Crimea. Cosa sta succedendo tra Ucraina e Russia

Una penisola piccola ma dalla storia tormentata sta per causare una nuova guerra

La crisi fa Ucraina e Russia si fa di ora in ora più grave, e il territorio della Crimea sta per essere causa e scenario di un nuovo conflitto, non certo il primo nella sua tormentata storia. Quali sono le cause? Ovviamente i disordini delle scorse settimane in Ucraina sono state la scintilla, ma le cause affondano molto più nel passato.

Per cominciare, occorre dare uno sguardo alla cartina geografica. La Crimea è una penisola di 26.000 km quadrati al confine tra Occidente e Oriente, una posizione che l'ha portata nei secoli a fare da crocevia e attirare interesse economici. Per gli antichi greci questa era la Tauride, la regione in cui, secondo Euripide, si rifugiò Ifigenia dopo essere scampata al sacrificio cui era stata condannata dal padre Agamennone per poter arrivare a Troia.

Invasa nei secoli da Goti, Unni, Bizantini e Mongoli, nel XV secolo divenne un khanato sotto l'influenza turca, guidato dalla popolazione di etnia tatara. Nel XVIII secolo la Crimea divenne però scenario di tre guerre russo-turche, al termine delle quali la regione entrò a far parte dell'impero russo.

Dal 1853 al 1856 la Regione fu teatro della Guerra di Crimea che vedeva contrapposta la Russia a un'alleanza formata da Impero ottomano, Francia, Austria e Regno di Sardegna. I libri di scuola ci insegnano che quella guerra consentì all'avvicinamento tra i Savoia e la Francia che portò in pochi anni all'Unità d'Italia, ma per la Crimea fu una sciagura che distrusse il tessuto economico e diede il via alla diaspora dei tatari.

Da allora la Crimea è stata spesso roccaforte nelle battaglie e nelle guerre che si sono succedute, ma sempre dalla parte degli sconfitti: le truppe anti-bolsceviche nella rivoluzione russa, i nazisti durante la seconda guerra mondiale. Nel 1944, liberata Sebastopoli dagli invasori tedeschi, Stalin ordinò la pulizia etnica contro i tatari, rei di collaborazionismo.

La Crimea, diventato stato autonomo dell'Unione Sovietica nel 1921, viene "retrocessa" a provincia nel 1945. Nel 1954, Nikita Krushev la regala all'Ucraina per commemorare i 300 anni del trattato di pace con la Russia. Si dice che Krushev fosse completamente ubriaco quando prese questa decisione, decisione che non piacque mai agli abitanti di Crimea, che si sono sentiti sempre russi e non ucraini.

Allo scioglimento dell'URSS, la Crimea si dichiarò indipendente, ma poi accettò di rimanere all'interno dell'Ucraina come repubblica autonoma, con capitale Simferopoli e un proprio governo. La situazione è stata finora tenuta a bada dalla vicinanza del governo ucraino alla Russia, sancita dalla presidenza di Victor Janukovyc, filo-russo. La caduta di Janukovyc, e la salita al potere di un governo provvisorio di carattere filo-europeo, ha portato all'insurrezione della repubblica di Crimea, appoggiata dai Russi che lì hanno ancora una importante base navale che garantisce l'accesso al mare.

Da ultimo, occorre sottolineare che in Crimea è presente una significativa minoranza italiana, formatasi nel corso dei secoli grazie ai rapporti commerciali tra le nostre repubbliche marinare e la penisola. La comunità a tutt'oggi presente si è però sviluppata a partire dal XIX secolo con le migrazioni dalla Puglia, e in particolare tra Trani, Molfetta e Bisceglie. Gli italiani di Crimea vennero perseguitati negli anni dell'Unione Sovietica perché accusati di essere fascisti.

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