generato la idilliaca situazione odierna.
    in svezia i ministri si dimettono per una cartella esattoriale, di una multa ricevuta e non pagata, sicuramente esagerato, ma esempio di tale mentalità; è accaduto seriamente…….lascio a voi esempi italiani…….

  • Profilo di Tim Buckley

    Tim Buckley

    24 mar 2008 - 19:49 - #3
    -1 punto
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    Il primo governo Prodi aveva introdotto la sperimentazione di un Reddito di Ultima Istanza. Il governo Berlusconi poi l’ha soppresso, nel silenzio generale. Non so quali siano i programmi del PD a questo proposito, mi sembra che non ce ne siano.
    Mi sembra comunque ingiusto mettere sullo stesso piano il centrosinistra, che aveva fatto un tentativo di rendere un po’ più moderno il nostro welfare, e il centrodestra, che ha cancellato tutto.

  • Profilo di bimmer

    bimmer

    24 mar 2008 - 20:05 - #4
    3 punti
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    “in svezia i ministri si dimettono per una cartella esattoriale, di una multa ricevuta e non pagata, sicuramente esagerato, ma esempio di tale mentalità; è accaduto seriamente…….lascio a voi esempi italiani…….”

    è quello che dico sempre anch’io, una cosa del genere in Italia sarebbe improponibile, sia a destra che a sinistra. Ora, io non dico che sia giusto dimettersi per una cartella esattoriale non pagata, però noi italiani siamo i maestri indiscussi quando si tratta di cadere nell’eccesso opposto. E metto dentro TUTTO il popolo italiano, perchè se un politico si permette di irridere ad una condanna per mafia, per corruzione, per peculato o per reati simili, è perchè alle spalle ha un moltitudine di elettori che glielo permette. Il problema più grande però è che, se fino ad un po’ di tempo fa, l’italiano medio per lo meno faceva finta di scandalizzarsi, oggi si arriva a giustificare simili comportamenti o addirittura ad esaltarli perchè ritenuti espressione della classica giovialità italica. Con questi presupposti non si può sperare che le cose cambino in quattro e quattr’otto.

  • Profilo di Michele G.

    Michele G.

    24 mar 2008 - 20:12 - #5
    0 punti
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    @3
    in Italia non esiste il welfare. vai a vedere dove funziona, cosa vuol dire welfare. è una mentalità, è un modo di fare e di essere, non un modo di aggraziarsi delle componenti sociali. troppo poco, il redditto di ultima istanza, perchè esistono migliaia di provvediemnti prima. è come la ciliegina sulla torta, senza la torta stessa….
    @4
    il problema Bimmer, è che a mio parere tutti si scagliano contro la politica, giustamente, perchè dovrebbe dare esempio, ma i politici escono dalla nostra stessa società, quindi sono uguali a noi. fino a che non cambierà la società, evidentemente allo sbando, non cambierà il potere, ed il modo di esercitare il potere.

  • acrive

    25 mar 2008 - 07:51 - #6
    -1 punto
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    Il vero grande assente in questa campagna elettorale è l’intelligenza!

  • Profilo di Tim Buckley

    Tim Buckley

    25 mar 2008 - 09:07 - #7
    1 punto
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    si parlava di welfare, siamo finiti a discettare della “natura profonda degli italiani”, mi sembra che ci siamo un po persi la concretezza per strada!

  • Il Cavallo di Caligola

    25 mar 2008 - 11:00 - #8
    -1 punto
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    Quoto invece Michele G. e bimmer. Il welfare ci sarebbe solo se tutti lo rispettassero.
    Trovo quindi giusto, per esempio, che la ricerca abbia molti fondi, magari in buona parte come tasse dalle aziende.
    O media tra quelli italiani esclulsi il 15% di italiani più ricchi.
    O che si cerchi di risolvere il problema dell’immigrazione alla radice, creando vere oppurtunità o investendo soldi in Africa (come l’Egitto fa per le terre lontane dal Nilo stile coloni americani, portandovi acqua e vendendole a prezzi bassi agli agricoltori) (sono solo 2 esempi, il problema è molto più complesso).
    Oppure snellendo di gran lunga tutta la burcrazia.

  • Profilo di Tim Buckley

    Tim Buckley

    25 mar 2008 - 14:08 - #9
    1 punto
    Up Down

    “Il welfare ci sarebbe se tutti lo rispettassero” .. come fanno a rispettarlo se non c’é!?
    Per quanto riguarda il caso dei finti invalidi, che cita Michele G., si tratta precisamente di una conseguenza dell’assenza di welfare.
    E’ studiato infatti che in molte realtà si é stati particolarmente “generosi” nell’assegnare le pensioni di invalidità per compensare l’assenza di un sussidio di disoccupazione… e questo con conseguenze disastrose per le casse dello Stato..

  • Profilo di Michele G.

    Michele G.

    25 mar 2008 - 14:23 - #10
    0 punti
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    @ Tim Buckley,
    @9,o di troppo welfare malgestito, e di troppe persone che non conoscono la vergogna……altro che sussidio di invalidità.
    @7,non è perdita di concretezza, discettare sulla natura degli italiani. purtroppo i sistemi civili, politici, statali, vanno di pari passo con la società stessa, e quindi con la tradizione, le abitudini, e le attitudini stesse di un popolo. lo ripeto, non lo dico io e non me lo sono inventato, lo dicono fior di sociologi e politologi, nel nord europa funziona perchè sono calvinisti, ed effettivamente non posso pensare diversamente….

  • ekerazha23

    15 ott 2009 - 15:02 - #11
    0 punti
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    4 storie di donne divorziate che si fanno mantenere dagli altri intanto che stanno a casa a giocare con i bambini… comodo.

    Per completezza mettete anche 4 storie di mariti che lavorano solo per pagare l’assegno di mantenimento alla moglie, che hanno perso la casa costruita con i loro soldi e hanno dovuto a tornare a vivere con i genitori e non hanno piu le risorse per farsi un’altra famiglia.

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